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movimenti |
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Modernismo |
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È
questo un termine piuttosto generico, visto che comprenda tutte quelle
correnti artistiche diffusesi a partire dall’ultimo decennio del XIX ed
il primo del XX secolo, con l’intento di interpretare il progressivo
incremento della civiltà industriale. Non più riferimenti al modello
antico per la scelta dei temi e stili, ma l’opportunità per l’Arte di
esprimersi ad ampio raggio fino ad invadere campi come l’edilizia,
l’abbigliamento, l’arredamento a livello europeo od internazionale;
anche influenzato dalla spiritualità, come sinonimo di riscatto
dell’industrializzazione, nel MODERNISMO, per l'appunto, è facile che si
mescolino il materiale e lo spirituale, la scienza e la poesia; fino a
giungere al 1910, anno in cui l’entusiasmo del progresso lascia il posto
alla consapevolezza della grande trasformazione sociale. Si arriverà
alle avanguardie artistiche, alla volontà di trasformare il modo ed il
fine dell’Arte stessa. |
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Impressionismo |
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Tra
il 1870 ed il 1880, l’esigenza d’allontanarsi dalle regole tradizionali
della rappresentazione pittorica, con l’intento di dare spazio alla
spontaneità creativa, tenendo come riferimento la natura, porta una
serie di giovani artisti ad accantonare il soggettivismo stoirico-mitologico e celebrativo, per una presa diretta della natura,
spostando il cavalletto proprio in mezzo alla campagna. Lì, cercheranno
di catturare la percezione del naturale attraverso una tecnica pittorica
fatta di macchie di colore vivacissime e spesso contrastanti; ma, la
pittura impressionista non è copia del naturale (fotografia), bensì,
sensazione e suggestione. E’ questa, un’Arte, che proprio perché avulsa
d’accademismo (armonia delle proporzioni ecc.), non troverà un favore
immediato, tanto da portare critici importanti ad avvalersi del termine
“impressionisti”, per indicare gli artisti in maniera spregiativa. |
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Espressionismo |
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Tutta
l’Arte tedesca di inizio Novecento viene chiamata espressionista, quando
in realtà trattasi di un movimento sviluppatosi quasi contemporaneamente
nel 1905, in due direzioni ben distinte: in Francia con il gruppo dei
Fauves (belve), in Germania con il
Die Brücke
(il ponte); successivamente porteranno rispettivamente al Cubismo
in Francia (1908) ed in Germania al Der blaue Reiter (Il
cavaliere azzurro, 1911).
L’ESPRESSIONISMO succede
all’IMPRESSIONISMO, al suo dato puramente sensorio, opponendogli
un’interiorità spesso aggressiva, volitiva, ma l’uno a presupporre
l’altro, visto che ambedue trattasi di movimenti realisti, poiché
implicano da parte dell’artista l’affronto delle problematiche reali;
solo che nell’IMPRESSIONISMO l’artista le affronta avvalendosi della
conoscenza, nell’ESPRESSIONISMO, attraverso l’azione. •
I precedenti dell'arte
espressionista vanno ricercati nella pittura esistenziale di Van Gogh,
Gauguin, Munch, Ensor, dove il colore diventa violento ed allusivo; ma
anche a suggestionare questa nuova tendenza artistica, vanno altresì
ricordati: la scultura africana e primitiva; il pensiero di Nietzsche;
il teatro scandinavo contemporaneo e le sue problematiche; la critica
alla mentalità positivistica, la cui esaltazione della ragione
trascurava l'istinto. La prima uscita dei "Fauves
(belve)", si ebbe per l'appunto nel 1905, e fece scandalo: i colori
gridati, violenti, delle tele di Matisse, Derain, Vlaminck, Van
Dongen, Derain ed altri (a cui più tardi si aggiunsero Braque e
Dufy), portarono il critico
Vauxcelles - il quale notò una scultura figurativa tra le opere dal
cromatismo accesso - ad esclamare: "Donatello tra le belve", dunque
proprio nell'occasione venne coniato il termine. Accanto al colore che
diventa espressione, va anche ricordata la volontà da parte degli
artisti espressionisti, di avvalersi di un linguaggio pittorico avulso
della prospettiva. La figura carismatica del gruppo fu Henry Matisse,
che studiò l'arte dei grandi del passato, subì la suggestione dell'Impressionismo
attraverso Gauguin e Van Gogh, e quindi rese la propria tavolozza più
accesa; e si avvalse del colore non in quanto strumento per imitare la
natura, ma per renderlo il fine stesso della pittura. Arrivò ad un
linguaggio pittorico immediato e personale, grazie anche all'interesse
che ebbe per l'arte persiana, islamica, africana, quindi un'arte
extraeuropea; sarà il suo un linearismo ritmico e sensuale; ma la
gioia di vivere (joie de vivre) di Matisse non sarà presente
nell'Espressionismo tedesco, con il gruppo "Die Brücke
(il ponte), che si formò a Dresda nel 1905, con i seguenti
promotori: Bleyl, Kirchner, Heckel, Schmidt-Rottluff, a cui si
aggiunsero il Müller ed il
Pechstein, e per un periodo Nolde. Tutta la drammaticità
espressiva alla base della Brücke,
viene fuori attraverso le opere di Munch ed Ensor.
