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"NORA DAREN - il Corpo, il suo Supplizio" di Maria Rosaria Cofano - edizioni Bastogi

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  NORA DAREN - il Corpo, il suo Supplizio

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...Tutto ha inizio da un dubbio: si può vivere senza la consapevolezza di quello che siamo realmente? Nora, è una creatura quasi incolore per scelta, come la copertina volutamente sfocata del libro, la sua esistenza irrisolta; quella ricerca di verità che solo la lettura di un diario misterioso potrà rivelare... ma ahimè, travolgendola in una spirale di eventi inspiegabili, capaci di ridare vigore alle radici secche ed allo stesso tempo tranciarle come il più amorevole dei supplizi... Un viaggio visionario dentro le emozioni: quelle che ci salvano l'anima, quelle che ci aiutano a cadere irreparabilmente. Il mistero di un libro e le sue verità nascoste. La fragilità di una creatura insignificante per scelta... Nora, il suo supplizio, nel suo corpo, nel suo limite... e l'amore si mischia al sangue... e la ragione si perde nel non senso...
     

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  Perché leggere NORA DAREN? Perché è tutto quello che rimane di un rimpianto; perché è la disgregazione di un viaggio esistenziale che non ha la presunzione di imporre la "regola"... e così, lascia agli eventi libero arbitrio, anche se permane una latente speculazione di quello che è un mistero della memoria, che solo il lettore potrà districare attraverso la propria coscienza. Feticismo, simbolismo, ossessione...  

Alcuni brani del romanzo. Buona lettura

Prima Parte. 1. La Chiave (pag. 5). Nora fissava il libro, la sua magnificenza, quando la bramosia sembrava non volersi placare. Il libro entrava nella sua vita per stravolgere l'ordine degli eventi, che poi l'avrebbero travolta ed abissata. Aveva smesso di essere solo Nora dopo aver ritirato l'involto che lo conteneva. Sprovvista di mittente, la cartolina postale che lo accompagnava era stata oggetto di numerose supposizioni, poi dimenticate lungo il percorso della lettura, che lentamente l'aveva condotta ad altri 'perché?'. Sul pacco solo il nome del destinatario: Nora Daren, via Règias, 30, Roma - Italia. Tornando a casa, stranamente la curiosità aveva fatto posto ad una volontà differente, un senso di accettazione, condiscendenza. Percorse le scale frettolosamente, e quando entrò in quello che era il suo piccolo studio d'artista, all'ultimo piano di una palazzina fatiscente, adagiò la scatola sulla scrivania, ne scartò il contenuto e da subito avvertì un forte odore di trementina; pensò d'aver capovolto, inavvertitamente, una boccetta dell'essenza. Non fu così! L'odore proveniva dal pacco, dentro c'era il libro. Scrive: 'Che ci fai in questa lurida topaia? perché io?' ...

 

... Completamente nuda, fissavo l'acqua di una logora vasca da bagno, e sentivo d'essere al sicuro come un feto nell'amnio. Chiusi gli occhi, e nella mente un richiamo misterioso, paragonabile al sogno, determinò una scena surreale: le pagine del libro si staccavano ordinatamente da esso, disponendosi a ventaglio lungo una tela scaccata; dopo essersi mescolate come carte da gioco, si lasciavano cadere scoprendo la parte retrostante, dove c'erano elementi di corpi, volti, situazioni frammentarie di una realtà che non avvertivo del tutto estranea... Poi, il tutto si dimenava in un turbine di colori accecanti, che avvolgeva ed inglobava quella rappresentazione fino a disintegrarla. Non erano i miei ricordi, non riconoscevo in essi la mia vita vissuta fino a quel momento. Forse, era la visione della vita del Pittore Sconosciuto? Tasselli che avrei dovuto ricomporre?...

