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Tecniche Pittoriche pagina 5 |
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AFFRESCO |
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Artisti
ceramica
pittura
incisione
cartapesta
collage
pasta di sale
p. su vetro
mosaico
Imprimitura
Affresco |
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AFFRESCO,
(detto
anche fresco od a
fresco), è un
dipinto eseguito sopra
l'intonacatura di calce
fresca (detta calcina),
con colori macinati o
diluiti con l'acqua;
ovvero: l'idrato di
calcio presente nella
calcina, e l'acido
carbonico
nell'atmosfera, rendono
il pigmento o colore -
steso sulla calcina -
fisso ed insolubile; e
proprio la
caratteristica vetrosa
della calcina renderà il
cromatismo pittorico
estremamente potente;
questa eccezionale
caratteristica
cromatica, che la
diversifica da qualsiasi
altra tecnica, va ad
indebolirsi a causa di
eventuali ritocchi
eseguiti ad olio od a
tempera. Per quanto
riguarda le sue origini,
la si fa risalire
all'antica Grecia,
spesso associata alla
tempera (<tecnica che
consiste nel diluire
colori nella colla, il
latte o l'uovo),
fino ad arrivare a
pareri discordi in
merito alle pitture
di Pompei ed Ercolano, e
cioè se siano o meno
realizzate ad affresco,
senza trascurare gli
studi risalenti alla
preistoria; ma con
l'arte di Masaccio si
arriverà a livelli
eccelsi, con gli
affreschi della Cappella
del Carmine
a
Firenze, che ispireranno
artisti celeberrimi come
Leonardo da Vinci,
Michelangelo, Pietro
Perugino, Raffaello ed
altri, che
lasceranno le
espressioni più sublimi
della tecnica,
attraverso testimonianze
pittoriche come le
Logge, il
Giudizio Universale,
le Camere vaticane;
ed ancora gli
affreschi
della Cupola di San
Giovanni in Parma
(1510-24) del Correggio;
il
Cenacolo
dell'Andrea del Sarto,
senza dimenticare l'arte
del Rubens ed altri. |
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Gli
elementi |
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•
Gli
elementi
principali
per la pittura a fresco sono: il muro, l'arricciato, l'intonaco, la
calce, la sabbia, l'acqua; segue uno schema per meglio semplificare
quanto appena menzionato:
•
Il
muro
costituisce
la base dove viene applicato l'arricciato o intonaco rude, costituito da
calce e sabbia; dove poi verrà steso l'intonaco, costituito da calce
meno forte e sabbia più raffinata. Riassumendo: >Muro >Arricciato,
ovvero una parte di calce spenta e due parti di sabbia .>Intonaco,
ovvero una parte di calce meno forte e due parti di sabbia più fine; e
se ne dovrà preparare quanto ne occorre per ogni giorno in cui ci
prestiamo a dipingere. |
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|
Il
muro, costituito da mattoni connessi
con della calcina, deve essere quanto più possibile integro,
quindi privo di macchie untuose, di cemento ed elementi in ferro come
chiodi e soprattutto che non sia soggetto ad umidità, proprio perché
dovrà accogliere la calcina che farà da letto all'affresco. Se il muro
in questione fosse costituito da mattoni o pietra levigati, sarà
opportuno rendere la superficie più irregolare con delle martellate, e
quindi bagnare il tutto prima di procedere all'applicazione della
calcina, che in tal modo attecchirà più facilmente. Va altresì ricordato
di passare una mano di acido cloridrico sul muro, prima di procedere
all'applicazione della calcina, quindi lavare abbondantemente il muro al
fine di eliminare la presenza di eventuali muffe. |
|
L'arricciato,
è un impasto (malta) costituito da sabbia e calce, e quindi
applicato - ovvero gettato - sul muro grezzo. Per
quanto concerne le proporzioni, variano a seconda delle esigenze
dell'artista. Ha solitamente lo spessore di 1 cm, ma nei casi in cui sia
prevista un'opera di valenza plastica, può anche raggiungere i 50 cm.