Come i Fauves, ammirarono la scultura africana e dell'Oceania. I loro
soggetti traggono ispirazione dalla natura, ma anche dalla vita urbana,
quindi ambienti, persone, amplificando il dato espressivo attraverso la
deformazione dell'immagine, ed il colore ovviamente gridato, che sarà
presente anche nella produzione grafica (incisioni). Ernest Ludwig
Kirchner, viene considerato l'artista più rappresentativo del
movimento; anche lui trasse ispirazione da un quotidiano cittadino
pregno di drammaticità e meschinità umana. Emil Nolde, diede un
contributo espressivo con caratteri mistici, suggestivi, avvalendosi di
un colore crudo e costruttivo. |
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Cubismo |
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In
Francia, verso la fine del primo decennio del Novecento, Pablo
Picasso e George Braque attraverso la loro arte daranno vita
al Cubismo, che avrà la sua radice nell'esposizione retrospettiva
di Cézanne - che si ebbe a Parigi nel 1907 - dove appunto l'artista
sosteneva la necessità di ricondurre i corpi rappresentati a delle
figure geometriche elementari: il cilindro, la sfera, il cono; partendo
da questo e portandolo ad estrema semplificazione, Braque
realizzò una serie di paesaggi intorno 1908, ed esposti a Parigi lo
stesso anno presso la galleria Kahnweiler, dove il critico
Vauxcelles parlo di "cubi"; dunque il nome Cubismo, ma all'inizio
attribuito in maniera spregiativa. Prima di arrivare alla
caratterizzazione stilistica del movimento, questi artisti si lasciarono
suggestionare dall'arte di Gauguin,
Seurat, da Henri Rousseau (anche detto il Doganiere),
dall'arte africana e primitiva, spunto basilare per Picasso nella
realizzazione di un dipinto, ma in generale punto di partenza per tutta
la produzione pittorica cubista, come dimostrato attraverso una delle
opere più importanti del Novecento: Les demoiselles d'Avignon,
dove la semplificazione delle figure diviene brutale, ed assenti sono la
prospettiva ed il chiaroscuro; infatti l'interesse di Picasso volgerà
all'importanza della struttura, e non all'apparenza del reale> molto
importante per gli impressionisti; ed affermerà la necessità per
l'artista di dipingere ciò che si conosce e non ciò che si vede: quindi
la pittura come strumento per conoscere la realtà. La ricerca cubista di
Picasso e Braque, verrà portata avanti in maniera solidale. Del
Cubismo vengono individuate diverse fasi, la prima la si fa
risalire a Cézanne
(1907-1909); segue quella analitica (1909-1911) e quindi
quella
sintetica (1912-1923). Nella fase analitica,
l'immagine viene scomposta in più piani, come a renderla visibile da più
punti di vista, conferendo alla rappresentazione un valore
spazio-temporale. Nella fase sintetica, priva di prospettiva,
l'immagine viene ricreata in assoluta mancanza di convenzioni
pittoriche; il colore non sarà più limitato ai grigi o bruni, ma
saranno inseriti anche elementi appartenenti alla realtà, quindi
oggetti, come scatole, carte da gioco, giornali, legno, stoffa, sabbia,
arrivando così ai papiers collés
(collages). Juan Gris e Fernand Léger si
accostarono al Cubismo intorno al 1910 - e con loro anche altri artisti
- dando al movimento un contributo di grande originalità. Nel 1912 il
movimento generò diverse tendenze, come il Cubismo orfico di
Robert Delaunay ed il gruppo degli artisti della "Section d'or", con
a capo Jacques Villon. Come teorico del Cubismo va ricordato il
grande poeta Guillaume Apollinaire, attraverso lo scritto
Les peintres cubistes, del 1913. La guerra mondiale inflisse un
duro colpo al movimento, che ugualmente influenzò tutta l'arte che ebbe
a formarsi successivamente. |
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Pablo Picasso
(1883-1973), si formò a Barcellona, dove frequentò gli
intellettuali, ma anche prestando grande attenzione a
quanto avvenisse oltre la Spagna. Si trasferì a Parigi
nel 1904, al Bateau Lavoir a Montmartre, dove
divenne amico dell'Apollinaire. Dopo il periodo "blu" e
"rosa" - dove rappresenterà in maniera malinconica gli
emarginati, i saltimbanchi, i guitti, resi con una
raffinatezza cromatica ed un simbolismo, un linearismo
che riconducono alla lezione di Cézanne ed all'arte
africana - l'artista volse ad un tipo di pittura dalla
costruzione formale più semplice, come nel ritratto di
Gertrude Stein
del 1906; per poi arrivare alla svolta davvero
importante per la pittura cubista, e cioè attraverso il
celeberrimo Les Demoiselles d'Avignon,
opera basilare per quella che fu l'evoluzione dell'arte
moderna. Per quanto riguarda il Cubismo analitico,
tutto ebbe inizio a partire dal 1909, quando realizzò
una serie di paesaggi, e questo avvenne in parallelo
alla ricerca di Braque. Intorno al 1912, Picasso inserì
sui propri dipinti, oggetti tratti dalla realtà, ma con
l'intento di crearne una tutta sua, quindi slegata da
quella che poteva essere la rappresentazione del mondo
