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PITTURA
DEL RINASCIMENTO
(XIII E
XIV SECOLO) |
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Alla Toscana va
riconosciuto il merito di aver iniziato un vero e proprio
rinascimento pittorico; nelle fattispecie partendo da città come
Firenze e Siena, con il Cimabue (Scuola fiorentina), che abbandona
le convenzioni dell'arte Bizantina, insieme al Duccio di Buoninsegna
(fondatore della scuola senese), i quali daranno al colore vera e
propria vita. Così, mentre la Scuola senese ancora, pur ravvivandoli
si rifà ai modelli bizantini, mantenendo una sorta di idealismo
pittorico, la Scuola fiorentina, si mostra più realista a
dispetto della bellezza dell'incarnato; tra gli artisti di questa
Scuola, ricordiamo anche Giotto ed il suo allievo l'Orcagna;
ed ancora i fratelli Lorenzetti e Simone Martini, per la Scuola
senese. Le tecniche usate furono la tempera, il mosaico, l'affresco;
il Cennini nei suoi trattati parla anche di tecnica all'olio
applicata ai muri o tavole, anche se trattasi di una tecnica diversa
da quella poi in uso nel '400. |
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PITTURA
DEL XV E XVI SECOLO
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Nel XV secolo ha inizio
il vero e proprio Rinascimento, con due tendenze pittoriche a
caratterizzarlo: quella stilistica (Masaccio), quella realistica
(Andrea del Castagno). Ciò che ha ispirato questa arte è la figura
umana, con maggiore attenzione verso il paesaggio, grazie alla
scoperta ed applicazione della prospettiva. Le tecniche erano
l'affresco, la tempera, il graffito e la tecnica ad olio, che pare
essere stata introdotta dall'Antonello da Messina, ma già in uso
nelle Fiandre. Precursori di questo rinnovamento furono: Masaccio,
Paolo Uccello, Piero della Francesca, Andrea del Castagno, Vittor
Pisani detto il Pisanello; Andrea Mantegna, Jacopo Bellini, il Beato
Angelico, Filippo Lippi etc. |
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PITTURA
DEL XVI SECOLO
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E' questo il secolo d'oro dell'arte,
poiché a questo periodo appartengono maestri come Leonardo, il
Perugino, Raffaello, Fra Bartolomeo, Andrea del Sarto, Michelangelo,
Giorgione, Tiziano, il Tintoretto, il Correggio e tanti altri
illustri rappresentanti. Unico fine comune la bellezza ideale
passando per la natura considerata unica fonte di questa evoluzione
artistica. Si ravvisa un idealismo già presente nell'arte Greca, in
una composizione di grande forza grazie ad un disegno perfetto, ed
un chiaroscuro superlativo reso da artisti come Leonardo ed il
Correggio; ed ancora attraverso la rappresentazione del paesaggio da
parte di artisti come Leonardo, il Giorgione, il Perugino, Lorenzo
Lotto. Grande diffusione ed importanza acquisterà la tecnica ad
olio, e mentre il Mantegna cercherà evoluzioni e soluzioni
prospettiche, Leonardo ed altri cercheranno nuove applicazioni di
metodi pittorici. E' risaputo che gran parte di questi artisti prima
di passare al colore, preparassero disegni, abbozzi chiaroscurati
con il bianco, il nero ed anche il bruno (es. il Correggio/Opera:
La Virtù che trionfa del Vizio; Raffaello; Michelangelo/Opera:
Sacrificio di Mosè), e che eseguissero il contorno della figura
con terra rossa, chiaroscurata con tinta grigio-verde, ed il muro o
tavola lasciati volutamente chiari a dare contrasto. Oppure,
preparando una base color terra verde, come già in uso nel periodo
medioevale, con riferimento al primo periodo del Rinascimento, ad
opera di artisti come il Campi o Simone Corbetta ed altri; ma anche
nel pieno Rinascimento troviamo l'uso di questa base, come
dimostrano i disegni della Scuola di Michelangelo, come la
Madonne e Angeli, in cui evidenti sono le campiture di tono
verde, come dimostrano anche alcuni punti rimasti incompleti degli
affreschi di Paolo Uccello nel Chiostro di S. Maria Novella
(Firenze). In molte tavole dipinte in questo prolifero periodo
artistico, si riscontra una verniciatura piuttosto liquida tra il
giallo ed il bruno, applicata sul disegno chiaroscurato in maniera
monocromatica (nero-bianco), direttamente sul gesso asciutto della
tavola preparata (vedi Leonardo, il Bellini, il Correggio, Giorgione,
Michelangelo Raffaello etc); poteva anche capitare di eseguire
questo procedimento direttamente sulla tavola, prima ancora d'aver
eseguito il disegno, sempre di tipo monocromatico (tinta
fredda/bianco-nero), procedendo con l'applicazione delle tinte
preparazione di base del dipinto, con terra di Siena bruciata,
giallo, bruno, nero, prima di sovrapporvi il verde, l'azzurro, il
viola per rappresentare cieli, prati, alberi, drappeggi, dimostrando
quanto maggiore sia lo splendore di queste tinte se applicate sulla
preparazione succitata. |
