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Artisti   ceramica   pittura   incisione   cartapesta   collage   pasta di sale   p. su vetro   mosaico   Imprimitura   Affresco

 

AFFRESCO, (detto anche fresco od a fresco), è un dipinto eseguito sopra l'intonacatura di calce fresca (detta calcina), con colori macinati o diluiti con l'acqua; ovvero: l'idrato di calcio presente nella calcina, e l'acido carbonico nell'atmosfera, rendono il pigmento o colore - steso sulla calcina - fisso ed insolubile; e proprio la caratteristica vetrosa della calcina renderà il cromatismo pittorico estremamente potente; questa eccezionale caratteristica cromatica, che la diversifica da qualsiasi altra tecnica, va ad indebolirsi a causa di eventuali ritocchi eseguiti ad olio od a tempera. Per quanto riguarda le sue origini, la si fa risalire all'antica Grecia, spesso associata alla tempera (<tecnica che consiste nel diluire colori nella colla, il latte o l'uovo), fino ad arrivare a pareri discordi in merito alle pitture di Pompei ed Ercolano, e cioè se siano o meno realizzate ad affresco, senza trascurare gli studi risalenti alla preistoria; ma con l'arte di Masaccio si arriverà a livelli eccelsi, con gli affreschi della Cappella del Carmine a Firenze, che ispireranno artisti celeberrimi come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Pietro Perugino, Raffaello ed altri, che  lasceranno le espressioni più sublimi della tecnica, attraverso testimonianze pittoriche come le Logge, il Giudizio Universale, le Camere vaticane; ed ancora gli affreschi della Cupola di San Giovanni in Parma (1510-24) del Correggio; il Cenacolo dell'Andrea del Sarto, senza dimenticare l'arte del Rubens ed altri.

 

Gli elementi

 

Gli elementi principali per la pittura a fresco sono: il muro, l'arricciato, l'intonaco, la calce, la sabbia, l'acqua; segue uno schema per meglio semplificare quanto appena menzionato: Il muro costituisce la base dove viene applicato l'arricciato o intonaco rude, costituito da calce e sabbia; dove poi verrà steso l'intonaco, costituito da calce meno forte e sabbia più raffinata. Riassumendo: >Muro >Arricciato, ovvero una parte di calce spenta e due parti di sabbia .>Intonaco, ovvero una parte di calce meno forte e due parti di sabbia più fine; e se ne dovrà preparare quanto ne occorre per ogni giorno in cui ci prestiamo a dipingere.

Il muro, costituito da mattoni connessi con della calcina, deve essere quanto più possibile integro, quindi privo di macchie untuose, di cemento ed elementi in ferro come chiodi e soprattutto che non sia soggetto ad umidità, proprio perché dovrà accogliere la calcina che farà da letto all'affresco. Se il muro in questione fosse costituito da mattoni o pietra levigati, sarà opportuno rendere la superficie più irregolare con delle martellate, e quindi bagnare il tutto prima di procedere all'applicazione della calcina, che in tal modo attecchirà più facilmente. Va altresì ricordato di passare una mano di acido cloridrico sul muro, prima di procedere all'applicazione della calcina, quindi lavare abbondantemente il muro al fine di eliminare la presenza di eventuali muffe.

L'arricciato, è un impasto (malta) costituito da sabbia e calce, e quindi applicato - ovvero gettato - sul muro grezzo. Per quanto concerne le proporzioni, variano a seconda delle esigenze dell'artista. Ha solitamente lo spessore di 1 cm, ma nei casi in cui sia prevista un'opera di valenza plastica, può anche raggiungere i 50 cm.