|
|
L'intonaco,
è un impasto (malta) costituito da sabbia molto fine e calce, che
verrà poi sovrapposto all'arricciato. Per migliorare la presa e per
evitare screpolature, molti consigliano di non far seccare l'arricciato
prima di procedere all'applicazione dell'intonaco, anche perché, il
fatto che asciughi più lentamente permette ai colori di mantenersi
freschi più a lungo, con possibilità per l'artista di poter intervenire
più volte durante la giornata, poiché la calce ha una durata limitata
anche in relazione alle stagioni (ad esempio d'inverno avrà maggiore
durata rispetto all'estate <stagione sconsigliata per realizzare
l'affresco). L'applicazione dell'intonaco avviene in pezzi, partendo
dalla parte superiore, e quindi uno per ogni giornata in cui decidiamo
di lavorare. Il suo spessore varia dai 2 ai 6 mm (quindi più basso
dell'arricciato), ma in realtà può anche essere più spesso, ed in questo
caso anche l'arricciato dovrà necessariamente essere più spesso. Se
prendiamo ad esempio gli intonaci di Pompei, con spessore 7 o 8 cm,
questi saranno la dimostrazione di quanto potessero trattenere
maggiormente l'umidità proprio in virtù del loro spessore, permettendo
all'artista di dipingere senza giunture, pratica in uso durante il
Rinascimento, dove lo spessore dell'intonaco risulta di 3 cm. Sempre per
quanto riguarda gli affreschi pompeiani, va anche ricordata l'aggiunta
di paglia o tessuto all'interno della malta, che tratteneva l'umidità
più a lungo e con la possibilità di prolungare il tempo di asciugatura
della decorazione; ma proprio questa pratica la si fa risalire almeno a
quindici secolo a. C., ed in uso presso la cultura pittorica dell'antico
Egitto. Consiglio: evitare il riscaldamento dell'ambiente in cui
dovremo realizzare o abbiamo realizzato la pittura a fresco; mentre, per
mantenerlo umido è normale pratica adagiare panni bagnati in prossimità
del muro quando decidiamo di sospendere il lavoro. L'intonaco deve
essere spianato, pressato, levigato, risultare liscio come il marmo,
questo gli conferirà grande resistenza. |
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La
calce
utile per la pittura a fresco, la
si ottiene spegnendo la calce viva, ovvero una pietra calcare già
sottoposta a cottura elevata, e che trovasi a forma di sasso con la
proprietà di sciogliersi facilmente nell'acqua (il fenomeno dello
spegnimento si riferisce proprio allo sciogliersi della calce in acqua),
divenendo così calce spenta o grassa, per la presenza da una componente
untuosa ed una quantità di calcare puro utile proprio per l'affresco; la
si potrà conservare per anni coprendola con uno strato abbondate di
sabbia; questo le permetterà di rimanere molle. Consiglio: in
pittura conviene utilizzarla dopo un anno o sei mesi (<quando si dice
che debba perdere il suo "fuoco"); più a lungo la si conserva,
minori saranno le screpolature o inconvenienti come la fuoriuscita
sull'affresco di quelli che vengono chiamati "bottoni o fioritura". La
calce descritta viene utilizzata per pitture eseguite in ambienti,
quindi interni; mentre per l'esterno, quando l'affresco dovrà essere
eseguito all'aperto (come vicino al mare) viene utilizzata la
calce idraulica, ovvero una calce capace di fare presa
anche là dove vi fosse presenza di acqua; nella pratica antica la si
otteneva mescolando della calce con la sabbia e la
pozzolana (<tufo poco cementato, quindi recente); tale calce non è
molto consigliata - quindi utilizzarla il meno possibile - poiché tende
ad incorporare il colore come il cemento. Va altresì anche ricordata la
calce magra, che rispetto a quella grassa, dà della
calcina più impura ed essicca più facilmente, quindi meno indicata in
pittura.
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La
sabbia, che unita alla calce
costituisce l'impasto basilare per l'intonaco e l'arricciato. Per quanto
concerne la qualità, non deve essere di mare, bensì di fiume (quindi
silicea); deve essere priva di terra e piriti e quanto altro possa
renderla nociva; va setacciata fino a lasciare l'acqua limpida e
mescolarla alla calce quando è asciutta.