reale. Nonostante la guerra, il Cubismo continuerà a
vivere grazie alla continua ricerca dell'artista, fino a
quando, in quello che era il clima di "ritorno
all'ordine" del primo dopoguerrà, volse ad una fase neoclassica, e fino al 1925. Rimarrà
sicuramente affascinato dal Surrealismo;
appartengono infatti a questo periodo le tauromachie,
e le figure spaventose in riva al mare. Appartiene
invece al periodo della guerra civile spagnola,
Guernica (1937), appunto il nome della città basca
che venne bomberdata dai tedeschi, ma soprattutto fu una
denuncia della crudeltà della guerra e del fascismo. |
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Georges Braque
(1882-1963), fissò la sua dimora a Parigi; inizialmente
aderì al Fauvismo e quindi studiando Cézanne e
l'arte africana, già a partire dal 1903-08, cominciò ad
orientarsi verso la pittura cubista e quindi in anticipo
rispetto allo stesso Picasso, come dimostra quello che
viene considerato uno dei primi dipinti cubisti:
Case all'Estaque, l'opera che venne esposta a
Parigi, e che portò il critico Vauxcelles ad
avvalersi del termine Cubismo. In questa opera, Braque
abbandonerà la tipica tavolozza fauvista, per una scelta
cromatica meno violenta e quindi dai toni grigi, bruni,
verdi, beige, e avvalendosi della lezione di Cézanne
rese le forme del paesaggio in volumi. Pur avendo
caratteri estremamente diversi, Braque e Picasso
collaborarono in parallelo alla ricerca cubista, fino
alla fase analita; mentre con la fase
sintetica, la personalità di Braque si distinse,
grazie anche all'ausilio dei papiers collés
(consistente nell'inserire sul dipinto giornali, pezzi
di stoffa, lettere tipografiche etc.), come dimostra il
dipinto:
Natura morta con chitarra. Per quanto
riguarda il periodo del primo dopoguerra, dopo una lunga
pausa pittorica, l'artista dipinse molte nature morte e
le "canefore" (simbolo di fertilità della terra), ma
sempre tenendo presente i principi scompositivi
del Cubismo. |
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Futurismo |
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Il
Futurismo è per antonomasia il primo movimento d'avanguardia con una
ideologia di rinnovamento totale, quindi partendo dall'arte fino a
coinvolgere il sociale e la politica. Fu un modo per reagire a quella
che era ormai vista un'arte statica e non al passo coi tempi. Il poeta
F.T. Marinetti, ne fu l'iniziatore, in quanto autore
del Manifesto, che venne pubblicato in francese su "Le Figaro",
il 20 febbraio del 1909, ove furono formulati quelli che erano i
principi guida del movimento: l'esaltazione della lotta e della guerra,
la non accettazione della tradizione culturale; l'esaltazione della
velocità, il dinamismo della vita moderna, della macchina, considerata
la nuova bellezza del mondo, che va quindi a contrapporsi agli idoli del
passato. Le sue parole influenzeranno notevolmente un gruppo di pittori
italiani, C. Carrà, U. Boccioni, L. Russolo, G. Severini, G. Balla,
che proprio da Milano lanceranno il Manifesto della pittura futurista,
esaltando il pensiero modernista del Marinetti e quindi ribellandosi ad
un tipo di arte passatista non più espressione della dinamicità
contemporanea. Il loro contributo, sarà fondamentale per tutta la storia
dell'avanguardia artistica. Il dinamismo universale espresso in pittura,
sarà anche influenzato dalla filosofia di Nietzsche e del
Bergson, quando parleranno di un oggetto "fermo", ma in realtà
in movimento visto il contesto reale in continua evoluzione. Ogni
artista tenterà di rendere tale dinamicità attraverso la propria forza
pittorica:
Boccioni, darà movimento agli oggetti attraverso il
sapiente uso di linee e colore con grande forza;
Balla, interpreterà il movimento in quanto sequenza
e quindi ripetendo l'immagine, dopo la suggestione degli esperimenti di
fotodinamica dei fratelli Bragaglia e la cronofotografia;
va altresì ricordata, da parte degli artisti futuristi - e quindi
soprattutto all'inizio della loro ricerca - l'interesse per il
divisionismo e, dopo il viaggio a Parigi di Carrà, Boccioni,
Russolo - avvenuto nel 1911 - la visione della tecnica scompositiva
dell'arte cubista, attraverso le sue personalità più importanti,
Picasso
e Braque; ed anche se considereranno il
Cubismo
assolutamente statico, ne appresero la disgregazione
della forma, dei volumi, per quella che sarà la loro necessità di
rendere l'immagine in movimento ed in situazioni diverse e
simultaneamente; tanto da dare allo spettatore la sensazione di trovarsi
al centro dell'opera, quindi al centro del pensiero dell'artista. Il
Futurismo, in quanto esaltazione della violenza, della vitalità e
ribellione, portò inevitabilmente questi artisti ad essere considerati
ferventi sostenitori del nazionalismo e del militarismo, quasi ad
anticipare quel fervore che sarebbero poi sfociato agli orribili scenari
dei regimi totalitari che si svilupperanno tra gli anni Venti e Trenta.
