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PITTURA
SU VETRO
mosaico
collage |
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Artisti
ceramica
pittura
incisione
cartapesta
collage
pasta di sale
p. su vetro
mosaico
Imprimitura
Affresco |
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PITTURA
SU VETRO |
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Storia.
L'arte della pittura su vetro risale al Medioevo: utilizzata per
decorare le vetrate delle cattedrali. A partire dal Rinascimento, questa
peculiare caratteristica, venne superata portando la decorazione su
vetro anche nei grossi complessi immobiliari della nobiltà del tempo,
con soggetti raffiguranti la mitologia e l'araldica (proprio in questo
periodo furono introdotti i pigmenti a smalto). Fino ad arrivare al XVI
secolo, in cui si trasformerà in un vero e proprio dipinto imitando la
grande produzione pittorica dei maestri del tempo; mentre nel XVIII
verrà utilizzata anche dalle classi meno abbienti, le quali
si avvarranno di comuni lastre di vetro. Con il Barocco, la tecnica
subisce una sorta di stasi, per poi tornare ad essere utilizzata proprio
alla fine del XVIII, e scegliendo soggetti naturalistici. Anche nel '900
(1914), trova grande riscontro con la corrente artistica conosciuta come
Simbolismo. Oggi, soprattutto grazie alla diffusione di negozi di
articoli di belle arti - in cui è facile trovare l'occorrente in
strumentazione e quant'altro - la tecnica è divenuta accessibile a
tutti.
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• Il
Vetro
è una
miscela
di
carbonato,
silice,
calcare,
sodio.
Le
superfici
in vetro
consigliate
sono
quelle
di
spessore
3 o 5mm,
in
quanto
offrono
l'opportunità
di poter
eseguire
delle
prove di
colore/tono
con
piccoli
pezzi di
vetro.
Molto
importante
è
conoscere
le
caratteristiche
di
trasparenza
dei
vetri,
in
funzione
di
quanto
ci
apprestiamo
a
realizzare.
Paradossalmente,
le
imperfezioni
di
trasparenza
di un
vetro,
sono
ricercate
dall'artista
proprio
perché
generano
particolari
effetti
di luce;
questo è
dovuto
al fatto
che un
vetro
dopo la
fusione
(in
quanto
miscela
di
carbonato,
silice,
calcare,
sodio,
portata
alla
fusione
a 1450
gradi)
ed il
raffreddamento
e la
fase di
laminatura
costante,
dovrebbe
risultare
in
trasparenza
omogeneo;
in
realtà,
il più
delle
volte
questo
non
accade,
creando
per
l'appunto
imperfezioni
sulla
superficie,
che
riflettendo
in
maniera
differente
i raggi
luminosi,
rende
suggestivo
il
risultato
finale. |
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• Gli
Strumenti.
Munitevi
di
almeno 3
pennelli
(di
ottima
qualità/
in
martora,
misura
2.8.10),
la
stesura
del
colore
sarà più
uniforme;
pulire
sempre i
pennelli
con
solvete
dopo
aver
eseguito
la
decorazione/dipinto;
stracci,
matite
per il
vetro,
alcool,
un
taglierino
o
lametta,
una
spatola,
un
raschietto,
ed altro
occorrente
per
quanto
concerne
la fase
del
disegno
preparatorio.
I
Colori.
Esistono
in
commercio
svariati
tipi di
colori,
dai
trasparenti
a quelli
coprenti
o a
caldo.
Consiglio:
evitare di mescolarli, poiché nonostante il medesimo fine, le
proprietà
dei
colori
in
questione
potrebbero
risultare
non
compatibili.
Se
scegliamo
quelli
trasparenti,
potremmo
graduare
il
livello
di
trasparenza
ricorrendo
ad un
diluente
prodotto
dalla
medesima
casa
produttrice
dei
colori.
Mai
sovrapporre
le
colorazioni
quando
lo
strato
di
colore
precedente
si
presenti
ancora
fresco
ed
appiccicoso
(lasciare
asciugare
per
almeno
un'ora).
Se
invece
scegliamo
quelli
coprenti,
ovvero
gli
acrilici,
i colori
in pasta
o per la
ceramica,
e le
stesse
tempere,
potremo
sovrapporli
prima
dell'asciugatura,
con
strati
leggeri
per
evitare
crepe, e
poi
successivamente
ricorrere
ad una
vernice
di tipo
trasparente
per
rendere
quanto
abbiamo
realizzato
più
duraturo.
I colori
in
pasta,
vengono
venduti
in
tubetto
con
beccuccio
in
plastica,
che può
essere
accorciato
a
seconda
delle
necessità
pittoriche;
utilizzati
per
delineare
il
disegno
in
questione,
imitano
il
piombo,
nei
colori
nero o
grigio.