 

Prima Parte. 3. Il Sogno. (pag. 9). ... (Quello che ricordo). Un urlo di dolore oltre la finestra. Una serie di persone attorno a delle macchine: un incidente mortale; ma nulla sembrava interessarmi più del libro. Era come se guardare oltre la lettura mi desse solo indifferenza. Voltai le spalle alla finestra, quando, dall'enorme specchio alla parete, una voce asessuata sospirava il mio nome: 'Nora Daren... Nora Daren... vieni...vieni...', e quello che vidi mi gelò il sangue: terribile creatura, dal viso cadaverico, con occhi inespressivi, lividi e spettrali; e sulla cui bocca si apriva e si chiudeva l'immonda smorfia di dolore sinistro. E di quel sibilo leggero, poi sempre più acuto, una parola scandita: 'Accadrà...'. Di fronte a quello che ritenevo essere un presagio di morte, indietreggiai inciampando, e l'attenzione si spostò dall'orrenda immagine speculare alla possibilità che la mancanza d'equilibrio potesse farmi cadere. Ancora la guardai, ma questa volta l'immagine riflessa era solo la mia. Pensai che quella visione allucinatoria fosse scaturita da un indebolimento psico-fisico, che scoordinava le azioni e la capacità di comprenderne le reazioni; toccai il libro - straordinaria presenza tangibile - temevo potesse esserne parte integrante...

 

Prima Parte. 11. Il Grande Salto (pag. 37). ... Sempre più le voci girano nella mente! Non mi danno pace! Tutto quello che ho creato non voglio diventi la loro contraddizione. Vogliono dominare i pensieri annientando la volontà, distrarmi dall'obiettivo, indurmi a credere di essere vittima del degrado in cui verto: è la pazzia il male oscuro che vorrebbero estirparmi dalle viscere. Non possono immaginare quanto la mia sia una passione radicata! Non rinuncerò a quello in cui credo! Tutto brucerà! Per voi il niente! Solo il silenzio dell'anonimato renderà merito alle mie azioni. Niente parlerà alla memoria temporale di chi mi ha conosciuto. Dimenticheranno lo sconcerto, sarò solo un evento silenzioso, passato... Non la voglio l'immortalità nella vostra memoria! Dimenticatemi se mi avete amato, odiato, invidiato, degradato. Volevo essere il niente in questa vita, passare inosservato, trasparente... ma voi mi vedete! Questo corpo, il corpo che potete osservare e scrutare è il mio male...

 

Seconda Parte. 1. Dentro l'Emozione (pag. 60). ... Andrea le era piaciuto fin dal primo momento, le ricordava Giacomo: la stessa altezza imponente, lo sguardo luminoso degli occhi azzurri, l'incarnato scuro e la magrezza provata da una vita difficile; il viso segnato, nonostante la giovane età, gli conferiva un'aria matura e rassicurante, ma il nero intenso dei capelli ricci e lunghi, svelava la sua vera natura, contorta e cupa. Quando Andrea entrò nella sua modesta dimora, notò subito le tele che, insieme alla limitata mobilia, rappresentavano i pochi elementi d'arredo. Le osservò attentamente e poi la guardò, intuendo che in quel momento lei stesse facendo lo stesso sulla sua figura. Si osservavano, si studiavano per capire qualcosa di più dell'altro, anche se sceglievano due diversi punti di vista. Disse: "Ciò che si vede stordisce, e ciò che non si vede distrugge, ma continui a cercare, anche se non ti danno retta, anche se non ti vedono. Persa e sola per sempre tra la folla, in trappola. Hai relegato te stessa a rimanere immobile in mezzo al nulla. Qualcosa, qualcuno, ma chi? Chi può tirarti fuori dal nulla? Forse cerchi nel luogo sbagliato". Nora si sentì mancare la terra sotto i piedi. Quell'estraneo dotato di una sensibilità fuori dal comune, le aveva letto dentro... un'emozione...