Proporzioni: 2 parti di sabbia, 1 di calce (<le dosi variano a
seconda della presenza di silice nelle calce); non abusare
nell'aggiungere calce, poiché tende a screpolare l'intonaco. In tale
procedimento, la sabbia può essere sostituita con la pozzolana, ma è
preferibile aggiungere alla calce la sabbia, al fine di rendere la
procedura più resistente. |
|
L'
acqua
è estremamente importante per la tecnica a fresco, sia nelle fasi appena
menzionate, che per innaffiare il muro, ed è consigliato usare quella
pura; proprio da tale qualità, ovvero dall'integrità di tutti gli
ingredienti citati, dipenderà la riuscita dell'opera. |
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COME
PREPARARE UN CARTONE PER L'AFFRESCO |
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Nella pittura a
fresco non ci si può abbandonare ad improvvisazioni, e proprio a tal
fine basilare è la preparazione del cartone, ovvero il disegno del
soggetto tracciato su carta o tela, con proporzioni uguali rispetto
a quello che dovrà essere il risultato finale. In sintesi:
•
si schizza il
progetto su un pezzo di carta;
•
poi lo sia abbozza
sull'arricciato in modo approssimativo con un pennello imbevuto di
un colore (ad esempio il nero o la Terra rossa) per giungere ad una
visione semplificata di tutto l'insieme; 3) quindi si traccia un
reticolato dell'abbozzo sull'arricciato e si riporta tutta la
composizione su fogli di carta, con i punti corrispondenti alla
quadrettatura del reticolato, dove potremo correggere,
chiaroscurare, e provare il colore. Tutti i disegni realizzati su
carta dovranno corrispondere a quelli realizzati sul muro. |
| |
|
BATTERE I
FILI |
|
Per "Battere
i fili" si intende andare a tracciare sul muro - ovviamente
dopo aver applicato l'intonaco, che non dovrà essere tenero, ma
piuttosto consistente - le linee verticali ed orizzontali a cui
faremo riferimento rispetto a quanto già realizzato in termini di
composizione sul reticolato; questo passaggio è estremamente importante
per avere in squadra tutta la composizione dove procederemo con lo
spolvero dei cartoni (<riporto del disegno su una superficie, per
poi praticare una serie di fori lungo i contorni del disegno, dove verrà
passato un tampone). |
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Come si battono i
fili |
|
Prendere uno spago e
passargli del colore in polvere precedentemente inserito in una carta,
oppure passargli una spugna bagnata nel colore. Si procede col fissare
lo spago ad un punto per poi farlo passare - tirandolo da un capo
all'altro - per i punti che abbiamo predisposto; quindi farlo scattare,
ovvero: quando sarà ben teso bisogna sollevarlo con due dita e quindi,
battendo sull'intonaco, lascerà una linea retta. |
| |
|
Spolvero del cartone |
|
Sui punti fissi
che abbiamo predisposto sul muro, verrà appoggiato il cartone
sull'intonaco, e quindi si procederà allo spolvero,
ovvero, tracciare una serie di fori lungo i contorni del disegno
eseguito sul cartone e tamponarli con una piccola sacca contenente
carboncino, terra rossa, o altri colori; verrà riprodotta in tal modo
tutta la composizione a puntini ed in maniera precisa. |
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COLORI |
|
I
colori per l'affresco devono essere purificati e macinati
finemente,
e
seguono
la
procedura
dello
spolvero
del
cartone.
La
componente
alcalina
della
calce
non
permette
di usare
colori
ad olio
o
tempera,
anche se
l'attuale
gamma di
colori
sia di
gran
lunga
più
varia
rispetto
a quella
del
passato. |
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|
Resistenza:
i Colori
più
consigliati
per
l'Affresco |
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•
Gialli: giallo di stronziana,
giallo di zinco, Cadmio limone.
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•
Verdi: verde Veronese,
verde Smeraldo, verde Oltremare. |
|
•
Rossi: rosso Indiano,
rosso di Helio, Cinabro, rosso di Cadmio, rosso d'Inghilterra. |
|
•
Azzurri:
azzurro di Lapislazzuli, Smaltino, azzurro di Cobalto. Consiglio:
l'azzurro di Cobalto può essere utilizzato a fresco, mentre il
Lapislazzuli, il nero, lo smalto devono essere
mescolati con la colla o uovo, poiché non trattengono l'acqua, quindi
utilizzati a Tempera. Non è consigliato l'azzurro Oltremare
artificiale, tende a sbiadirsi e quindi a sparire.
•
I colori elencati offrono una buona
resistenza. |
|
•
Le Terre sono i pigmenti che offrono
una notevole resistenza, e sono: la Terra gialla, la
Terra d'ombra, la Terra di Siena naturale e
bruciata, la Terra rossa, Caput Mortum, la
Terra verde, la Terra nera di Venezia, Nero Manganese. |
|
•
Per quanto concerne il
Bianco, quello d'argento non è
consigliato, poiché tende a scurirsi; mentre si consiglia il
Bianco di S. Giovanni, che richiede d'essere molto macinato. |
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|
Macinatura
dei colori per Affresco |
|
•
Per
macerare i colori
occorre una lastra di vetro ed un macinello, che
può essere di cristallo o legno. Il colore viene posto sul vetro a
fontanella, con un foro al centro dove sarà versata un po' di acqua.