L'intonaco, è un impasto (malta) costituito da sabbia molto fine e calce, che verrà poi sovrapposto all'arricciato. Per migliorare la presa e per evitare screpolature, molti consigliano di non far seccare l'arricciato prima di procedere all'applicazione dell'intonaco, anche perché, il fatto che asciughi più lentamente permette ai colori di mantenersi freschi più a lungo, con possibilità per l'artista di poter intervenire più volte durante la giornata, poiché la calce ha una durata limitata anche in relazione alle stagioni (ad esempio d'inverno avrà maggiore durata rispetto all'estate <stagione sconsigliata per realizzare l'affresco). L'applicazione dell'intonaco avviene in pezzi, partendo dalla parte superiore, e quindi uno per ogni giornata in cui decidiamo di lavorare. Il suo spessore varia dai 2 ai 6 mm (quindi più basso dell'arricciato), ma in realtà può anche essere più spesso, ed in questo caso anche l'arricciato dovrà necessariamente essere più spesso. Se prendiamo ad esempio gli intonaci di Pompei, con spessore 7 o 8 cm, questi saranno la dimostrazione di quanto potessero trattenere maggiormente l'umidità proprio in virtù del loro spessore, permettendo all'artista di dipingere senza giunture, pratica in uso durante il Rinascimento, dove lo spessore dell'intonaco risulta di 3 cm. Sempre per quanto riguarda gli affreschi pompeiani, va anche ricordata l'aggiunta di paglia o tessuto all'interno della malta, che tratteneva l'umidità più a lungo e con la possibilità di prolungare il tempo di asciugatura della decorazione; ma proprio questa pratica la si fa risalire almeno a quindici secolo a. C., ed in uso presso la cultura pittorica dell'antico Egitto. Consiglio: evitare il riscaldamento dell'ambiente in cui dovremo realizzare o abbiamo realizzato la pittura a fresco; mentre, per mantenerlo umido è normale pratica adagiare panni bagnati in prossimità del muro quando decidiamo di sospendere il lavoro. L'intonaco deve essere spianato, pressato, levigato, risultare liscio come il marmo, questo gli conferirà grande resistenza.

La calce utile per la pittura a fresco, la si ottiene spegnendo la calce viva, ovvero una pietra calcare già sottoposta a cottura elevata, e che trovasi a forma di sasso con la proprietà di sciogliersi facilmente nell'acqua (il fenomeno dello spegnimento si riferisce proprio allo sciogliersi della calce in acqua), divenendo così calce spenta o grassa, per la presenza da una componente untuosa ed una quantità di calcare puro utile proprio per l'affresco; la si potrà conservare per anni coprendola con uno strato abbondate di sabbia; questo le permetterà di rimanere molle. Consiglio: in pittura conviene utilizzarla dopo un anno o sei mesi (<quando si dice che debba perdere il suo "fuoco"); più a lungo la si conserva, minori saranno le screpolature o inconvenienti come la fuoriuscita sull'affresco di quelli che vengono chiamati "bottoni o fioritura". La calce descritta viene utilizzata per pitture eseguite in ambienti, quindi interni; mentre per l'esterno, quando l'affresco dovrà essere eseguito all'aperto (come vicino al mare) viene utilizzata la calce idraulica, ovvero una calce capace di fare presa anche là dove vi fosse presenza di acqua; nella pratica antica la si otteneva mescolando della calce con la sabbia e la pozzolana (<tufo poco cementato, quindi recente); tale calce non è molto consigliata - quindi utilizzarla il meno possibile - poiché tende ad incorporare il colore come il cemento. Va altresì anche ricordata la calce magra, che rispetto a quella grassa, dà della calcina più impura ed essicca più facilmente, quindi meno indicata in pittura.

La sabbia, che unita alla calce costituisce l'impasto basilare per l'intonaco e l'arricciato. Per quanto concerne la qualità, non deve essere di mare, bensì di fiume (quindi silicea); deve essere priva di terra e piriti e quanto altro possa renderla nociva; va setacciata fino a lasciare l'acqua limpida e mescolarla alla calce quando è asciutta. Proporzioni: 2 parti di sabbia, 1 di calce (<le dosi variano a seconda della presenza di silice nelle calce); non abusare nell'aggiungere calce, poiché tende a screpolare l'intonaco. In tale procedimento, la sabbia può essere sostituita con la pozzolana, ma è preferibile aggiungere alla calce la sabbia, al fine di rendere la procedura più resistente.

L' acqua è estremamente importante per la tecnica a fresco, sia nelle fasi appena menzionate, che per innaffiare il muro, ed è consigliato usare quella pura; proprio da tale qualità, ovvero dall'integrità di tutti gli ingredienti citati, dipenderà la riuscita dell'opera.