L'innovazione del Futurismo andrà ad esaurirsi (1916), dopo la morte di
Boccioni e l'accostamento di Carrà alla pittura Metafisica, anche se dopo la guerra,
alcuni artisti come Balla, Depero, Prampolini, tentarono un
ritorno del movimento, appunto definito "Secondo Futurismo". |
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Astrattismo |
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In
ambito pittorico,
l'allontanamento dall'elemento reale, già
aveva un precedente in alcuni eventi legati all'arte dell'Ottocento,
fino quindi ad arrivare all'Astrattismo; come il pensiero
romantico, che aveva sottolineato l'importanza dell'individuo e della
sua creazione, rispetto alla copia della realtà; come anche il
Simbolismo
spinse l'arte fino alla curiosità per tutto quanto non fosse
visibile; lo studio della percezione dei colori affrontato dai
neoimpressionisti, ed ancora l'Art Nouveau, con sua
stilizzazione. Grande importanza venne data alle teorie di
von Hildebrand e Fiedler, ovvero alle teorie
purovisibiliste, che consideravano il fine dell'arte, non
l'imitazione del reale, ma la sua percezione, scaturita in maniera
spirituale; nel senso che l'uomo creerà per il proprio fine culturale in
un universo visibile, ma tenendo presente la sua piena autonomia nei
confronti di qualsiasi stimolo proveniente dal mondo esterno. L'Astrattismo
nasce nel 1910, con il primo acquerello astratto
di Vassilij Kandinsky
(1866-1944), anche se vanno menzionate azioni pittoriche astratta già
durante la produzione espressionista e cubista; infatti, proprio la
pratica
fauve, che aveva dato espressione al dipinto proprio attraverso
l'uso violento dei colori, e la scomposizione cubista, porteranno a due
diverse attuazioni astratte: la prima, con a capo Kandinsky, darà
forza al colore mettendo in relazione ritmica, forme pure; la seconda,
con Piet Mondrian, porterà all'astrazione dal reale attraverso la
pura geometrizzazione della forma. Per quando riguarda la prima, quella
che ebbe come figura carismatica Kandinsky, basilare fu il contributo
del
Blaue Reiter (cavaliere azzurro, da un'opera di Kandinsky) gruppo
che per l'appunto venne fondato dall'artista e dal
Franz Marc, ma che ebbe ad attuarsi anche attraverso il contributo
formidabile di altri artisti, come Robert Delaunay, Henry Rousseau,
Gabriele Münter, August Macke, Arp, Derain, Braque, Klee, Kirchner,
Picasso, il musicista Arnold Schönberg, e tanti altri. L'esperienza di
Kandinsky, già agli inizi fu di impatto astratta, ma ancora con rimandi
al simbolismo, e grande influenza sulla sua arte ebbero le teorie
teosofiche; fino al 1906, le sue opere saranno permeate di
elementi fiabeschi e riferimenti alla cultura popolare russa; come anche
vada ricordata l'importanza che ebbe nella sua evoluzione stilistica, la
pittura di Gauguin, di Cézanne, il cromatismo di Matisse, che lo
porteranno alla realizzazione di paesaggi non figurativi (arte
aniconica), dove accosterà forme geometriche pure, e da ricollegarsi
al Bauhaus. La sua ultima produzione pittorica, sarà ispirata da un
surrealismo non figurativo, dove la forma geometrica sarà ammorbidita da
forme più organiche, mentre il cromatismo si farà piatto e similare
all'effetto smalto. |
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Nell'esperienza del Blaue Reiter, gli
astrattisti, andranno ad investigare una sorta di
spiritualità nascosta, rimanendo anche suggestionati
dall'arte popolare, primitiva, ma soprattutto
dall'immediatezza del gesto dei bambini e delle persone
con disturbi mentali; quindi disinteresse per la realtà,
per le sue problematiche, ed esaltazione di una realtà
spirituale, espressa pittoricamente aborrendo l'elemento
figurativo, con un dato coloristico suggestivo ed
emozionante. Per quanto concerne gli scritti, nel 1912,
il Blaue Reiter pubblico l'Almanacco, dove
accanto alla pittura contemporanea, vennero associati
anche saggi di musica e teatro; allo stesso anno
apparterrà Lo spirituale nell'arte, una
pubblicazione di Kandinsky, una sorte di ponte con le
altre avanguardie europee, e con artisti importantissimi
