Kebheka è un portale d'arte, ma anche una galleria virtuale a disposizione di artisti/autori esordienti e non. Ottime opportunità espositive - anche gratuite - praticità di lettura ed approfondimenti teorico-tecnici ne "il glossario di Kebheka", grazie al contributo, alle segnalazioni dei nostri visitatori.

 home    @

 lettura

 scheda

 la tua arte

 immagine

 progetto

 vernissage

 glossario

 segnala

 eventi

 libri

 poesie

 gallery

 premi

 tecnica

 teatri

 concorsi

 anatomia

 dizionario

 colori

 fumetto

 riviste

 editoria

 scuole

 cinema

 scrittori

 aforismi

 musei

 critici

 città

 artisti

 gallerie

 aste

 fiere

 storia

 caratteri

 mercatini

 gif

 video

 

"NORA DAREN - il Corpo, il suo Supplizio"  |     |  kebheka@virgilio.it 

 
 

Segnala un Concorso Artistico   |   Segnala un errore   |   Concorsi gratuiti   |   Segnala un Libro   |   le vostre segnalazioni letterarie

PER OCCUPARE UN'INTERA PAGINA DI KEBHEKA OCCORRE SOLO ISCRIVERSI

IINSERISCI IL TUO BANNER

.

 

.

 

Tecniche Pittoriche pagina 2   |   Segnala una  tecnica   |   Segnala un errore   |   pagine> 1 | 2 | 3 | 4 | 5

     
 
 

In questa pagina:  pasta di sale   cartapesta   |   Segue> pagina 3

Artisti   ceramica   pittura   incisione   cartapesta   collage   pasta di sale   p. su vetro   mosaico   Imprimitura   Affresco

 

la Pasta di sale

L’Impasto. Realizzare un buona pasta di sale - per creare oggetti, personaggi etc. - è assolutamente semplice, poiché trattasi di materiali di uso domestico: acqua, farina, sale, glicerina o colla. L'acqua deve essere a temperatura ambiente; la farina 00 (quella per dolci); il sale, raffinato e non marino (renderebbe porosa la scultura di pane). Consiglio: macinare il sale fino a renderlo raffinato quanto lo zucchero a velo, permette di migliorare l'impasto e quindi ottenere sculture più sofisticate. L'ultimo ingrediente è la glicerina o colla, quella utilizzata dai tappezzieri (rende l'impasto più elastico). Per quanto concerne la misura/quantitativo, è consigliato avvalersi dello stesso bicchiere: 1 bicchiere di sale_1 bicchiere di farina_aggiungere gradualmente l'acqua_l'impasto non deve essere appiccicoso_lasciare riposare 2 ore. C'è chi preferisce inserire nell'impasto la metà del sale previsto, questo permette di ottenere sculture molto leggere, ma più soggette a deteriorarsi. Consiglio: prima di arrivare ad un buon impasto, conviene annotare le varie sperimentazioni rispetto alla misura degli ingredienti succitati. Un buon impasto è il risultato di una giusta lavorazione dell'amalgama. Ricorrere all'impastatrice elettrica renderebbe il lavoro più ottimale, ma il sale può arrugginire gli ingranaggi; è quindi preferibile eseguirlo manualmente.

.

• Strumenti. Tutti gli strumenti in ferro non sono consigliati, poiché arrugginiscono per via del sale. Una strumentazione lignea è la più consona, anche se le mani rimangono la strumentazione naturale più efficace. Alcuni esempi di strumenti consoni: stuzzicadenti, matterello, rullo per stampare, pettine, pinze, spatola, forbici, bilancia da cucina, spremi aglio etc.. Se si intende far asciugare la scultura all'aria aperta, lavorarla direttamente su di una tavoletta di legno; se invece si desidera cuocerla, lavorarla direttamente sul piatto del forno. Modellare. Per unire le varie parti dello oggetto che stiamo realizzando, non bisogna ricorrere alla colla, bensì inumidire con un pennello la parte interessata, procedendo all'applicazione dell'elemento previsto. Asciugare e cuocere gli oggetti. Non è consigliato asciugarli all'aria aperta, poiché la colorazione assumerebbe una caratteristica gessosa; peggio ancora se lasciati l'intera notte. Se si è deciso per questo tipo di asciugatura, si consiglia una condizione di aria non umida, ma asciutta o calda. E' di norma asciugare gli oggetti nel forno a temperatura molto bassa e con sportello aperto. La prima cottura, per piccoli oggetti, è di 30 minuti. Per completare l'asciugatura si può ricorrere al ventilatore. n Se avete realizzato sculture con intelaiatura di ferro (parte portante/anima dell'oggetto), non cuocerle nel forno a microonde, è pericoloso. Colorare. Si può aggiungere il pigmento colorato che si desidera direttamente nell'impasto, oppure dipingere l'oggetto dopo l'asciugatura. I pigmenti colorati consigliati sono quelli adoperati in pasticceria, oppure le tempere e gli acquerelli. Si può anche sperimentare una colorazione con colori acrilici prima della cottura. Consiglio: eseguire colorazioni tenui, che se anche sbiadiscono durante la cottura, nella fase di verniciatura diventano luminosi. La vernice consigliata è quella idrorepellente per tempera, applicata a spruzzo oppure liquida; anche consigliata è la vernice per terracotta. n Quanto abbiamo appena elencato è una pratica tecnica che prevede strumentazioni elettriche pericolose e richiede, quindi, la presenza di un genitore se l'interessato non ha raggiunta la maggiore età.

