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PITTURA
dell' '800
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Continua l'esigenza da parte degli artisti di una giusta
preparazione per i propri dipinti, con una metodologia già in uso nel
periodo medioevale e rinascimentale; per esempio la base a tinta
verde (Medioevo), di cui si avvalsero artisti come l'Echague (noto
pittore spagnolo), o il Morcillo, il Van Dongen, Prencipe, Fontanesi,
Pelizza, Hodler, che per l'appunto usavano questi fondi prima di
procedere con colore molto pastoso, e sempre con il verde
tracciavano figure o paesaggi lasciando volutamente nelle zone
d'ombra la parte verdastra, tenendo presente il principio secondo il
quale per applicare tonalità calde, si debbano preparare basi fredde
e viceversa. Anche il grande Turner ricorse a questa combinazione di
colori sovrapposti, per dipingere le sue magistrali vedute (Es.
Opera: "Notturno", dove per realizzare il cielo preparò basi
grigio-rossicce, giallo etc.); come anche il Fontanesi preparasse
basi arancioni per verdi luminosi. Per realizzare un paesaggio,
venivano usati fondi molto scuri, sempre procedendo con
l'applicazione di colore pastoso e con risultato di grande effetto.
Vi fu anche la pratica di preparare basi a tinta bianca, o nera o
bruna, sempre prima di procedere con l'applicazione dei colori, come
usava fare l'artista Corot (il quale dava tantissima importanza alla
preparazione chiaroscurale, quasi più del colore). Anche Delacroix
preparava e curava la fase chiaroscurale in maniera meticolosa, con
il solo nero che poi illuminava di bianco, eseguito su tele con base
a mezzatinta: terra d'ombra e bianco. Altri artisti che si avvalsero
del sistema di chiaroscurare le preparazioni, furono: Boecklin, il
Copley, Stevens, Leighthon, Burne Jones; vanno ricordati anche
artisti che preferirono dipingere alla prima, partendo però da una
tinta precisa di base, per poi procedere con tinte scure e chiare;
ed ancora artisti di grande originalità, che dipinsero senza
particolari preparazioni, come il grande Meyer, il Buchwald,
Mancini, ma la mancanza di una preparazione di base ha leso
notevolmente le loro opere. In Europa.
In
Francia,
la pittura verrà influenza da quella classica, greco-romana, come
confermano le opere e gli scritti del grande Luigi David, il quale
prese a modello per la propria arte, l'imitazione dei bassorilievi e
delle statue antiche; ed ancora le opere del suo allievo, J.D.
Ingres (pittore/disegnatore), grande studioso dell'arte di
Raffaello. Ricordiamo altri artisti: Eugenio Delacroix, Paul
Delaroche, Prudhon, Rousseau, Camillo Corot, Daubigny etc.; senza
tralasciare artisti che si fecero ammaliare dai paesaggi orientali,
come il Fromentin, Decamps e quelli furono espressione di realismo,
come J. F. Millet , Gustavo Coubert, il caricaturista Gavarni, il
disegnatore Gustavo Doré, il decoratore Puvis de Chavannes. Seguirà
la
scuola impressionista,
che porrà come base della propria ricerca pittorica, lo studio della
luce e dell'atmosfera. Fautore di questa scuola, Edoardo Manet, ma
vanno ricordati Monet, Degas, Lepage etc.. In Germania,
causa esilio David, i suoi allievi influenzeranno la pittura tedesca
con un ritorno al classicismo, come dimostrano le opere di Anselmo
Feuerbach; nonché le tematiche storiche affrontate da artisti come
Karl Piloty (allievo del Delaroche), Franz Lenbach, il Braus, Adolfo
Menzel, etc.; e quelle romantiche rappresentate da artisti come
Arnoldo Boeklin. In
Inghilterra,
gli artisti rappresenteranno tematiche naturalistiche e realiste,
generando un'arte, la più importante dopo quella francese.
