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Artisti e Tecnica pagina  3  |   Segnala una  tecnica  |   I Maestri dell'Arte  |   Segnala un errore

 

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in questa pagina: Pittura>  del Rinascimento     del XV e XVI secolo     del XVI secolo     del '600 e del '700

ceramica   pittura   incisione   cartapesta   collage   pasta di sale   pit. su vetro   mosaico   imprimitura   affresco    >

 

PITTURA DEL RINASCIMENTO (XIII E XIV SECOLO)

Alla Toscana va riconosciuto il merito di aver iniziato un vero e proprio rinascimento pittorico; nelle fattispecie partendo da città come Firenze e Siena, con il Cimabue (Scuola fiorentina), che abbandona le convenzioni dell'arte Bizantina, insieme al Duccio di Buoninsegna (fondatore della scuola senese), i quali daranno al colore vera e propria vita. Così, mentre la Scuola senese ancora, pur ravvivandoli si rifà ai modelli bizantini, mantenendo una sorta di idealismo pittorico, la Scuola fiorentina, si mostra più realista a dispetto della bellezza dell'incarnato; tra gli artisti di questa Scuola, ricordiamo anche Giotto ed il suo allievo  l'Orcagna; ed ancora i fratelli Lorenzetti e Simone Martini, per la Scuola senese. Le tecniche usate furono la tempera, il mosaico, l'affresco; il Cennini nei suoi trattati parla anche di tecnica all'olio applicata ai muri o tavole, anche se trattasi di una tecnica diversa da quella poi in uso nel '400.

 

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PITTURA DEL XV E XVI SECOLO

Nel XV secolo ha inizio il vero e proprio Rinascimento, con due tendenze pittoriche a caratterizzarlo: quella stilistica (Masaccio), quella realistica (Andrea del Castagno). Ciò che ha ispirato questa arte è la figura umana, con maggiore attenzione verso il paesaggio, grazie alla scoperta ed applicazione della prospettiva. Le tecniche erano l'affresco, la tempera, il graffito e la tecnica ad olio, che pare essere stata introdotta dall'Antonello da Messina, ma già in uso nelle Fiandre. Precursori di questo rinnovamento furono: Masaccio, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Andrea del Castagno, Vittor Pisani detto il Pisanello; Andrea Mantegna, Jacopo Bellini, il Beato Angelico, Filippo Lippi etc. 

 

PITTURA DEL XVI SECOLO

E' questo il secolo d'oro dell'arte, poiché a questo periodo appartengono maestri come Leonardo, il Perugino, Raffaello, Fra Bartolomeo, Andrea del Sarto, Michelangelo, Giorgione, Tiziano, il Tintoretto, il Correggio e tanti altri illustri rappresentanti. Unico fine comune la bellezza ideale passando per la natura considerata unica fonte di questa evoluzione artistica. Si ravvisa un idealismo già presente nell'arte Greca, in una composizione di grande forza grazie ad un disegno perfetto, ed un chiaroscuro superlativo reso da artisti come Leonardo ed il Correggio; ed ancora attraverso la rappresentazione del paesaggio da parte di artisti come Leonardo, il Giorgione, il Perugino, Lorenzo Lotto. Grande diffusione ed importanza acquisterà la tecnica ad olio, e mentre il Mantegna cercherà evoluzioni e soluzioni prospettiche, Leonardo ed altri cercheranno nuove applicazioni di metodi pittorici. E' risaputo che gran parte di questi artisti prima di passare al colore, preparassero disegni, abbozzi chiaroscurati con il bianco, il nero ed anche il bruno (es. il Correggio/Opera: La Virtù che trionfa del Vizio; Raffaello; Michelangelo/Opera: Sacrificio di Mosè), e che eseguissero il contorno della figura con terra rossa, chiaroscurata con tinta grigio-verde, ed il muro o tavola lasciati volutamente chiari a dare contrasto. Oppure, preparando una base color terra verde, come già in uso nel periodo medioevale, con riferimento al primo periodo del Rinascimento, ad opera di artisti come il Campi o Simone Corbetta ed altri; ma anche nel pieno Rinascimento troviamo l'uso di questa base, come dimostrano i disegni della Scuola di Michelangelo, come la Madonne e Angeli, in cui evidenti sono le campiture di tono verde, come dimostrano anche alcuni punti rimasti incompleti degli affreschi di Paolo Uccello nel Chiostro di S. Maria Novella (Firenze). In molte tavole dipinte in questo prolifero periodo artistico, si riscontra una verniciatura piuttosto liquida tra il giallo ed il bruno, applicata sul disegno chiaroscurato in maniera monocromatica (nero-bianco), direttamente sul gesso asciutto della tavola preparata (vedi Leonardo, il Bellini, il Correggio, Giorgione, Michelangelo Raffaello etc); poteva anche capitare di eseguire questo procedimento direttamente sulla tavola, prima ancora d'aver eseguito il disegno, sempre di tipo monocromatico (tinta fredda/bianco-nero), procedendo con l'applicazione delle tinte preparazione di base del dipinto, con terra di Siena bruciata, giallo, bruno, nero, prima di sovrapporvi il verde, l'azzurro, il viola per rappresentare cieli, prati, alberi, drappeggi, dimostrando quanto maggiore sia lo splendore di queste tinte se applicate sulla preparazione succitata. 