 

COME PREPARARE UN CARTONE PER L'AFFRESCO

Nella pittura a fresco non ci si può abbandonare ad improvvisazioni, e proprio a tal fine basilare è la preparazione del cartone, ovvero il disegno del soggetto tracciato su carta o tela, con proporzioni uguali rispetto a quello che dovrà essere il risultato finale. In sintesi: si schizza il progetto su un pezzo di carta; poi lo sia abbozza sull'arricciato in modo approssimativo con un pennello imbevuto di un colore (ad esempio il nero o la Terra rossa) per giungere ad una visione semplificata di tutto l'insieme; 3) quindi si traccia un reticolato dell'abbozzo sull'arricciato e si riporta tutta la composizione su fogli di carta, con i punti corrispondenti alla quadrettatura del reticolato, dove potremo correggere, chiaroscurare, e provare il colore. Tutti i disegni realizzati su carta dovranno corrispondere a quelli realizzati sul muro.

 

BATTERE I FILI

Per "Battere i fili" si intende andare a tracciare sul muro - ovviamente dopo aver applicato l'intonaco, che non dovrà essere tenero, ma piuttosto consistente -  le linee verticali ed orizzontali a cui faremo riferimento rispetto a quanto già realizzato in termini di composizione sul reticolato; questo passaggio è estremamente importante per avere in squadra tutta la composizione dove procederemo con lo spolvero dei cartoni (<riporto del disegno su una superficie, per poi praticare una serie di fori lungo i contorni del disegno, dove verrà passato un tampone).

 

Come si battono i fili

Prendere uno spago e passargli del colore in polvere precedentemente inserito in una carta, oppure passargli una spugna bagnata nel colore. Si procede col fissare lo spago ad un punto per poi farlo passare - tirandolo da un capo all'altro - per i punti che abbiamo predisposto; quindi farlo scattare, ovvero: quando sarà ben teso bisogna sollevarlo con due dita e quindi, battendo sull'intonaco, lascerà una linea retta.

 

Spolvero del cartone

Sui punti fissi che abbiamo predisposto sul muro, verrà appoggiato il cartone sull'intonaco, e quindi si procederà allo spolvero, ovvero, tracciare una serie di fori lungo i contorni del disegno eseguito sul cartone e tamponarli con una piccola sacca contenente carboncino, terra rossa, o altri colori; verrà riprodotta in tal modo tutta la composizione  a puntini ed in maniera precisa.

 

COLORI

I colori per l'affresco devono essere purificati e macinati finemente, e seguono la procedura dello spolvero del cartone. La componente alcalina della calce non permette di usare colori ad olio o tempera, anche se l'attuale gamma di colori sia di gran lunga più varia rispetto a quella del passato.

 

Resistenza: i Colori più consigliati per l'Affresco

Gialli: giallo di stronziana, giallo di zinco, Cadmio limone.
Verdi: verde Veronese, verde Smeraldo, verde Oltremare.
Rossi: rosso Indiano, rosso di Helio, Cinabro, rosso di Cadmio, rosso d'Inghilterra.

Azzurri: azzurro di Lapislazzuli, Smaltino, azzurro di Cobalto. Consiglio: l'azzurro di Cobalto può essere utilizzato a fresco, mentre il Lapislazzuli, il nero, lo smalto devono essere mescolati con la colla o uovo, poiché non trattengono l'acqua, quindi utilizzati a Tempera. Non è consigliato l'azzurro Oltremare artificiale, tende a sbiadirsi e quindi a sparire. I colori elencati offrono una buona resistenza.

Le Terre sono i pigmenti che offrono una notevole resistenza, e sono: la Terra gialla, la Terra d'ombra, la Terra di Siena naturale e bruciata, la Terra rossa, Caput Mortum, la Terra verde, la Terra nera di Venezia, Nero Manganese.

Per quanto concerne il Bianco, quello d'argento non è consigliato, poiché tende a scurirsi; mentre si consiglia il Bianco di S. Giovanni, che richiede d'essere molto macinato.