Se dobbiamo solo abbozzare non occorre maci nare
troppo i colori; i colori per la pittura ad olio (velature),
all'acquerello, a fresco, vanno maggiormente macinati. I colori che
derivano dalle pietre dure, come la malachite, gli smalti,
il
lapislazzuli, non devono essere molto macinati, poiché
perdono molte delle loro qualità. Se dobbiamo macinare il nero
- colore non facilmente macinabile - occorre aggiungergli,
prima dell'acqua, un po' di alcool; per i colori che si lasciano
macinare facilmente, occorre invece aggiungere un po' di alcool alla
fine. Se i colori saranno di origine vegetale, non bisogna
sottoporli a macinazione. La lastra di vetro ed il macinello vanno
sempre puliti dopo ogni singola macinazione. |
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|
• I colori per
affresco
vengono sciolti con l'acqua, ed il colore dovrà essere steso a
velature, in tal modo sarà ben assorbito dall'intonaco e si
eviteranno screpolature (quindi trattare l'affresco alla stregua
dell'acquerello, anche se molti preferiscono stendere i primi colori
piuttosto densi, proprio per le proprietà assorbenti dell'intonaco;
ovviamente tutto dipenderà da una pratica soggettiva). Il colore
può anche essere sciolto in acqua di calce o con il bianco, ma
questo lo renderà più denso e quindi più soggetto a sgretolarsi; non
è consigliato usare colle in questa tecnica (la colla è usata per la
tempera a calce). È sempre preferibile
eseguire delle prove di colore su un pezzo di gesso, prima di
procedere alla sua applicazione, poiché i colori per affresco sono
soggetti a cambiamenti di tono: un colore in polvere bagnato sarà
sempre più scuro di uno asciutto. I colore non dovrà essere
eccessivamente allungato con acqua. Per gli abbozzi è preferibile
adottare il monocromo (<un solo colore, come il bianco o il
bruno etc.) poi si procederà ad applicare i colori, che si
consiglia di separare in vasetti a seconda dei diversi toni; come
anche per i pennelli sia più consono separarli per ogni colore
adoperato, avendo la cura di mantenerli sempre puliti, poiché questo
permetterà ai colori di non scurirsi col tempo. La parte del dipinto
realizzata dovrà essere portata a termine, poiché eventuali ritocchi
potrebbero tramutarsi in macchia. I grandi artisti del passato, dopo
aver steso il colore, andavano a delimitarlo con tratteggiature,
come anche applicassero i colori in polvere soffiati. Quando si
lavora per un'intera giornata, il colore può non fare più presa
sull'intonaco, divenuto troppo assorbente, è quindi buona pratica
sospendere il lavoro, facendo molta attenzione ad eliminare le parti
dell'intonaco in eccedenza; in presenza di errori, bisogna lavare la
parte in questione e volendo si può aggiungere una piccola parte di
intonaco, eliminando quindi quanto dipinto, per poi ridipingere il
giorno successivo. Per quanto riguarda complessivamente l'effetto
finale del dipinto, occorrerà aspettare almeno tre settimane.
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Ritoccare
un Affresco |
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Proprio
a causa della presenza di calce in esso, è quindi possibile che sia
soggetto ad anomalie, e saranno necessari dei ritocchi, che vengono
dati con tempera di colla, o di caseina, o di uovo, quasi mai ad
acquerello o pastello. Tali ritocchi dovranno essere sporadici,
poiché insistere rovinerebbe il dipinto, facendogli perdere la
freschezza della tecnica in sé. Se l'affresco è stato eseguito
all'esterno, si consiglia la tempera di caseina, di calce,
ed i
colori minerali. Se compariranno macchie di umidità, dette
aureole, si potrà ridipingere sulla parte già secca con colori
dati in maniera sfumata e non liquida, cercando soprattutto di
sfregarli. |
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Verniciare
un Affresco |
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Facendo
riferimento alla metodologia antica, come quella del 1500,
l'affresco può essere verniciato con la cera, oppure con vernici
oleose a base di resina. |
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Ripulire
un Affresco |
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Per questa procedura ci si
avvale dell'acqua di calce. |
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Tecniche
pittoriche pagine>
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
|
*Quanto elencato è stato raccolto
attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque. |
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kVG
-
Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti -
progetto
-
Ultimo aggiornamento:
19-06-10
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