 

PITTURA del '600 e del '700

Nella produzione pittorica avutasi in questo periodo, gli artisti preferirono il sistema diretto (cioè applicare direttamente il colore senza particolari preparazioni), ma sempre in maniera precisa, adottando uno stile severo, mettendo da parte le velature, con preferenza verso le tinte scure; la pittura veniva eseguita su un disegno a tinta bruna, con cui si davano anche le ombre, poi riprese ad acquerello, quindi passate con colore più corposo; come dimostrano le opere del Caravaggio, il Sassoferrato, Agostino Carracci, il Guercino, Franz Hals ed altri. Ci furono anche pittori, principalmente il Rubens, ad avvalersi ancora del metodo preparatorio-pittorico in uso durante la Rinascenza (a base di bianco, nero e bruno, su tele grigie o tavole bianche), come si è riscontrato durante i lavori di restauro eseguiti sulle opere del maestro (Es./Opere:"Vittoria di Enrico IV, Maddalena, Miracolo di San Benedetto"). Questo metodo venne impartito ed adottato anche dai suoi allievi, come il Van Dyck, Snyders etc.. Al metodo del Veronese si rifaceva il Tiepolo, applicando prima una base di colore grigio-verde, su cui procedeva con i toni più chiari. Il Velasquez, il Rembrandt, abbozzavano a bianco e nero e bruno. C'è da ricordare anche il contributo di altri artisti che preferirono dipingere su tavole preparate con miscela di colore rosso, marrone, bruno, poiché  le tinte chiare su questa particolare base appaiono più luminose, anche se nel tempo le zone scure tenderanno ad assorbire quelle più chiare; per evitare ciò è consigliato preparare un abbozzo a tempera. Per questa preparazione ricordiamo artisti come il Crespi, il Greco, Salvator Rosa, il Tintoretto, il Tiziano, Luca Giordano, il Tiepolo ed altri. Rispetto a quanto descritto preme una quanto mai importante distinzione; nella pittura del '600, alcuni generi come la natura morta, lo stesso paesaggio, gli animali o fiori, considerati nei periodi precedenti solo al fine decorativo, acquisiranno valenza autonoma, ma dividendo l'arte in due tendenze ben precise: quella eclettica (che si ispira ai grandi maestri del passato) e la naturalistica (che imita la natura). A capo della Scuola eclettica (o Scuola bolognese), il Carracci; di quella naturalistica, il Caravaggio. Va citata anche la Scuola napoletana, che segue la tendenza naturalistica, con Luca Giordano e Giuseppe Ribera. In Europa, gli artisti Olandesi seguirono la tendenza naturalistica, mentre i Fiamminghi dipinsero soggetti religiosi. Tra gli artisti ricordiamo, Rembrandt, Antonio Van Dyck, Rubens, Breughel ed altri. In Germania, a causa della guerra dei trent'anni, gli artisti che si affermarono furono davvero pochi; ricordiamo Raffaele Mengs (inizio '700), grande studioso di Raffaello. L'Inghilterra si avvalse di artisti stranieri, mentre in Francia, dopo un inizio piuttosto insignificante, si ebbe un grande risveglio pittorico, paragonabile al nostro Cinquecento, con l'arte di Nicola Poussin (con stile similare al nostro Raffello); Claudio Gelée, il Lorenese, considerato il pittore del sole, della luce calda, nonché il più grande incisore di questo secolo, Jacques Callot, che attraverso le sue incisioni mostrò al mondo la miseria della vita dei contadini e dei vagabondi, e soprattutto dei pittori. Nella pittura del '700, non si può più parlare di scuola, poiché ogni artista si regola a seconda del proprio gusto in quanto tecnica pittorica, anche se a Venezia si affermeranno gli artisti più importanti di questo secolo: il Canaletto, il Tiepolo, e nell'arte del pastello il G. Battista Piazzetta e Rosalba Carriera. Un riepilogo Europeo: In Spagna, Francesco Goya e le sue incisioni satiriche; in Olanda, la pittura si lascerà influenzare da quella francese fino a perdere originalità; in Germania, a causa della guerra dei trent'anni non si avranno grandi pittori, se non fatta eccezione per il Raffaello Mengs, che, con evidente ispirazione classica, sarà l'artista più significativo; in Inghilterra, nasce una vera e propria scuola nazionale, "all beauty istruth" (traduzione_ "Ogni cosa bella è vera"), il loro motto e tra gli artisti ricordiamo grandi ritrattisti come Reynolds e Thomas Gainsborough, Thomas Lawrence, Wilkie, William Hogarth; in Francia, che nel '600 era stata caratterizzata da un'arte più severa e nobile, con artisti come il Lorenese ed il Poussin, nel '700, intraprende un genere più vacuo ad opera di artisti come il Boucher, il Fragonard, il Watteau, ma non ebbe lunga vita, in quanto già nelle seconda metà del secolo, le teorie di Rousseau e Diderot, portarono la pittura verso un genere più familiare con artisti come G.B. Greuze e il Chardin.

 

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*Quanto elencato è stato raccolto attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque.

 
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  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  29-07-10