Ricordiamo i grandi paesaggisti, come Turner (e le sue famose
marine; considerato il più grande pittore del suo secolo) e John
Constable. Si arriverà alla metà dell' '800, periodo in cui sorgerà
la scuola Prerafaellita, di ispirazione quattrocentesca, con Edward
Burne-Jones. Ricordiamo altri artisti: Alma Tadema, Wath, Walker,
Mason, Stanhope etc.. In Italia,
l'inizio dell' '800 sarà influenzato dall'arte di David
(neo-classica), ad opera di artisti come il Camuccini, l'Appiani, il
Bossi; alla tematica di ispirazione storico-neo-classica succederà
quella romantica con scene medioevali, con artisti come Francesco
Hayez (Es. Opere: i Due Foscari, la Sete dei
Crociati, il Bacio); ed ancora: Tranquillo Cremona,
Telemaco Signorini (capo del gruppo dei Macchiaioli), Giovanni
Segantini (pittore che dipinse le vette alpestri), Filippo
Palizzi (studioso del vero), Paolo Michetti, il Tita, il Grosso, il
Mentessi, il Nona, il Belestrieri, il Delleani, il Laurenti etc |
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PRERAFFAELLISMO
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Il
movimento dei Preraffaelliti viene considerato come l'espressione
più significativa del Romanticismo inglese. Nasce nel 1848, grazie
ad artisti come il Rossetti, il Millais, Hunt, lo scultore Woolner,
e per ispirazione alla purezza spirituale primitiva, fu legato ai
nazareni tedeschi ed ai puristi italiani, in contrapposizione alla
ricercatezza formale e conseguente sensualità pagana del Secondo
Rinascimento. Trattasi, quindi, di un movimento di intenzione
mistica, contrapposto ad un materialismo imperante (es. come lo
sfruttamento dei lavoratori), e definisce quella traccia esoterica,
misteriosa, simbolista che il Romanticismo possedeva. Il suo
precursore fu William Blake (1757-1827), grandissimo acquerellista,
poeta, disegnatore dal tratto duro ed eccessivo; illustrò Dante e
visioni sinistre, allucinate, misteriose. A costituire la
"confraternita preraffaellita", fu Dante Gabriele Rossetti
(1828-1882); attraverso la pittura definisce visioni oniriche
misteriose, enigmatiche, suscitando inquietudine, con un simbolismo
estetizzante che si avvale di elementi decorativi a contornare le
figure rappresentate (Es. aloni di luce, foglie di edera, gigli
etc./Opera: "Beata Beatrix"). Grande importanza ai
particolari nell'esecuzione pittorica, con colore crudo e netto,
caratterizza l'opera di John Everett Millais, considerato il pittore
più dotato tra quelli appartenenti al movimento (Es. Opera: "La
bottega del falegname"). Anche William Holma Hunt, come il
Millais, dipinse con dovizia di particolari, soggetti religiosi, ma
con risultati mediocri. Edward Burne-Jones, fu influenzato dal
Rossetti, nel rappresentare in maniera ripetuta figure femminili;
anche risentì dell'arte del Botticelli, riscontrabile in alcune
opere in cui si legge del manierismo; fino ad arrivare ad una
composizione stilizzata, in cui si intrecciano elementi naturali con
corpi. Questo tipo di rappresentazione, lo portò a dedicarsi alla
decorazione, in collaborazione con William Morris, e da questo tipo
di stilizzazione già affrontata dal Rossetti, la successiva corrente
"liberty", trarrà notevole spunto. Molti furono i seguaci del
movimento Preraffaellita, e tanti di scarsa importanza, proprio
perché si abbandonarono ad un manierismo
pedante, e nonostante il valore che ebbe
soprattutto confacente al periodo
culturale europeo dell'epoca, il
movimento non ebbe la sostanza di
divenire un vero e proprio fatto d'arte. |
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PITTURA DIVISIONISTA. (1891-Milano/Triennale
di Brera) |
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Questa corrente artistica prende il nome
dal procedimento pittorico di cui si
avvalsero i suoi esponenti più
rappresentativi. E' di derivazione
impressionista, ma pone come base per la
ricerca artistica, l'importanza della
luce nell'opera d'arte, nella
fattispecie, il modo in cui si
influenzino, se accostati, i colori.
Nell'esecuzione di questo tipo di
pittura/tecnica, si dà più un'importanza
al contrasto cromatico, che
all'amalgama; così, come risaputo,
secondo un fenomeno ottico, i colori
puri accostati tra loro, se osservati ad
una certa distanza, verranno percepiti
dalla nostra retina in un'unica tinta (es.: se accostiamo due pennellate di colore, come
l'azzurro ed il rosso, percepiremo - ad una certa distanza - il
viola; il rosso ed il giallo, l'arancione etc.). Questa invenzione
pittorica assolutamente moderna, verrà attribuita al grande maestro
Manet, anche se studi postumi eseguiti sulle opere, nonché alcuni
scritti dell'epoca, dimostrerebbero che un altro artista, il Mile,
già utilizzasse questa tecnica; ma anche il Domenichino ('600),
accostava colori puri per creare maggiore freschezza; ed anche nelle
opere del Canaletto ('700), vi sono accostamenti cromatici, di
puntini colorati, come riscontrato nell'opera Veduta di Venezia etc..
La Tecnica. Le preparazioni e gli abbozzi
nella pittura divisionista sono monocromi (un solo colore) oppure
con colori vivaci dove poi - come risaputo - verrà sovrapposta un tipo
di pittura fatta di puntini o trattini di vari colori. Non si usano
le terre, i grigi, mentre ci si avvalse di colori complementari o
non complementari. Con il pennello venivano tracciate linee di
colore parallele - alcune volte anche incrociate - o una dopo
l'altra, determinando, come poc'anzi descritto, un'unica percezione
visiva dell'opera pittorica. Alcuni artisti, sostituirono i trattini
cromatici con i puntini, dunque il Puntinismo. Tutte le opere
divisioniste sono il risultato di una preparazione/abbozzo (base per
gli strati di colore successivi) molto precisa, e questo paragona la
tecnica Divisionista a quella degli antichi maestri. Gli Artisti.
Si ricordano: Giovanni Segantini, considerato tra i più geniali
interpreti di questo genere pittorico (nel dipingere i paesaggi
dell'alta montagna); Angelo Morbelli, Pellizza da Volpedo; gli studi
di Gaetano Previati; Balla, Bersani, Plinio Nomellini, Maggi,
Fornara etc. |
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