 

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Le vostre Recensioni

 

Recensione: di Enrico Pietrangeli. Romanzo appartenente al filone dark-esoterico, colto e coinvolgente, capace di suscitare adeguate sensazioni al genere sebbene non privo di ridondanti pieghe. Sintesi dell’altro libro, quello che narra e contiene, del colore alchemico sprigionante la “Vera Forma”. Forma che sradica il dubbio come pure la stessa esistenza. Un libro che, misteriosamente, viaggia per essere recapitato a Nora Daren, la protagonista, per poi, attraverso un ancor più indecifrabile traghettatore, evitare puntualmente scaffali e catalogazioni attanagliando nuove vite per rendere altrettante fulminanti cognizioni. Libro, dunque, ermetico e persino sinistro, nondimeno mistico ed intriso del sangue del martirio, del vivere versato nella coppa dell’oblio, quella del pittore Vincent Daren, dove “la realtà plasma, devia, cambia” la ricerca della “Vera Arte”. L’“idioma cromatico” che ritorna al caos, alla sua origine. Lui è un artista divenuto cieco che non indugia ad evocare Baudelaire esortando ad “ubriacare l’anima” per tornare alla “Vera Forma”, ma resta ossessionato dai ricordi, imbrigliato in una lotta col sentimentalismo per affermare un’ostinata volontà di annichilimento del reale. Anacoreta nell’isolamento del sé dal mondo, sembrerebbe vivere i suoi ultimi giorni sotto una sperduta montagna francese per lasciare definitivamente il corpo, il suo supplizio, chiave di una trascendenza maniacale, turbata, possibile frutto di remoti traumi infantili. Emerge una follia rivelatrice, qualche retrogusto alla Polanski, ma anche accertate radici nella tradizione del noir ottocentesco con tanto di risvolti filosofici. Libro paradossalmente provvidenziale e nondimeno esiziale. Forma diaristica che ingloba un giallo a tema. Qui la morte è altresì taumaturgica per quanto contenuto nelle pagine, una forza personificata nell’inquietante ed altrettanto imponderabile presenza dell’ “uomo normale” e la sua “margherita” che si perpetua ovunque. Libro che compare e sparisce per poi di nuovo divenire altrove, estremo consolatore, possibile forma di ricongiungimento alla coscienza primordiale nel delirio, chiusura del cerchio, consapevolezza di salvifiche emozioni. Monade che oltrepassa “il corpo” nell’atto estremo celebrato nel suicidio, “Vertigine del Grande Salto”. Se “la realtà rende immortali le azioni scandite in un tempo che è già storia”, “l’Attimo di Eterno è in noi, ma non riusciamo ad afferrarlo”. “Lo stridor di denti”, citazione di una parabola del Vangelo secondo Matteo, conduce Nora da Padre Adolfo, delimita l’inferno relegandolo alla paura dei sentimenti. Ma sarà soltanto dopo la morte della ragazza che il sacerdote verrà, a sua volta, travolto da quelle inafferrabili pagine mai tradotte dal francese. Qui si susseguono, nella trama, i pochi tratti di un ordinario poliziesco, col libro sottratto da un presunto impostore e un’indagine con risvolti palesemente grotteschi. Con Padre Adolfo resta il dubbio, o piuttosto lo si elude attraverso la fede, ciononostante si percepisce tutta l’energia che lo scaraventa ad una condizione pre-esistente, nel libro che risucchia. Una monade che rifugge il ruolo demiurgico del mondo, mummifica ogni dinamica di ciclicità immanente introitando l’immaginifico in luogo del reale, e, nell’annullamento, ritrova l’entità assoluta constatata e contrastata, azzerando, di fatto, il varco iniziatico aperto con la creazione. Notevole è la caratterizzazione psicologica dei personaggi che, soprattutto nella seconda parte, è posta in risalto attraverso la figura di Verena, la cinica sopravvissuta che diverrà sigillo dell’intera vicenda aprendo prospettive per ulteriori scenari, tutti ancora da scrivere e dove, soprattutto, nel culmine delle cose tutto è ancora possibile.  letture Maggio 2008   Recensione: di Enrico Pietrangeli   www.controluce.it   www.controluce.it