Infine,
i colori
a caldo,
cioè
quelli
che
necessitano
di una
cottura
in forno
per
ceramica.
Si
tratta
di
pigmenti
adoperati
per
decorare
stoviglie
di uso
domestico.
Rispetto
ai
colori
precedenti,
sono i
più
impegnativi
al fine
realizzativo-artistico.
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• Il
Disegno.
All'inizio,
se non
si è
ancora
pratici
di
questa
tecnica,
conviene
riprodurre
soggetti
piuttosto
semplici,
facilmente
reperibili
sfogliando
giornali,
libri,
riviste,
o libri
specifici
che
offrano
una
vasta
gamma di
soggetti
decorativi
gia
prestampati.
L'immagine
da
riprodurre
-
semplificata
nelle
linee
che la
descrivono,
trascurando,
quindi,
la parte
chiaroscurale
- dovrà
essere
disegnata
su di un
foglio
delle
stesse
dimensioni
della
lastra
di
vetro;
poi lo
stesso
disegno,
dovrà
essere
trasferito
su un
foglio
di carta
lucida
con un
pennarello,
e posto
al di
sotto
della
lastra
di
vetro,
quindi
fissato
con del
nastro
adesivo.
Si
procederà
a
ricopiare
il
disegno
avvalendosi
del
colore
in
pasta,
oppure
di una
matita
per
vetro.
Consiglio:
prima di eseguire quanto menzionato, pulire la lastra di vetro
con
alcool e
strofinaccio.
Per
evitare
di
danneggiare
il
disegno
nella
fase
della
colorazione,
possiamo
ricorrere
ad un
ponteggio
in
legno,
nella
misura
da
stabilirsi
in base
alla
dimensione
del
lavoro
che
abbiamo
scelto,
in modo
da farlo
scorrere
agevolmente
lungo la
lastra
di
vetro.
Le
imperfezioni
del
disegno
trasferito
possono
essere
corrette
con un
taglierino
o
raschietto.
Prima di
passare
al
colore,
eseguire
le
classiche
"prove
di
colore"
su
piccoli
pezzi di
vetro.
Terminato
il
dipinto,
lasciatelo
asciugare
per
almeno 3
giorni
protetto
dalla
polvere
ed in
una
stanza
ventilata. Prove
tecniche. La
pittura
su vetro
può
essere
eseguita
anche
sulla
parte
posteriore
del
vetro
stesso.
Può
capitare
di dover
riportare
sull'oggetto
immagini
molto
definite,
in
questo
caso
conviene
avvalersi
di
mascherine
di carta
adesiva
trasparente,
su cui
avremo
inciso
ed
intagliato
- lungo
i
contorni
con un
taglierino
-
l'immagine
positiva
poi
distaccata
(es.
come lo
stencil,
però
adesivo);
il
colore
dovrà
essere
steso
con
maggior
densità
e
precisione
partendo
dall'esterno
verso
l'interno.
La
pellicola
dovrà
essere
staccata
quando
il
colore
sarà
completamente
asciugato.
Incisione
su
vetro.
Con
questa
tecnica,
possiamo
realizzare
il
nostro
dipinto
direttamente
incidendo
sul
colore
quando
sarà ben
asciugato,
con
punte
per
incisione
o
cutter.
Si
tratta
di un
tipo di
tecnica
che può
essere
eseguita
anche in
maniera
monocromatica
(solo un
colore),
consigliata
per
decorare
soprattutto
piatti,
quindi
superfici
circolari. |
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MOSAICO |
|
Storia. E'
una
tecnica
che
risale
alla
civiltà
mesopotamica;
veniva
utilizzata
dai
Sumeri
per
decorare
le
facciate
o i
pilastri.
Nell'antico
Egitto,
invece,
la
ritroviamo
negli
edifici
sacri e
residenze
dei
faraoni.
Il
commercio
la portò
in
Grecia,
fino
all'Impero
romano.
Dal IV
secolo,
vengono
introdotti
nuovi
accorgimenti
tecnici,
per
decorare
pareti
basilicali
ed
absidi,
nonché
arconi
trionfali;
si
avverte
in
questo
periodo
il
bisogno
di
staccarsi
dalle
forme
classiche.
A Roma e
Ravenna,
questo
processo
di
distaccamento
dall'arte
classica
musiva
verrà ad
attuarsi,
poiché
quanto
rappresentato
- nella
fattispecie
le
figure -
non sarà
più in
rilievo
ed
immobile,
ma
perderà
spazialità,
trasformandosi
in
simbolo,
inserito
su uno
sfondo
non più
azzurro
(classico),
bensì di
colore
oro. Per
l'appunto,
con i
Bizantini,
tra il V
e VI
secolo
d.c.,
raggiunse
livelli
altissimi,
acquisendo
ulteriori
evoluzioni
tecniche.
