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kebheka.it |
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Tecniche Pittoriche pagina 4 |
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Imprimitura |
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Artisti
ceramica
pittura
incisione
cartapesta
collage
pasta di sale
p. su vetro
mosaico
Imprimitura
Affresco |
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Chiamasi
Imprimitura
quella
preparazione
(fondo)
a base
di colla
ed altri
elementi,
che poi
viene
stesa
sulle
tele, le
tavole,
la carta
ed altri
supporti/materiali,
e quindi
atta a
ricevere
un
dipinto;
proprio
da tale
preparazione
dipenderà
la
resistenza
e la
lucentezza
dell'opera
d'arte
che ci
prestiamo
a
realizzare.
Nel caso
della
pittura
ad olio,
potrà
assorbire
più o
meno
l'olio
contenuto
nei
colori,
e quindi
a
seconda
della
tecnica
personale
dell'artista.
In
realtà,
una
buona
imprimitura
dovrà
assorbire
in
maniera
misurata,
quindi
parzialmente
l'olio. |
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Imprimitura delle tavole.
Elementi:
legno, gesso, colla, olio etc. |
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LEGNO.
Quelli
più
consigliati
per
l'uso
pittorico,
sono
quelli
che
maggiormente
si
prestano
ad un
assorbimento
uniforme,
ovvero
la
betulla,
l'acero,
il
cedro,
il
pioppo,
il
tiglio
etc.; il
noce e
la
quercia
non sono
consigliati,
poiché
tendono
a
tarlarsi
(in
generale
sono
sconsigliato
tutti i
legni
nodosi).
L'arte
antica
ha
tramandato
sino a
noi
questa
eccezionale
preparazione,
che ha
permesso
a molti
capolavori
del
passato
di
arrivare
ai
nostri
tempi.
Sono
altresì
consigliati
anche i
legni
compensati. |
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COLLA.
La più consigliata è quella di caseina, che non risente dell'umidità
ed è insolubile. Consigliate sono anche le colle ottenute da ritagli di
pelle, ovvero colla Totin (ritagli di guanti o di pergamena come insegna
il Cennini) e la colla di coniglio. In commercio ve ne sono di svariate;
tali colle possono anche essere sostituite da comuni fogli di gelatina.
Non si consigliano le colle forti (o colle d'ossa), poiché una volta
aggiunte al gesso potrebbero screpolare la preparazione. |
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OLIO.
Quello più consigliato è l'olio di lino cotto o crudo, serve
essenzialmente a limitare l'azione assorbente del gesso ed anche la sua
ruvidezza. |
|
•
Quando si preparano le
mestiche,
vengono utilizzati il bianco di piombo o il bianco di zinco
in polvere ovviamente associati all'olio; come anche possano essere
inseriti il latte, l'amido e farina, etc.. Secondo la tradizione
classica, alcune volte si aggiungeva alla colla ed al gesso anche della
glicerina, sapone, miele, cera etc., proprio per rendere l'imprimitura
maggiormente elastica. Va detto che sulle tavole si possa dipingere
anche direttamente, poiché già il legno è di per sé assorbente, per via
della resina che contiene, ma questa è una procedura adottata da chi ha
già acquisita una grande esperienza pittorica. |
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Imprimitura
semplificata delle Tavole |
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Consiste nel preparare il
legno, atto a ricevere i colori, passando più mani di colla calda; ed
ancora si può prepararlo pulendo la superficie con una pietra pomice e
quindi passando dell'olio di lino misto al bianco di titanio.
È questa una pratica adottata soprattutto per preparare piccoli pezzi di
legno. |
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Imprimitura
più solida delle Tavole |
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Basilari sono le
mestiche
preparate in maniera
esperta e razionale. Norme
principali: come prima cosa bisogna preparare la
colla (quella prevista), che va passata
sulla tavola solo una volta ed in maniera leggera, ovviamente prima di
procedere all'applicazione del composto dell'imprimitura. Il
gesso, che dovrà essere quanto più
possibile raffinato (setacciarlo più volte), va poi aggiunto
gradualmente alla colla calda sciolta a bagnomaria in una pentola; e
quindi mescolare il tutto fino a quando avrà una consistenza cremosa e
senza grumi. Non far mai bollire il gesso, lo
rovinerebbe in maniera irreparabile. Si aggiungerà l'olio
di lino, quando il composto è ancora caldo, mai bollente.