come Derain, Braque, Malevic, Picasso, Delaunay, che in
Francia affrontava l'importanza del dinamismo del
colore, che lo portò ad essere molto apprezzato dal
Kandinsky. |
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Un altro
rappresentante celeberrimo dell'Astrattismo, è Paul
Klee (1879-1940), che diede al movimento un
contributo particolare, grazie anche all'esperienza
musicale, letteraria, l'interresse per l'arte dei grandi
maestri del passato, come Leonardo, Rembrandt; ma anche
per quelli più vicini al suo tempo, come Klimt, Van
Gogh, Cézanne, Matisse, l'esperienza del Blaue Reiter,
la stima per Delaunay. Amava definire la sua arte
astratta, ma con qualche ricordo, proprio a sottolineare
la grande forza evocativa, la suggestione sprigionata
dai suoi lavori. La sua arte fu sempre in continuo
rinnovamento, senza perdere mai di vista quanto fosse
importante, e la volontà di riuscire a percepire ciò che
non si vede, quindi di andare oltre il visibile, lo
condusse a ricercare anche nello spazio di ciò che è
"infinitamente piccolo", e con una eleganza e
sensibilità difficilmente ripetibili. Durante il periodo
del Bauhaus, continuo la sua ricerca investigando le
possibilità espressive del colore e della forma,
lasciando scritti delle sue teorie, che poi intorno agli
anni Trenta andranno a permearsi di una drammaticità
esistenziale. |
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Un'altra
direzione dell'Astrattismo, si avrà in Russia, intorno
alla metà del secondo decennio del secolo, dove già
erano conosciuti il Cubismo ed il Futurismo,
ma anche il Raggismo, costituito intorno
al 1910, da un gruppo di artisti russi, che affascinati
dalla ricerca sulla "quarta dimensione", cercarono di
renderla attraverso l'ausilio pittorico di raggi
colorati e luminosi. |
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Casimir
Malevic (1878-1935), creò il Suprematismo
intorno al 1913, mentre il manifesto - a racchiuderne
l'ideologia - fu lanciato nel 1915, ed ovviamente
scritto dall'artista, ma anche in collaborazione con il
poeta Majakovskij; a cui seguì, nel 1920, il saggio
Il Suprematismo, ovvero il mondo della non
rappresentazione, sempre ad opera dello stesso
Malevic, dove veniva esaltata un tipo di arte
assolutamente libera da qualsiasi vincolo
rappresentativo ed imitativo della realtà. All'inizio,
la sua produzione pittorica sarà influenzata dalla
lezione cubista, per poi volgere, tra il 1913-14, ad un
tipo di pittura caratterizzata da forme geometriche
pure, che andranno ad aumentare, nelle esperienze
successive, secondo delle composizioni che suggeriranno
una dinamicità, che si farà assoluta e testimone delle
sue esperienze personali, tra misticismo e nichilismo. |
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A quella che
era la caratteristica ed illustre indagine intellettuale
del Suprematismo, si contrapporrà il
Costruttivismo (pur avendo in sé alcune
similitudini). Il suo maggiore rappresentate fu
Vladimir Tatlin, che mise in evidenza la necessità
per il nuovo movimento, di dare all'arte una dimensione
più sociale ed utile, ma con maggiore attenzione verso
il design, la grafica etc., piuttosto che la pittura. Di
Tatlin, va ricordato il progetto - non realizzato - del Monumento alla Terza Internazionale, del 1919,
una torre metallica di 400 metri, dove seppe armonizzare
architettura e scultura. Un altro artista
rappresentativo del Costruttivismo e soprattutto nel
campo grafico, fu
Aleksandr Rodcenko (1891-1956). Si arriverà ad un
Astrattismo radicale con il Neoplasticismo, e
riferimento teorico nella rivista olandese "De Stijl";
il movimento sarà espressione di una plasticità non
soggettiva, ma universale, raggiungibile attraverso
l'astrazione della forma e del colore; Piet Mondrian
(1872-1944), il suo maggiore rappresentante, che dopo la
suggestione cubista e lo studio della pittura olandese,
arrivò per fasi alla scomposizione della forma (1912) e
quindi all'astrazione (1920), dove le linee rette si
incrociano, definendo forme quadrate e rettangolari, dal
cromatismo primario e bianco, rivelatori di una
razionalità assoluta e priva di emozione. Questo
