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LA
TECNICA DEI
GRANDI ARTISTI |
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Introduzione.
La Pittura è
un'arte che consiste nell'avvalersi di
colori per riprodurre la realtà naturale
(vedi Realismo), se non l'immaginazione
(vedi arte moderna/avanguardie).
L'evolversi dell'arte pittorica da un
punto di vista storico, può essere
suddivisa secondo l'ordine seguente:
pittura Paleolitica, p. Egiziana, p.
Greca, p. Etrusca, p. Romana, p.
Medievale, p. della Rinascenza, p. del
Seicento, p. del Settecento, p.
dell'Ottocento, p. del Novecento. La
letteratura antica, che riguardi
propriamente scritti inerenti la tecnica
pittorica in uso, è davvero
limitata, poiché molte trattazioni dei
pittori greci sono state smarrite o
distrutte; a conferma di ciò, le
citazioni di Plinio e Diogene Laerzio.
L'esigenza di argomentare le proprie
esperienze pittoriche, risale a tempi
remoti: ricordiamo il papiro egizio di
Leyda. Solo a partire dal Medioevo e la
Rinascenza, le varie trattazioni
diverranno più attendibili seppur
incomplete, facendole risalire ai
manoscritti redatti dai frati
medioevali, e contenenti consigli o
ricette pittoriche, a cui molti artisti
ricorrevano per definire la propria
pittura; artisti come il Cennini,
Raffaello, il Perugino e tanti altri,
che non dimenticavano anche l'importanza
dell'arte greco-latina di grandi artisti
come Plinio, Apuleio, Vitruvio, Galeno
etc. C'è da dire che gran parte delle
esperienze pittoriche siano andate
perdute anche per una sorta di gelosia
nei confronti della propria ricerca
pittorica, che accomuna gran parte degli
artisti, anche se per l'appunto lo
stesso Cennini ha ampiamente rese
pubbliche le sue deduzioni pittoriche
nel "Libro dell'Arte"; va ricordato, che
una ricerca pittorica esasperata può
anche portare ad una confusionale
esecuzione. Un risultato pittorico
armonioso non è meramente lo studio dei
colori ed annessi, bensì una
applicazione logica di ogni strato in
virtù del supporto o materiale pronto ad
accoglierlo (tecnicismo artistico). Il
grande Leonardo da Vinci ha scritto:
"... si deve studiare la scienza o
avanti l'arte o nel medesimo tempo per
imparare in quali limiti si deve
restare...". |
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Pittura a sistema diretto o
alla prima |
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Quando i colori vengono applicati direttamente sul
supporto (tela, cartone, tavola, etc.) senza, quindi, ricorrere ad una
precedente preparazione o abbozzo. Tra gli artisti che si sono avvalsi
di tale tecnica ricordiamo: Sebastiano del Piombo, Vermeer, Boldini,
Franz Hals etc. |
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Pittura a
sistema
indiretto o
a preparazione |
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Si intende per "preparazione" quella
consuetudine di eseguire un abbozzo monocromatico (un colore) sul
supporto atto a ricevere il colore; si ricorre a questo tipo di tecnica
per dare profondità plastica al dipinto. Dai trattati di pittura
dell'artista Tiziano: "... chi conta all'improvviso non può formare
verso erudito...". Rientrano in questo tipo di pittura: l'acquerello,
l'affresco, l'encausto, la pittura ad olio, il pastello, la tempera, la
pittura all'uovo, la pittura mista. |
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Elementi
principali della
pittura |
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Primo fra tutti il soggetto, che se rappresentato in
quanto tale non susciterà alcuna attrattiva, ma se si riuscirà ad
accomunarlo ad una motivazione, dando quindi alla rappresentazione un
significato, la nostra esecuzione sarà riuscita. L'immaginazione o
fantasia, nel riprodurre delle realtà frutto dell'intuizione. Molti
capolavori dell'arte del passato sono stati eseguiti grazie alla geniale
fantasia applicata alla tecnica: ricordiamo le Allegorie e le
rappresentazioni di caccia di Rubens; ed il quadro della "Scuola
d'Atene" di Raffaello e tanti altri artisti. La composizione o
espressione pittorica del soggetto/idea. La disposizione o collocazione
degli elementi (oggetti o figure) che caratterizzano il nostro quadro.
Il disegno, basilare per la riuscita di un quadro. La prospettiva - che
crea effetti ottici di profondità o vicinanza - di tipo
lineare (già adottata dai Greci), ma applicata a principi fissi
grazie agli studi di artisti come Pietro di Borgo San Sepolcro/1464 e
successivamente il Brunelleschi; per arrivare a quella
aerea (scoperta nel XV secolo). Il colorito, cioè la scelta della
tavolozza cromatica, che più risulterà idonea per risaltare il soggetto
del dipinto. Il chiaroscuro, quell'alternanza di luci ed ombre capace
con l'ausilio della prospettiva di dare profondità a quanto
rappresentato pittoricamente. Le velature, tonalità di colore
trasparente applicata su colori pieni e capace di ravvivare il dipinto.
