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Artisti   ceramica   pittura   incisione   cartapesta   collage   pasta di sale   p. su vetro   mosaico   Imprimitura   Affresco

 

Chiamasi Imprimitura quella preparazione (fondo) a base di colla ed altri elementi, che poi viene stesa sulle tele, le tavole, la carta ed altri supporti/materiali, e quindi atta a ricevere un dipinto; proprio da tale preparazione dipenderà la resistenza e la lucentezza dell'opera d'arte che ci prestiamo a realizzare. Nel caso della pittura ad olio, potrà assorbire più o meno l'olio contenuto nei colori, e quindi a seconda della tecnica personale dell'artista. In realtà, una buona imprimitura dovrà assorbire in maniera misurata, quindi parzialmente l'olio.

 

 

Imprimitura delle tavole. Elementi: legno, gesso, colla, olio etc.

LEGNO. Quelli più consigliati per l'uso pittorico, sono quelli che maggiormente si prestano ad un assorbimento uniforme, ovvero la betulla, l'acero, il cedro, il pioppo, il tiglio etc.; il noce e la quercia non sono consigliati, poiché tendono a tarlarsi (in generale sono sconsigliato tutti i legni nodosi). L'arte antica ha tramandato sino a noi questa eccezionale preparazione, che ha permesso a molti capolavori del passato di arrivare ai nostri tempi. Sono altresì consigliati anche i legni compensati.

COLLA. La più consigliata è quella di caseina, che non risente dell'umidità ed è insolubile. Consigliate sono anche le colle ottenute da ritagli di pelle, ovvero colla Totin (ritagli di guanti o di pergamena come insegna il Cennini) e la colla di coniglio. In commercio ve ne sono di svariate; tali colle possono anche essere sostituite da comuni fogli di gelatina. Non si consigliano le colle forti (o colle d'ossa), poiché una volta aggiunte al gesso potrebbero screpolare la preparazione.

OLIO. Quello più consigliato è l'olio di lino cotto o crudo, serve essenzialmente a limitare l'azione assorbente del gesso ed anche la sua ruvidezza.

Quando si preparano le mestiche, vengono utilizzati il bianco di piombo o il bianco di zinco in polvere ovviamente associati all'olio; come anche possano essere inseriti il latte, l'amido e farina, etc.. Secondo la tradizione classica, alcune volte si aggiungeva alla colla ed al gesso anche della glicerina, sapone, miele, cera etc., proprio per rendere l'imprimitura maggiormente elastica. Va detto che sulle tavole si possa dipingere anche direttamente, poiché già il legno è di per sé assorbente, per via della resina che contiene, ma questa è una procedura adottata da chi ha già acquisita una grande esperienza pittorica.

 

Imprimitura semplificata delle Tavole

Consiste nel preparare il legno, atto a ricevere i colori, passando più mani di colla calda; ed ancora si può prepararlo pulendo la superficie con una pietra pomice e quindi passando dell'olio di lino misto al bianco di titanio. È questa una pratica adottata soprattutto per preparare piccoli pezzi di legno.

 

Imprimitura più solida delle Tavole

Basilari sono le mestiche preparate in maniera esperta e razionale. Norme principali: come prima cosa bisogna preparare la colla (quella prevista), che va passata sulla tavola solo una volta ed in maniera leggera, ovviamente prima di procedere all'applicazione del composto dell'imprimitura. Il gesso, che dovrà essere quanto più possibile raffinato (setacciarlo più volte), va poi aggiunto gradualmente alla colla calda sciolta a bagnomaria in una pentola; e quindi mescolare il tutto fino a quando avrà una consistenza cremosa e senza grumi. Non far mai bollire il gesso, lo rovinerebbe in maniera irreparabile. Si aggiungerà l'olio di lino, quando il composto è ancora caldo, mai bollente. Potremo rendere tale composto per l'imprimitura ancora più raffinato, passandolo attraverso un setaccio di allumino. Quello che risulterà dovrà essere fluido e non troppo denso, proprio per facilitare la sua applicazione a strati, quindi stenderlo secondo il verso di quanto ci prestiamo a dipingere. I pennelli consigliati per tale applicazione sono quelli grandi e piatti in setola, che agevoleranno lo spianamento della mestica applicata da sinistra a destra, da destra a sinistra. Se poi si desidera dare all'imprimitura un aspetto più irregolare, applicare la mestica abbondantemente, quindi punteggiarla con un pennello grosso e rotondo (sempre di setola) oppure schiacciarla con un tampone.