Letteratura ItalianaRecensione di Lia Bronzi, tratta dal testo "LETTERATURA ITALIANA Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi" ... La necessità di un accordo universale dei dati empirici diviene una esigenza etico-soggettiva, se ci riferiamo, in modo particolare all’azione umana, che si riconosce nell’Io legislatore di Kant e secondo un movimento di ritorno che è partenza, in quanto l’io va al tu, per tornare circolarmente all’io, alla ricerca della “Vera Forma”. In ciascun uomo c’è una parte divina ed il nesso che intercorre tra l’Essere Supremo e l’uomo è lo stesso che intercorre tra materia e forma, tra atto e potenza. Il romanzo di Maria Rosaria Cofano, dal titolo "Nora Daren - Il Corpo, il suo Supplizio", sembra ispirarsi a questa teoria di fondo, nella credenza che il mezzo che ci renda veramente consapevoli di quello che realmente siamo, sono le nostre emozioni e, come dice l’autrice nel retro copertina: “…dove cercare la verità, se non dentro le emozioni! Quelle che ci salvano l’anima… e quelle che ci aiutano a cadere irreparabilmente…”. Troverà un profilo biografico-letterario dell'autrice Maria Rosaria Cofano  e del libro "NORA DAREN - il Corpo, ll suo Supplizio",  nel Volume II della "LETTERATURA ITALIANA Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi" (pag.124). Volume di critica letteraria a cura e con studio critico e profili di Lia Bronzi / edizioni Bastogi.  www.bastogi.it

 

Recensione di Pierpaolo Serarcangeli ... Vorrei sottolineare l'originalità della storia e l'estrema raffinatezza dello stile. Il libro è pieno di sottili metafore, di inquietanti risvolti, di aspetti psicologici. Il Diario del pittore sconosciuto non è soltanto il "testamento" intellettuale di un artista tormentato, non è soltanto il resoconto sulla Vita e sull'Arte, sulla solitudine e sulla Vocazione; è un vero e proprio trattato sugli aspetti della vita e della morte, della Vocazione pura e soprattutto del Tempo che scorre e che divora le nostre esistenze. Ecco, nel suo libro c'è appunto, ovunque, direi, una sorta di "sentimento del tempo". Il libro-diario, sopravvissuto al tempo ed alla vita stessa è l'elemento che unisce Vincent e Nora, ma allo stesso tempo, paradossalmente, li allontana. Nora Daren proverà disagio e malessere nel leggere le pagine. Non c'è e non ci può essere punto di contatto. La Vita e la Morte hanno tessuto le loro trame in modo inesorabile. Così come inesorabile ed inaspettata è la morte di Giacomo, il padre adottivo di Nora; ma tanti altri elementi di inquietudine e di mistero ci sono, tra queste stupende pagine: la comparsa/scomparsa del traduttore francese che ha lo stesso nome del padre adottivo di Nora; la scomparsa del Diario stesso; i dubbi e lo stupore di Padre Adolfo; il "delirio" di Verena... Nel libro c'è anche il Mistero, inteso come elemento trascendente, come agente catalizzatore tra la felicità e l'infelicità, tra la genialità e la fragilità di noi umani, tra la religione ed il Nulla. Anche qui si va spesso per poli opposti. Nella vera sofferenza l'uomo trova Dio. L'elemento religioso è latente in entrambi i fratelli ed entrambi, chi in un modo, chi in un altro, vengono messi a duramente alla prova. La presunta cecità di Vincent è anche una metafora, una spia che sta a significare appunto che il corpo e quindi l'Essere non è mai perfetto, e che ad ognuno spetti un certo supplizio, che la perfezione non è di questo mondo, anche se, forse ingenuamente cerchiamo sempre ed invano di raggiungerla, anche attraverso l'Arte. Mi premeva arrivare alla "chiave di lettura" di questo libro. Libro complesso, ben articolato e curato nei minimi dettagli... e il Diario continuerà il suo viaggio nel tempo, di mano in mano, verso altri percorsi, altri binari, altre stazioni della vita.