L'armonia, cioè il giusto equilibrio cromatico. L'effetto, l'impressione
suscitata in chi osserva il dipinto. L'impasto, quanto concerne la fase
di mescola dei colori; la pittura su tavola richiede impasti di colore
più leggeri rispetto a quelli eseguiti su tela. L'imprimitura, la
preparazione del supporto (tela o tavola) atto a ricevere i pigmenti
attinenti. Le esperienze di grandi artisti del passato, insegnano che si
debbano necessariamente escludere fondi/imprimiture di colore rosso,
bruno o terroso, poiché rendono il tono del dipinto alterabile nel
tempo. Sono, invece, consigliati i fondi bianchi o tendenti al grigio.
Alcuni artisti del XV e XVI secolo, che eseguivano schizzi su
un'imprimitura bianca, erano soliti passarvi una velatura di olio;
questo rendeva la base pronta a ricevere il dipinto definitivo. Il
tocco, o modo in cui si adopera il pennello. Le pennellate devono essere
sicure e messe in maniera intelligente. |
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Scuole di
Pittura |
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Nei decorsi della storia, molti artisti
sono stati accomunati da un approccio
all'arte e conseguente esecuzione -
nella fattispecie di caratterizzazione
stilistica - questo ha portato ad una
sorta di classificazione, alias "Scuole
di pittura". Ricordiamo: la Scuola
Fiorentina, con il grande Leonardo
da Vinci, Michelangelo Buonarroti,
Masaccio, Giotto, Andrea del Sarto, Fra
Bartolomeo, Francesco Furini, Alessandro
Allori, ed altri. Tale Scuola, chiamata
anche "MENGS" o melanconica,
viene ricordata per il grande e
superlativo disegno che ha prodotto,
come la Scuola Veneziana viene ricordata
per il colorito. La Scuola Veneziana,
con Giorgione, Tiziano, Sebastiano del
Piombo ed il Pordenone (allievi del
Giorgione), viene ricordata - come poc'anzi
menzionato - per il colorito e per gli
studi nel riprodurre la natura in
maniera fedele. La
Scuola Bolognese, con il Correggio, che ispirò la Scuola dei
Carracci, in cui si distinsero allievi
come il Reni, il Domenichino, l'Albano,
Carlo Cignani, il Guercino, il
Procaccini ed altri. I segni che
caratterizzano la Scuola Bolognese non
sono da riscontrarsi nel disegno -
spesso non corretto, ma certamente
elegante - bensì nello studio del
chiaroscuro, nelle velature, nello
studio dello scorcio e nell'equilibrio
cromatico, eseguito con pennellate
pastose. La Scuola Romana,
fondata dal celeberrimo Raffaello, ed i
suoi allievi: Giulio Romano, ed il
Barrocci. Inutile elencare la genialità
del maestro, nonché l'inventiva, lo
studio sull'antico ed il disegno
sofisticato e corretto, che distinsero
questa Scuola. La Scuola Fiamminga,
fondata da Pier Paolo Rubens, in Anversa
all'inizio del secolo XVII, e
considerato dopo Raffaello il più grande
pittore, che aveva anche la possibilità
di affidare l'esecuzione della propria
arte ad allievi divenuti grandi nella
storia dell'arte, come il Van Dick, il
Jordaens, il Teniers, il Vleughel, Van
Thulden, il Potter ed altri. Ciò che
caratterizza questa Scuola è il "LEVESQUE"
o splendore del colore, la grandiosità
della composizione, il disegno, lo
stesso chiaroscuro, la nobiltà delle
figure rappresentate in contesti
nazionali, che pur non ispirandosi
all'antico o propriamente alle grandi
Scuole succitate, lo stesso vanta la sua
grandiosità. La Scuola Olandese,
in realtà risultante dalla riunione di
altre diverse Scuole di pittura. Tra i
molti artisti ricordiamo: Van Aelst, Van
Goyen, Berghem, De Heem, Van Den Velde,
De Heem ed altri. Ciò che accomuna i
tanti artisti riuniti in questa Scuola è
il considerare la natura la loro guida;
quindi va altresì ricordato il tocco
raffinato, il grande chiaroscuro, il
disegno corretto e sapiente nella
raffigurazione espressiva di un volto.
La Scuola Francese, il cui
fondatore, Simone Vouet, viene
considerato tra i pittori più importanti
del secolo XVII; ed i suoi allievi, tra
cui il più conosciuto fu Eustachio Le
Sueur, grandissimo disegnatore. Non sono
inclusi in questa Scuola, Claudio Gelée
detto il Lorenese, ne il Poussin, poiché
la loro formazione non avvenne in una
Scuola. La caratteristica principale
della Scuola Francese è la tendenza ad
imitare l'arte dei pittori delle altre
Scuole; non eccelle nel colorito, ne
nella prospettiva aerea, nonostante la
composizione importante. La Scuola
Tedesca, fondata da Alberto Dürer di
Norimberga nel secolo XV
(grandissimo incisore, dal disegno
corretto e la composizione geniale), ed
i suoi allievi, tra cui ricordiamo
Matteo Grunewald e Giorgio Pens. Un
altro pittore tedesco molto importante è
stato Giovanni Holbein detto il Vecchio,
superato dal talento del figlio,
chiamato Giovanni Holbein detto il
Giovane. Tra i tanti artisti ricordiamo:
Giovanni Lys, il Denner, Mengs, Adam
Elzhaimer ed altri. |
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