 

Macinatura dei colori per Affresco

Per macerare i colori occorre una lastra di vetro ed un macinello, che può essere di cristallo o legno. Il colore viene posto sul vetro a fontanella, con un foro al centro dove sarà versata un po' di acqua. Se dobbiamo solo abbozzare non occorre macinare troppo i colori; i colori per la pittura ad olio (velature), all'acquerello, a fresco, vanno maggiormente macinati. I colori che derivano dalle pietre dure, come la malachite, gli smalti, il lapislazzuli, non devono essere molto macinati, poiché perdono molte delle loro qualità. Se dobbiamo macinare il nero - colore non facilmente macinabile - occorre aggiungergli, prima dell'acqua, un po' di alcool; per i colori che si lasciano macinare facilmente, occorre invece aggiungere un po' di alcool alla fine. Se i colori saranno di origine vegetale, non bisogna sottoporli a macinazione. La lastra di vetro ed il macinello vanno sempre puliti dopo ogni singola macinazione.

 

I colori per affresco vengono sciolti con l'acqua, ed il colore dovrà essere steso a velature, in tal modo sarà ben assorbito dall'intonaco e si eviteranno screpolature (quindi trattare l'affresco alla stregua dell'acquerello, anche se molti preferiscono stendere i primi colori piuttosto densi, proprio per le proprietà assorbenti dell'intonaco; ovviamente tutto dipenderà da una pratica soggettiva). Il colore può anche essere sciolto in acqua di calce o con il bianco, ma questo lo renderà più denso e quindi più soggetto a sgretolarsi; non è consigliato usare colle in questa tecnica (la colla è usata per la tempera a calce). È sempre preferibile eseguire delle prove di colore su un pezzo di gesso, prima di procedere alla sua applicazione, poiché i colori per affresco sono soggetti a cambiamenti di tono: un colore in polvere bagnato sarà sempre più scuro di uno asciutto. I colore non dovrà essere eccessivamente allungato con acqua. Per gli abbozzi è preferibile adottare il monocromo (<un solo colore, come il bianco o il bruno etc.) poi si procederà ad applicare i colori, che si consiglia di separare in vasetti a seconda dei diversi toni; come anche per i pennelli sia più consono separarli per ogni colore adoperato, avendo la cura di mantenerli sempre puliti, poiché questo permetterà ai colori di non scurirsi col tempo. La parte del dipinto realizzata dovrà essere portata a termine, poiché eventuali ritocchi potrebbero tramutarsi in macchia. I grandi artisti del passato, dopo aver steso il colore, andavano a delimitarlo con tratteggiature, come anche applicassero i colori in polvere soffiati. Quando si lavora per un'intera giornata, il colore può non fare più presa sull'intonaco, divenuto troppo assorbente, è quindi buona pratica sospendere il lavoro, facendo molta attenzione ad eliminare le parti dell'intonaco in eccedenza; in presenza di errori, bisogna lavare la parte in questione e volendo si può aggiungere una piccola parte di intonaco, eliminando quindi quanto dipinto, per poi ridipingere il giorno successivo. Per quanto riguarda complessivamente l'effetto finale del dipinto, occorrerà aspettare almeno tre settimane.

 

Ritoccare un Affresco

Proprio a causa della presenza di calce in esso, è quindi possibile che sia soggetto ad anomalie, e saranno necessari dei ritocchi, che vengono dati con tempera di colla, o di caseina, o di uovo, quasi mai ad acquerello o pastello. Tali ritocchi dovranno essere sporadici, poiché insistere rovinerebbe il dipinto, facendogli perdere la freschezza della tecnica in sé. Se l'affresco è stato eseguito all'esterno, si consiglia la tempera di caseina, di calce, ed i colori minerali. Se compariranno macchie di umidità, dette aureole, si potrà ridipingere sulla parte già secca con colori dati in maniera sfumata e non liquida, cercando soprattutto di sfregarli.

 

Verniciare un Affresco

Facendo riferimento alla metodologia antica, come quella del 1500, l'affresco può essere verniciato con la cera, oppure con vernici oleose a base di resina.
 

Ripulire un Affresco

Per questa procedura ci si avvale dell'acqua di calce.

 

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*Quanto elencato è stato raccolto attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque.

 
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  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  19-06-10