linguaggio pittorico essenziale e statico, dopo il
viaggio a New York (dove si trasferì), subì una
evoluzione dinamica, con un cromatismo più vario; come
anche, vada ricordato Theo Van Doesburg
(1883-1931), il cui astrattismo subì un'evoluzione
dinamica, e con l'inserimento della diagonale. |
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Dadaismo |
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Il movimento ebbe inizio nel
1916 a Zurigo, in una Svizzera neutrale e quindi divenuta una sorta di
isola felice per artisti, poeti, anarchici, esiliati, antimilitaristi,
per quanti fuggissero dall'orrore della prima guerra mondiale. Il gruppo
degli artisti che gli diedero vita, furono in primis il poeta rumeno
Tristan Tzara, Marcel Janco (pittore rumeno), Richard
Huelsenbeck (scrittore tedesco), Hans Arp (scultore
alsaziano), tutti assidui frequentatori del "Cabaret Voltaire",
fondato nel 1916, dal poeta
Hugo Ball. Quello che li accomunava, era il sentimento di
negazione, di rivolta nei confronti della "civiltà" ed i suoi ipocriti
valori, a causa dei quali andava compiendosi il massacro della guerra.
Proprio contro la letteratura e le arti, esaltarono l'anarchia ed il
nichilismo, mettendo l'accento sulla loro avversione nei confronti dei
movimenti programmati; infatti, proprio il nome, dada, fu scelto
a caso da lo stesso Tzara, proprio per l'assoluta mancanza di
significato, e pare sfogliando il dizionario di Larousse.
Liberatisi di tutti i canoni artistici presenti e passati, volsero ad
un'arte imprevedibile, legata al caso, come dimostrerà lo stesso
Tzara, quando suggerirà il modo per fare una poesia dadaista:
"Mettete delle parole in un sacchetto e tiratele fuori a caso", e
proprio per rendere questo nuovo modo espressivo, furono presi in
considerazione anche le nuove tecniche, come il ready-made,
il collage, il
fotomontaggio. Il primo testo dadaista venne pubblicato nel 1916,
La prima avventura celeste del signor Antipiryne; poi fu
la volta dei manifesti, la rivista "Dada", e come già succedeva tra i
futuristi, delle serate "dadaiste" pregne di scherni e paradossi, con
l'intento di scandalizzare e provocare la società borghese. Il movimento
si diffuse in maniera internazionale, ma già intorno al 1918, quello
zurighese comincerà il suo declino, mentre a Berlino verrà fondato il
Club Dada, ad opera del Raul Haussmann, Huelsenbeck, i
fratelli Herzfelde, George Grosz, dove il movimento sarà
caratterizzato da una grande sperimentazione, e dal carattere
politico-comunista che prenderà. Altri focolai tedeschi saranno,
Colonia, con Max Ernst e Baargeld, e quindi Hannover, con
la ricerca solitaria di Kurt Schwitters. Quando Tzara si trasferì
a Parigi, il movimento ottenne un grosso riscontro, espresso dall'André
Breton attraverso la rivista "Littérature", ma ciò nonostante,
una serie circostanze, polemiche portarono il movimento a frantumarsi,
per poi confluire nel Surrealismo. |
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Marcel Duchamp (1887-1968), è stato tra i dadaisti
più rappresentativi del movimento. All'inizio della sua
ricerca, come tanti altri artisti, rimase influenzato
dall'arte di Cézanne e dal Fauvismo, poi dal Cubismo e
nell'esposizione di arte contemporanea del 1913, l'Armony
Show, con Il nudo che scende le scale,
esprimerà anche la sua vena futurista. Questa
esposizione venne allestita all'interno di una armeria,
e volle essere espressione di tutta la ricerca condotta
in campo artistico in Europa nei decenni del nuovo
secolo. Si arriverà così al Dada americano, tra
il 1915-19, e che Duchamp fondò per l'appunto a New
York, con Francis Picabia e Alfred Stieglitz;
seguirono le esposizioni dei primi ready-mades,
ovvero oggetti comuni decontestualizzati, inseriti
all'interno di uno spazio in cui assumeranno un altro
senso e valore, come la Ruota di bicicletta (1913),
la
Fontana (1917), etc. Va altresì ricordata anche una
sua opera lasciata volutamente incompiuta, il
Grande vetro, che si prestò a diverse
interpretazioni di quello che poteva essere il rapporto
uomo-macchina, ma con riferimenti misteriosi, oscuri.