 

Come colorare l'Imprimitura

Il colore consigliato è quello in polvere, aggiunto in piccole dosi durante la fase di bagnomaria; oppure sciolto in un po' di olio di lino, nel caso del nero, ed aggiunto al preparato sempre durante la fase di bagnomaria. Si consiglia di non adoperare i colori ad olio. È molto importante avvalersi di una strumentazione estremamente pulita.

 

Verifica di assorbimento dell'Imprimitura

Passando dell'olio di lino crudo sulla nostra preparazione, questi dovrà essere assorbito in circa 5 ore; passando dell'acqua, circa in 15 minuti. Il mancato assorbimento dell'acqua, è sinonimo del fatto che la quantità di olio presente nella preparazione è eccessiva, quindi si consiglia di spazzolare e quindi sgrassare la superficie con una soluzione di acqua ed acqua ragia in parti uguali, fino a quando la superficie risulterà opaca.

 

Come proteggere le Tavole dall'umidità

È consigliato trattare la parte posteriore della Tavola con una miscela di acqua ragia, olio di lino, bianco d'argento (tutto in parti uguali).

 

Imprimitura della tela

La preparazione della Tela richiede bene o male gli stessi accorgimenti dell'imprimitura delle Tavole, fatta eccezione per qualche diversa procedura che troverete di seguito. La tela, come prima cosa, va montata su un telaio, a cui avremo tolto le biette (ovvero le chiavi), che provvederemo a reinserire dopo l'imprimitura. La tela dovrà essere montata piuttosto lenta, per evitare che nella fase dell'asciugatura si ritiri. Una volta attaccata si passa una mano di colla molto diluita; una volta asciugatasi è meglio eliminare, con una lametta affilata, eventuali residui ed imperfezioni. Tra le tele consigliate in pittura vi sono quelle di lino greggio, oltre a quelle di canapa, olona, traliccio. Il telaio consigliato deve essere largo e pesante, con asse trasversale e con i regoli inclinati, per ridurre le volte in cui la tela andrà a toccarli. Riepilogo: la tela può essere preparata come abbiamo appena citato, ovvero distesa su un comune telaio, oppure seguendo lo schema seguente:

 

 

 

 

 

Fissare due lati della tela ai lati dei due regoli, mentre gli altri due saranno tirati con lo spago posto come nello schema (a zigzag), e fissato a dei chiodi sugli altri due regoli rimasti.

 

Come applicare la mestica sulla Tela

Con le stesse regole previste per l'Imprimitura delle Tavole, fatta eccezione per un po' più di olio di lino aggiunto al composto, tale da rendere la tela più flessibile; sempre a tal fine, i grandi maestri del passato, usavano inserire nel composto un po' di zucchero o amido, oggi sostituiti con la glicerina. Il tessuto della tela non deve risultare completamente riempito, si eviterà in tal modo di renderla troppo liscia, proprio perché le piccole asperità assorbiranno con più aderenza il colore.