 

.

la Cartapesta

Storia. La storia della cartapesta è associata a quella della carta (etimologia: charta/latino, kàrtes/greco, indicava, alle sue origini il foglio di papiro, in seguito la pergamena, e dal Medioevo la carta moderna). Un funzionario cinese, Ts'ai Lun, la introdusse nella manifattura imperiale nel 105 d.c.; pare, però, che questa tecnica fosse già in uso da diversi anni in Cina. A partire dal secolo VIII, quando alcuni artigiani cinesi vennero fatti prigionieri dagli arabi, la tecnica divenne in uso, quindi si diffuse anche in Europa; in Italia, si fanno risalire i primi documenti in carta a partire dalla metà del 1200. Proprio gli italiani contribuirono a rendere più resistente la tecnica, introducendo nella pratica la colla animale e la battitura. Molti documenti, risalenti a 700 anni fa, mantengono ancora la loro integrità grazie a questo procedimento, che all'inizio della sua diffusione non ottenne particolari appoggi, anche perché si era portati a pensare che la colla animale potesse indurre la carta ad essere attaccata dai germi, e quindi si decise di ricorre alla carta pergamena per documenti di notevole importanza. Alla  seconda metà del '200 risale, invece, la filigrana: caratteristica carta che presenta striature più chiare o più scure se osservata in trasparenza. Quando poi si arriverà alla rivoluzione industriale, quindi alla meccanizzazione, la produzione della carta si evolverà in maniera continuativa.

.

Ingredienti. Come la pasta di sale, trattasi di un impasto assolutamente semplice e che si avvale di strumenti/materiali di comune uso e riciclo: vecchi giornali, acqua, colla e tanta fantasia. Innumerevoli sono le evoluzioni artistico-realizzative di questa tecnica antica, dai giocattoli alle statue sacre, dai burattini ai personaggi del presepe, passando per i carri allegorici.  L’Impasto. Si lascia macerare la carta da giornale precedentemente sminuzzata - ricorrere ad un frullatore ad immersione può agevolare il lavoro - per alcuni giorni in una bacinella d'acqua (è preferibile adoperare carta non oleata o patinata). Alla fine della macerazione risulterà una poltiglia. Dopo aver strizzato l'impasto, collocarlo all'interno di un sacchetto di cotone, ed ancora strizzarlo fino ad eliminare i residui d'acqua.  Si procederà ad aggiungere la colla in polvere o vinilica adoperata in tappezzeria, ed un po' di polvere di gesso.  La pasta deve risultare elastica e senza grumi. L'impasto può essere conservato in un sacchetto di plastica. E' anche possibile realizzare oggetti con strisce di giornale bagnate ed alternate alla colla, nonché alla poltiglia di carta macerata succitata.

.

• La Colla. Le colle utilizzate per il procedimento della cartapesta sono svariate: oltre alla menzionata colla vinilica, vi è quella in polvere, che viene disciolta in acqua fredda; quella di farina, ottenuta sciogliendo una porzione di farina (es. 100g) in 2 litri di acqua, mescolando fino all'ebollizione ed a vederla ridursi in gelatina (<trattasi di una colla adoperata a caldo e successivamente riscaldata a bagnomaria); e poi la colla di pesce, in scaglie o polvere, sempre disciolta a bagnomaria con parte di gesso, quindi trattasi di colla a caldo. Consiglio: lasciare asciugare ogni strato prima di applicare quello successivo. Strumenti. A differenza della pasta di sale, può essere adoperata anche strumentazione in ferro, come forbici, spatole, filo di ferro; munitevi anche di catino, pennelli, carta vetra, stucco, frullatore, e quanto ancora il lavoro previsto necessiti, oltre agli ingredienti succitati e previsti. La Matrice. Se abbiamo deciso di realizzare una maschera, allora bisognerà ricorrere alla matrice, ovvero una forma prestampata in creta, gesso o realizzata direttamente da noi in argilla. Prima di procedere all'applicazione dell'impasto/cartapesta, insaponare, cerare o passare del talco sulla parte superiore della matrice: con questo procedimento si agevolerà il distaccamento della forma risultante. Si consigliano diversi strati di carta, dai sei  agli otto. Lasciare asciugare il tutto fino a quando la forma potrà essere staccata agevolmente. Passare alla colorazione prevista. Il Colore. I colori a tempera vanno benissimo, anche gli acrilici e quelli a smalto. Si può anche mescolare direttamente all'impasto della cartapesta l'anilina in polvere, e così renderla più uniforme.

 

Tecniche pittoriche  pagine> 1 | 2 | 3 | 4 | 5

*Quanto elencato è stato raccolto attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque.

 
 
 
 

.

  spazi espositivi>>>  immagine (spazio per artisti/autori non iscritti regolarmante)

Info progetto Kebheka

  Vernissage (spazio pittura)         areaLETTURA  (spazio letteraio/poetico)

 Occupa questo spazio

  COME INSERIRE UN  BANNER  SUL NOSTRO PORTALE ?  CONTATTACI

 
  Le interessa occupare un'intera pagina del nostro portale?
 

Iscriviti

 
 
 
     

  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  02-10-11