Sempre a
Roma,
dal VII
secolo
al XIII,
verrà
applicata
ad
elementi
architettonici,
da parte
di
artisti
come
Torriti,
Rosuti,
Cavallini,
Cosmati;
mentre a
Venezia,
in
concomitanza
a quella
bizantina,
la
tecnica
ebbe
anche
grande
diffusione,
tanto
che nel
XVI
secolo
alcuni
artisti
musivi
lavoreranno
su
alcuni
cartoni
preparatori
del
grande
Raffaello.
Venne
poi
sostituita
dalla
pittura
murale.
Agli
inizi
del
'900,
con
Antonio
Gaudì
(Barcellona),
grazie
all'estro,
la
genialità
di
questo
architetto
eccelso,
il
mosaico
troverà
applicazioni
suggestive
ed
originali,
ma
soprattutto
gigantesche.
La
Tecnica.
Consiste
nel
combinare
pezzetti
di
vetro,
pietruzze,
pezzi di
smalto
di
colori
diversi,
per
mezzo di
stucco
forte,
ed
ottenere
così
un'opera
d'arte
capace
di
riprodurre
i
disegni
più
diversi.
Vi sono
due tipi
di
mosaico:
quello
costituito
da
tessere
marmoree
per
pavimenti;
e quello
a
tessere
vitree
per
decorare
volte e
pareti.
Osservando
il
risultato
ad una
certa
distanza,
percepiremo
l'opera
nella
sua
unità,
nonostante
si
tratti
di
tessere
che
cambino
colore
senza
sfumature:
questo
succede
per
l'accostamento
di
tessere
di
tonalità
graduale.
Questa
tecnica
rientra
anche in
didattiche
scolastiche
ovviamente,
in
questo
caso, ci
si
avvale
di
materiali
più
economici
e di
comune
uso: un
cartone
piuttosto
spesso
(base
del
mosaico)
e
ritagli
(quadratini)
di
giornali
o
riviste
di
diverse
colorazioni;
il
disegno
verrà
tracciato
sul
cartoncino
con un
pennarello
e poi,
passata
la colla
per
carta,
si
procederà
a
comporre
l'immagine
con le
tessere
di carta
di
giornale.
Questo
tipo di
accostamento
può
anche
essere
eseguito
avvalendosi
di
pasta,
sassolini,
bottoni;
in
questo
caso
bisognerà
ricorrere
ad una
colla
molto
adesiva
e
combinata
con uno
strato
di DAS
su cui
andremo
ad
incastrare
il
materiale
prescelto. |
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COLLAGE
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Storia.
Collage (dal francese
papier-collé, ovvero carta incollata).
E' una tecnica che risale agli inizi del
'900; venne portata ad alti livelli
grazie agli artisti cubisti e futuristi.
Tra gli artisti ricordiamo Pablo Picasso,
Henry Matisse, Georges Braque, che
eseguiva i suoi collage mettendo in
composizione elementi fotografici,
giornali, tessuti, carta. Con gli
artisti postmoderni (quelli che
abbracceranno movimenti artistici come
il Dadaismo, Surrealismo, la Pop-Art e
l'Arte informale), il collage diverrà
tridimensionale, trasformandosi in vera
e propria scultura. La Tecnica. Consiste
nell'incollare carta o materiali diversi
(come la stoffa, la plastica, la corda,
la ghiaia, il legno, gli adesivi
colorati etc.) su un supporto resistente
come un cartoncino, legno, tela. La
carta più usata è quella bianca e
colorata o fogli di carta colorata già
predisposti per il collage; ma anche
carte utilizzate per altre finalità
possono tranquillamente rientrare in
questa tecnica: come la carta per
imballaggio, la velina o la crespa, la
stessa carta da parati o dei giornali
etc. Gli Strumenti. Sono quelli utili
per il taglio della carta, come le
forbici o la taglierina; poi la colla,
una riga o la squadra. La
Composizione. In questa tecnica non è
basilare conoscere in partenza ciò che
si voglia realizzare, poiché ciò che si
ottiene è, il più delle volte, il
risultato di diversi tentativi, che se
eseguiti con spontaneità conferiscono
alla composizione maggiore freschezza.
Se invece dobbiamo necessariamente fare
riferimento ad un disegno prestabilito,
si inizierà ad incollare la carta o gli
oggetti previsti partendo dallo sfondo,
poi la parte intermedia ed infine quella
centrale. I collage possono essere
completati con interventi pittorici
avvalendosi di tecnica a tempera, o
ricorrendo ai pennarelli. Fermo restando
che ogni artista prediliga, nelle
proprie composizioni, alternanze
tecniche estremamente soggettive, frutto
di una ricerca personale e di
caratterizzazione stilistica. |
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Tecniche
pittoriche
pagine>
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
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|
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|
|
kVG
-
Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti -
progetto
-
Ultimo aggiornamento:
19-06-10
 |
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