 

Requisiti di una buona Imprimitura della Tela

Come prima cosa, deve assorbire l'olio in maniera equilibrata, poi resistere all'umidità, essere elastica (per quando dovremo necessariamente piegarla), e poi non separare troppo il dipinto dalla trama. In genere vengono passati diversi strati in sovrapposizione, fino a quando l'olio raggiungerà il tessuto, quindi otterremo l'appena citata elasticità, e l'olio presente nei colori potrà essere accolto in maniera omogenea. Per quanto riguarda il numero degli strati per tale preparazione, nonché per l'olio di lino, viene calcolato in rapporto al tipo di tessuto: maggiore sarà la trama, maggiori saranno gli strati da passare e viceversa.

 

Come proteggere le Tele dall'umidità

È consigliato trattare la parte posteriore della Tela con una miscela di acqua ragia, olio di lino, bianco d'argento.

 
 

Imprimitura del Cartone e della carta

Sia la carta che i cartoni possono essere preparati passandovi sopra alcune passate di colla molto fluida, oppure passandovi quanto rimasto in termini di colori sulla nostra tavolozza, dopo aver opportunamente mescolato il tutto con una spatola; ed ancora si potrà passare uno o due strati di fissativo per acquerello, e quindi procedere al dipinto; oppure passarvi un composto a base di olio di lino (o vernice) e bianco puro. Tali preparazioni potranno accogliere dipinti eseguiti con tecnica all'olio. Il cartone può anche essere attaccato ad un telaio o incollato su una tavola. Nella preparazione possiamo anche aggiungere dei pigmenti atti a colorare il cartone, secondo un composto costituito dalla Terra d'ombra, acquaragia, vernice

 

Imprimiture colorate, bianche e nere

È preferibile che le imprimiture (fondo) delle tavole e delle tele siano bianche, come risultano in molti quadri antichi. Va però ricordato, soprattutto tra i pittori fiamminghi come il grande Rubens, l'abitudine di ricoprire lo strato di gesso (preparazione) con un colore a base di olio e di tonalità grigio chiaro tendente all'argento, che poi si lasciava intravedere. Questo in realtà ha dimostrato che dipingere su mestiche grigie eseguite su tela, tenda ad attutire i toni, come dimostrano alcuni quadri del maestro, rispetto alla notevole resa pittorica di quanto eseguito su tavola con imprimitura bianca. I Preraffaelliti, preferivano basi bianche o bianchissime. Si consiglia  - a tal fine - di evitare i fondi colorati, e nel caso optare per colori tenui o chiarissimi. Non eseguire mai un dipinto su tela con imprimitura a base rossa, poiché estremamente dannosa per il risultato finale. Nel caso della pittura a tempera, una base colorata risulta più consona. Veniamo alle imprimiture nere; il grande Leonardo pare che abbia eseguito alcuni dei suoi capolavori con base nera, o propriamente mestiche color grigio scuro. Questa pratica, in uso nel 1500, consisteva nell'applicare sopra la prima imprimitura, una seconda scura. Anche il Correggio si avvalse di questa preparazione, ma va anche ricordato che più scuri saranno i fondi del dipinto, maggiori saranno le ampiezze delle pennellate per coprire proprio il fondo in questione e senza tralasciare le parti d'ombra.

 

* Facendo sempre riferimento alla preparazione dell'imprimitura succitata, alcune imprimiture da sperimentare.

 
Imprimitura all'olio di lino
Elementi e dosi:
gesso caolino (o gesso del falegname) p. 4   
Colla Totini (vinilica), p.4
olio di lino cotto, p.2 
 
Imprimitura al bianco di zinco, al b. di piombo (bianco d'argento)/per le tavole
Elementi e dosi:
gesso a legno (o di falegname) p.1
olio di lino cotto, p.1
colla di Lione, p.5
bianco di zinco, p.3 
 
Imprimiture rapide
Elementi e dosi: bianco di zinco, 4.p>   acquaragia, p1>   vernice coppale (scura), p.5.
Elementi e dosi: bianco di zinco, p.3> fissativo per acquerello, gr.20> resina di dammarca, p.3
Elementi e dosi: fissativo all'acquerello o vernice per ritocco.
 

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  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  19-06-10