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PITTURA
del '600 e del '700
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Nella produzione
pittorica avutasi in questo periodo, gli artisti preferirono il
sistema diretto (cioè applicare direttamente il colore senza
particolari preparazioni), ma sempre in maniera precisa, adottando
uno stile severo, mettendo da parte le velature, con preferenza
verso le tinte scure; la pittura veniva eseguita su un disegno a
tinta bruna, con cui si davano anche le ombre, poi riprese ad
acquerello, quindi passate con colore più corposo; come dimostrano
le opere del Caravaggio, il Sassoferrato, Agostino Carracci, il
Guercino, Franz Hals ed altri. Ci furono anche pittori,
principalmente il Rubens, ad avvalersi ancora del metodo
preparatorio-pittorico in uso durante la Rinascenza (a base di
bianco, nero e bruno, su tele grigie o tavole bianche), come si è
riscontrato durante i lavori di restauro eseguiti sulle opere del
maestro (Es./Opere:"Vittoria di Enrico IV, Maddalena, Miracolo di
San Benedetto"). Questo metodo venne impartito ed adottato anche
dai suoi allievi, come il Van Dyck, Snyders etc.. Al metodo del
Veronese si rifaceva il Tiepolo, applicando prima una base di colore
grigio-verde, su cui procedeva con i toni più chiari. Il Velasquez,
il Rembrandt, abbozzavano a bianco e nero e bruno. C'è da ricordare
anche il contributo di altri artisti che preferirono dipingere su
tavole preparate con miscela di colore rosso, marrone, bruno, poiché
le tinte chiare su questa particolare base appaiono più luminose,
anche se nel tempo le zone scure tenderanno ad assorbire quelle più
chiare; per evitare ciò è consigliato preparare un abbozzo a
tempera. Per questa preparazione ricordiamo artisti come il Crespi,
il Greco, Salvator Rosa, il Tintoretto, il Tiziano, Luca Giordano,
il Tiepolo ed altri. Rispetto a quanto descritto preme una quanto
mai importante distinzione; nella pittura del
'600, alcuni generi come la natura morta, lo stesso
paesaggio, gli animali o fiori, considerati nei periodi precedenti
solo al fine decorativo, acquisiranno valenza autonoma, ma dividendo
l'arte in due tendenze ben precise: quella eclettica (che si ispira
ai grandi maestri del passato) e la naturalistica (che imita la
natura). A capo della Scuola eclettica (o Scuola bolognese), il
Carracci; di quella naturalistica, il Caravaggio. Va citata anche la
Scuola napoletana, che segue la tendenza naturalistica, con Luca
Giordano e Giuseppe Ribera. In Europa, gli artisti Olandesi
seguirono la tendenza naturalistica, mentre i Fiamminghi dipinsero
soggetti religiosi. Tra gli artisti ricordiamo, Rembrandt, Antonio
Van Dyck, Rubens, Breughel ed altri. In Germania, a causa della
guerra dei trent'anni, gli artisti che si affermarono furono davvero
pochi; ricordiamo Raffaele Mengs (inizio '700), grande studioso di
Raffaello. L'Inghilterra si avvalse di artisti stranieri, mentre in
Francia, dopo un inizio piuttosto insignificante, si ebbe un grande
risveglio pittorico, paragonabile al nostro Cinquecento, con l'arte
di Nicola Poussin (con stile similare al nostro Raffello); Claudio
Gelée, il Lorenese, considerato il pittore del sole, della luce
calda, nonché il più grande incisore di questo secolo, Jacques
Callot, che attraverso le sue incisioni mostrò al mondo la miseria
della vita dei contadini e dei vagabondi, e soprattutto dei pittori. Nella pittura del '700,
non si può più parlare di scuola, poiché ogni artista si regola a
seconda del proprio gusto in quanto tecnica pittorica, anche se a
Venezia si affermeranno gli artisti più importanti di questo secolo:
il Canaletto, il Tiepolo, e nell'arte del pastello il G. Battista
Piazzetta e Rosalba Carriera. Un
riepilogo Europeo:
In
Spagna,
Francesco Goya e le sue incisioni satiriche; in Olanda,
la pittura si lascerà influenzare da quella francese fino a perdere
originalità; in Germania,
a causa della guerra dei trent'anni non si avranno grandi pittori,
se non fatta eccezione per il Raffaello Mengs, che, con evidente
ispirazione classica, sarà l'artista più significativo; in
Inghilterra,
nasce una vera e propria scuola nazionale, "all beauty istruth" (traduzione_ "Ogni cosa bella è vera"), il loro motto e tra gli artisti
ricordiamo grandi ritrattisti come Reynolds e Thomas Gainsborough,
Thomas Lawrence, Wilkie, William Hogarth; in Francia,
che nel '600 era stata caratterizzata da un'arte più severa e
nobile, con artisti come il Lorenese ed il Poussin, nel '700,
intraprende un genere più vacuo ad opera di artisti come il Boucher,
il Fragonard, il Watteau, ma non ebbe lunga vita, in quanto già
nelle seconda metà del secolo, le teorie di Rousseau e Diderot,
portarono la pittura verso un genere più familiare con artisti come
G.B. Greuze e il Chardin. |
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