Dopo questa opera, Duchamp abbandonerà la pittura, per
dedicarsi ad altre attività, come l'editoria,
sperimentazioni fotografiche, ricerche sulla luce, la
passione per gli scacchi, il cinema. |
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Dadaismo in Europa. Hans Arp (1887-1966),
scultore, pittore, decoratore, intraprese una ricerca
dadaista estremamente complessa, interessandosi al
Neoplasticismo, al Costruttivismo, al Surrealismo, il
Concretismo, senza mai configurarsi in una direzione
distinta. Kurt Schwitters
(1887-1948), divenne famoso per i suoi Merz,
un'arte polimaterica, costituita da svariati materiali,
dalla carta al metallo, evocatrice di memoria poetica. |
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Dadaismo a New York.
Man Ray (1890-1976), artista originale, artefice di molte
sperimentazioni in campo cinematografico e fotografico, come i
rayographs, ovvero foto ottenute senza il mezzo fotografico.
Attraverso le sue opere dimostrerà l'inutilità della macchina. Realizzò
collage, ready-mades, per poi volgere, intorno agli anni Trenta,
ad un ritorno alla pittura dopo la svolta surrealista. |
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Tra
l'America e l'Europa, va ricordata la ricerca di un
altro basilare rappresentante del movimento, Francis
Picabia (1879-1953). Nelle sue opere, vengono
riprodotti congegni di macchina inutili e titolati in
maniera astrusa. Fu anche poeta ed appassionato di
balletto e cinema; collaborò a diverse riviste. Fu un
grande provocatore. Più tardi si avvicinerà
all'Astrattismo ed al Surrealismo. |
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avanguardie |
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Action painting
(pittura d’azione), indicativa
dell’Espressionismo astratto. Pittura violenta, eseguita su
vaste superfici, che coinvolge ed impressiona lo spettatore con
la sua forza, la sua “azione”. ARTISTI: Pollock, Kline, Kooning. |
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Arte astratta, termine usato per indicare l’arte moderna,
quindi non figurativa, non rappresentativa, non oggettiva, fino
all’utilizzo di forme e colore estranee al mondo esterno. |
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Arte Cinetica,
basata sull’inserimento di elementi meccanici all’interno dell’opera, ma
anche movimenti generati dal vento (vedi Calder).
ARTISTI: Colombo, Varisco, de Vecchi, Boriani; Morel “Gruppo T”;
in Francia, Parigi, Morellet, Schoffer, Le Parc. |
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Arte concettuale,
basata sul dato ideologico-conoscitvo, espresso nella
creazione artistica in maniera tale da non ridurre l’oggetto al
mero dato mercificabile. Può essere chiamata anche pittura
povera, arte situazionale, arte del comportamento, arte
microemotiva, ARTISTI: J. Beuys, Dan Graham, R. Barry, J.
Kosuth. |
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Arte povera,
(1966) arte che si avvale di materiali “poveri”, quali: terra,
stoffa, gesso, legno, paglia. La prima mostra di fu tenuta a
Genova, presso la Galleria La Bertesca. Con questo termine si
indicano principalmente un gruppo di pittori, torinesi: Zorio,
Merz, Boetti, Anselmo. |
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Astrattismo concreto,
astrattismo originato da immagini naturalistiche,
successivamente reso più o meno non oggettivo. ARTISTI: Lionello
Venturi (Gruppo degli otto). |
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Astrazione lirica,
termine usato per indicare la pittura segnica; è un
genere di astrattismo non geometrico o costruttivo, ma
estremamente libero da limiti o schemi. ARTISTI: Georges
Mathieu, Pierre Restany. |
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Cobra,
(1949),
corrente artistica che mescola espressionismo e
surrealismo, diffusasi prevalentemente nel nord Europa:
Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam. ARTISTI: Karel Appel,
Alechinsky, Corbeille, Asger Jorn. |
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Dada,
(1916) Zurigo/Berlino; arte nichilista, nella
fattispecie che aborra i movimenti tradizionalisti. ARTISTI:
Tzara, Arp, Hans Richter etc. |
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Dripping,
è essenzialmente un modo di dipingere per gocciolamento,
utilizzato per la prima volta da Max Ernst, poi da Pollock
(1946). |
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Happening (accadimento), tipo d’arte
basata sulle azioni estemporanee, di tipo gestuale od intervento
sulle cose, spesso associate ad azioni di tipo teatrale o
mimica, nonché musicali. ARTISTI: Pistoletto, Kaprov, Pajk. |
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Intermedia,
espressione artistica che indica la cooperazione di diversi
linguaggi artistici (teatro, musica, pittura, etc.). |
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Mac,
(1948),
Milano, sigla del “Movimento per l’arte concreta”;
sinonimo di potenziamento della pittura e della scultura
astratte, scevro di imitazioni e di riferimenti al mondo
esterno, quindi in disaccordo con il postcubismo, surrealismo,
neorealismo del dopoguerra. ARTISTI: Gillo Dorfles, Atanasio
Soldati, Gianni Monnet, Bruno Munari. Il gruppo si sciolse nel
1958. |
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STORIA
DELLE TECNICHE |
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grafica
pubblicitaria |
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La forma di pubblicità che si avvale della carta stampata, viene
chiamata GRAFICA PUBBLICITARIA; quella moderna nasce dall’era
industriale. L’uso della litografia permetterà di riprodurre copie di
disegni in quantità elevata, poi destinati alla progettazione di
messaggi pubblicitari per giornali e manifesti.