Potremo rendere tale composto per l'imprimitura ancora più
raffinato, passandolo attraverso un setaccio di allumino. Quello che
risulterà dovrà essere fluido e non troppo denso, proprio per facilitare
la sua applicazione a strati, quindi stenderlo secondo il verso di
quanto ci prestiamo a dipingere. I pennelli consigliati per tale
applicazione sono quelli grandi e piatti in setola, che agevoleranno lo
spianamento della mestica applicata da sinistra a destra, da destra a
sinistra. Se poi si desidera dare all'imprimitura un aspetto più
irregolare, applicare la mestica abbondantemente, quindi punteggiarla
con un pennello grosso e rotondo (sempre di setola) oppure schiacciarla
con un tampone. |
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Come
colorare l'Imprimitura |
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Il colore
consigliato è
quello in polvere, aggiunto in piccole dosi durante la fase di
bagnomaria; oppure sciolto in un po' di olio di lino, nel caso del nero,
ed aggiunto al preparato sempre durante la fase di bagnomaria.
Si consiglia di non adoperare i colori ad olio.
È molto importante
avvalersi di una strumentazione estremamente pulita. |
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Verifica di
assorbimento dell'Imprimitura |
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Passando dell'olio di lino
crudo sulla nostra preparazione, questi dovrà essere assorbito in circa
5 ore; passando dell'acqua, circa in 15 minuti. Il mancato assorbimento
dell'acqua, è sinonimo del fatto che la quantità di olio presente nella
preparazione è eccessiva, quindi si consiglia di spazzolare e quindi
sgrassare la superficie con una soluzione di acqua ed acqua ragia in
parti uguali, fino a quando la superficie risulterà opaca. |
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Come proteggere le Tavole dall'umidità |
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È
consigliato
trattare
la parte
posteriore
della
Tavola
con una
miscela
di
acqua
ragia,
olio di lino, bianco d'argento
(tutto
in parti
uguali). |
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Imprimitura della tela |
|
La preparazione della Tela
richiede bene o male gli stessi accorgimenti dell'imprimitura delle
Tavole, fatta eccezione per qualche diversa procedura che troverete
di seguito. La tela, come prima cosa, va montata su un telaio, a cui
avremo tolto le biette (ovvero le chiavi), che provvederemo a
reinserire dopo l'imprimitura. La tela dovrà essere montata piuttosto
lenta, per evitare che nella fase dell'asciugatura si ritiri. Una volta
attaccata si passa una mano di colla molto diluita; una volta
asciugatasi è meglio eliminare, con una lametta affilata, eventuali
residui ed imperfezioni. Tra le tele consigliate in pittura vi sono
quelle di lino greggio, oltre a quelle di canapa, olona, traliccio. Il
telaio consigliato deve essere largo e pesante, con asse trasversale e
con i regoli inclinati, per ridurre le volte in cui la tela andrà a
toccarli. Riepilogo: la tela può essere preparata come abbiamo appena
citato, ovvero distesa su un comune telaio, oppure seguendo lo schema
seguente: |
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 |
•
Fissare due lati della tela ai lati dei due
regoli, mentre gli altri due saranno tirati con lo spago
posto come nello schema (a zigzag), e fissato a dei chiodi
sugli altri due regoli rimasti.
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Come
applicare la mestica sulla Tela |
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Con le stesse regole previste per l'Imprimitura delle Tavole,
fatta eccezione per un po' più di olio di lino aggiunto al composto,
tale da rendere la tela più flessibile; sempre a tal fine, i grandi
maestri del passato, usavano inserire nel composto un po' di zucchero o
amido, oggi sostituiti con la glicerina. Il tessuto della tela non deve
risultare completamente riempito, si eviterà in tal modo di renderla
troppo liscia, proprio perché le piccole asperità assorbiranno con più
aderenza il colore. |
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Requisiti di una buona Imprimitura della Tela |
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Come prima cosa, deve assorbire l'olio in maniera equilibrata, poi
resistere all'umidità, essere elastica (per quando dovremo
necessariamente piegarla), e poi non separare troppo il dipinto dalla
trama. In genere vengono passati diversi strati in sovrapposizione, fino
a quando l'olio raggiungerà il tessuto, quindi otterremo l'appena citata
elasticità, e l'olio presente nei colori potrà essere accolto in maniera
omogenea. Per quanto riguarda il numero degli strati per tale
preparazione, nonché per l'olio di lino, viene calcolato in rapporto al
tipo di tessuto: maggiore sarà la trama, maggiori saranno gli strati da
passare e viceversa. |
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|
Come proteggere le Tele dall'umidità |
|
È
consigliato trattare la parte posteriore della Tela con una miscela
di acqua ragia,
olio di lino, bianco d'argento. |
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Imprimitura del Cartone e
della carta |
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Sia la carta che i cartoni
possono
essere
preparati
passandovi
sopra
alcune
passate
di colla
molto
fluida,
oppure
passandovi
quanto
rimasto
in
termini
di
colori
sulla
nostra
tavolozza,
dopo
aver
opportunamente
mescolato
il tutto
con una
spatola;
ed
ancora
si potrà
passare
uno o
due
strati
di
fissativo
per
acquerello,
e quindi
procedere
al
dipinto;
oppure
passarvi
un
composto
a base
di olio
di lino
(o
vernice)
e bianco
puro.
Tali
preparazioni
potranno
accogliere
dipinti
eseguiti
con
tecnica
all'olio.
Il
cartone
può
anche
essere
attaccato
ad un
telaio o
incollato
su una
tavola.
Nella
preparazione
possiamo
anche
aggiungere
dei
pigmenti
atti a
colorare
il
cartone,
secondo
un
composto
costituito
dalla
Terra
d'ombra,
acquaragia,
vernice |
| |
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Imprimiture colorate,
bianche e nere |
|
È
preferibile che le imprimiture (fondo) delle tavole e delle tele siano
bianche, come risultano in molti quadri antichi. Va però ricordato,
soprattutto tra i pittori fiamminghi come il grande Rubens, l'abitudine
di ricoprire lo strato di gesso (preparazione) con un colore a base di
olio e di tonalità grigio chiaro tendente all'argento, che poi si
lasciava intravedere. Questo in realtà ha dimostrato che dipingere su
mestiche grigie eseguite su tela, tenda ad attutire i toni, come
dimostrano alcuni quadri del maestro, rispetto alla notevole resa
pittorica di quanto eseguito su tavola con imprimitura bianca. I
Preraffaelliti, preferivano basi bianche o bianchissime. Si consiglia
- a tal fine - di evitare i fondi colorati, e nel caso optare per colori
tenui o chiarissimi. Non eseguire mai un dipinto su tela con imprimitura
a base rossa, poiché estremamente dannosa per il risultato finale. Nel
caso della pittura a tempera, una base colorata risulta più consona.
Veniamo alle
imprimiture nere; il grande Leonardo pare che abbia eseguito
alcuni dei suoi capolavori con base nera, o propriamente mestiche color
grigio scuro. Questa pratica, in uso nel 1500, consisteva nell'applicare
sopra la prima imprimitura, una seconda scura. Anche il Correggio
si avvalse di questa preparazione, ma va anche ricordato che più scuri
saranno i fondi del dipinto, maggiori saranno le ampiezze delle
pennellate per coprire proprio il fondo in questione e senza tralasciare
le parti d'ombra. |
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|
*
Facendo
sempre riferimento alla preparazione dell'imprimitura succitata,
alcune imprimiture da sperimentare.
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Imprimitura
all'olio
di lino |
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Elementi e dosi: |
|
gesso caolino (o gesso del falegname) p. 4
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Colla Totini
(vinilica), p.4 |
|
olio di lino
cotto, p.2 |
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Imprimitura al bianco di zinco, al b. di piombo (bianco d'argento)/per
le tavole |
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Elementi e dosi:
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|
gesso a legno (o di falegname) p.1 |
|
olio di lino cotto, p.1 |
|
colla di Lione, p.5 |
|
bianco di zinco, p.3 |
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|
Imprimiture rapide |
|
Elementi e dosi:
bianco di zinco, 4.p>
acquaragia, p1> vernice coppale (scura), p.5.
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Elementi e dosi:
bianco
di zinco, p.3> fissativo per acquerello, gr.20> resina di dammarca, p.3 |
|
Elementi e dosi:
fissativo all'acquerello o vernice per ritocco. |
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Tecniche
pittoriche pagine>
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
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kVG
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Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti -
progetto
-
Ultimo aggiornamento:
19-06-10
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