Glossario:
Slogan:
piccola frase ad effetto e di facile presa sul pubblico. I primi
manifesti vennero stampati agli inizi del ‘900 a Parigi, dove molti
artisti alla ricerca di nuove forme d’Arte, non disdegneranno tale tipo
di comunicazione. Gradualmente si arriverà ad una sempre maggiore
diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, fino al crearsi delle
agenzie pubblicitarie, dove l’artista diventa operatore specializzato a
svolgere un lavoro di gruppo per i fini pubblicitari. Il cliente,
l’agenzia ed i mezzi di comunicazione di massa sono i cardini della
pubblicità. Il CLIENTE, è colui che ha creato un prodotto o produce un
servizio, ed intende farlo conoscere a chi può comprarlo. L’AGENZIA,
studia il modo in cui comunicarlo al pubblico, quindi crea un messaggio
pubblicitario, consono alla distribuzione del prodotto. Nell’AGENZIA, la
figura dell’account o contact, tratta con il cliente, appura le sue
esigenze e le trasmette attraverso un documento scritto, detto brief, a
chi si occupa della campagna pubblicitaria. I CREATIVI: guidati dall’art
director, sono coloro che si occupano di ideare il progetto
pubblicitario, quindi messaggio pubblicitario (immagini, parole,
musica), con schizzi veloci, detti grezzi o rough; se trattasi di
sceneggiature di film, story board. L’UFFICIO MEZZI: si occupa della
distribuzione della campagna pubblicitaria, considerando il prodotto ed
il suo target (destinatario; giornali, radio, televisione etc.).
Effettua il buying, cioè acquista lo spazio in cui inserire
il messaggio. Evoluzione
formale dei caratteri |
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fotografia |
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ETIMOLOGIA: la parola
FOTOGRAFIA deriva dal greco: fos, fotòs/luce, e grafèin/scrivere,
quindi scrittura della luce; proprio perché è la luce a formare le
immagini quando agisce sulla pellicola fotografica (termine tecnico:
impressionare la pellicola). Joseph N. Niepce, nel 1822, riuscì ad
ottenere la prima immagine fotografica; prima di lui, commissionare un
ritratto, significava rivolgersi ad un pittore specializzato (il
privilegio di pochi adepti); il costo della fotografia era di gran lunga
inferiore rispetto a quello di un ritratto pittorico. All’inizio, gli
artisti, considerarono la fotografia sinonimo di danno per il proprio
lavoro. Il diffondersi di questa nuova tecnica fu inarrestabile.
L’illustrazione italiana, pubblicherà nel 1855 la prima immagine
fotoincisa (lastra metallica trattata con acidi, sulla quale è stata
incisa una immagine fotografica in bianco e nero). La ditta dei fratelli Alinari, a Firenze, è stata la prima industria a produrre immagini, a
creare un archivio fotografico relativo a paesaggi, monumenti, opere
d’arte, e quindi a disposizione delle varie pubblicazioni; si arriverà
alla cartolina ed alla sempre più crescente richiesta e diffusione, fino
alle prime immagini pubblicitarie. Lo scoppiare delle guerre Mondiali, e
la cronaca legata alle varie vicissitudini, porterà all’affermarsi di
una nuova professione, il fotoreporter, ed all’ulteriore perfezionamento
dello strumento fotografico; fino al 1920/1930, periodo in cui gli
americani inventarono una celeberrima macchinetta fotografica, dotata di
pellicola a rullo in supporto celluloide, che sostituì la lastra di
vetro; la praticità, semplicità esecutiva della nuova invenzione, portò
la fotografia a disposizione di tutti, anche dei non professionisti. Le
macchine fotografiche diventeranno sempre più maneggevoli, fino alla
fotografia istantanea, e la possibilità di riprodurre immagini a colori
attraverso l’innovativa tecnica del rotocalco. Innumerevoli sono le
finalità, e le tematiche catturate attraverso l’obiettivo, siano esse di
natura fotorealistica che fantastica. |
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