 

Recensione di Editrice Nuovi Autori  ... Ciò che innanzitutto mi è saltato all'occhio, per così dire, leggendo il libro sono stati la "forma" e lo "stile". La "forma", cioè la Sua capacità di considerare, di sentire e di presentare la materia sperimentata in modo che essa prontamente ed efficacemente diventi un materiale per la costruzione di una adeguata esperienza per coloro che sono meno dotati del creatore originale. Lo "stile",  cioè l'insieme delle caratteristiche individuali che si riscontrano con continuità nell'uso del sistema linguistico. Notevole, poi, il "ritmo narrativo", che varia, in un susseguirsi di velocità diverse e correlate al passo delle azioni descritte. Così, il lavoro coglie il movimento, il flusso della vita, la labilità del piacere, della tristezza, del dolore e ferma gli istanti per restituire emozioni. Infine, il libro si propone con una duplice lettura. Al lettore per così dire "ingenuo" esso scorre davanti scenicamente, mostrando l'aspetto ed i discorsi dei personaggi in una serie di occasioni prescelte. Il lettore più attento, invece, noterà subito che l'enfasi del libro ricada sui cambiamenti della mente, del carattere dei protagonisti; nell'animo dei quali risiede la parte più espressiva, più illuminata della storia. Le linee generali del libro sono impressioni dipinte, non azioni; i fatti esteriori della storia sono il trattamento di superficie, che ha il compito di produrre l'effetto finale...

Il punto di vista dei lettori

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Cara Rosaria, ho finito di leggere il tuo libro, e non vedo l'ora di leggere il nuovo che so già quasi pronto. Sei una scrittrice complessa, attenta, sensibile, con un pizzico di cinismo che a volte lascia un'amara sensazione di quello che non si ha il coraggio di dire, spiegare a parole se non si ha un dono come il tuo, che proprio ti rende capace di descrivere così minuziosamente la vita, gli stati d'animo tra ciò che si vede e ciò che non si vede, quello che si sente ma che non osiamo dire, insomma ti ho scritto per dirti che finalmente ho letto un libro che merita di essere letto e di questo voglio ringraziarti. Complimenti per il tuo grande dono. Alberto

 

Questo romanzo mi ha "catturata", sin dalle prime pagine, surreali, in cui la protagonista è alla mercè del Libro , che più avanti scopriremo essere stato scritto dal fratello. Poi la vicenda si dipana, conducendo il lettore a sbirciare, come dal buco della serratura, nell'esistenza dei personaggi, delineandone alcuni aspetti. Ho trovato bellissimo il personaggio di Nora: tenera, indifesa e irrequieta. Solo chi sa guardare intensamente dentro di sé può dare origine a una creatura come Nora,  che ha toccato il fondo della sofferenza. Nel romanzo l'Arte, la Vita e la Morte camminano tenendosi per mano, consapevoli del loro legame inevitabile e indissolubile; tuttavia la Morte non spaventa, è una silenziosa e discreta compagna di viaggio. C'è molta filosofia, in questo libro. Richiede calma e tempo, per essere capito e apprezzato. I miei complimenti a Maria Rosaria Cofano. Leggerò con grande piacere la sua prossima uscita letteraria. Myta

 

Cara Rosaria, ho letto il tuo libro due volte di seguito. Mi capita a volte di farlo quando un libro mi affascina, voler ricominciare subito. …E poi è un libro che merita una lettura attenta e approfondita, non distratta. Sono rimasta conquistata dai personaggi e dai loro tormenti. Tutti. Più che come un film, l’ho vissuto come un viaggio all’interno dell’anima dei personaggi. Ho fatto il viaggio del Libro. Che poi è lui per me il vero protagonista. Il Libro che ci fa conoscere la nostra Vera Forma. Molto bello. Sorprendente. Inquietante. …E che fa riflettere. Cito solo alcune delle frasi che mi hanno più colpito. “ …perché gli uomini sono solo un abbozzo imperfetto della Natura, ripetuto, modificato, un esperimento, un intralcio, un concentrato di forze opposte in uno spazio limitato, un prototipo difettoso d’amore e malvagità, che solo nella Natura trova la giusta distribuzione.”. E’ un pensiero che condivido.  …Con Nora.

…Con Vincent “Non la voglio l’immortalità generata da chi osserva, analizza, annienta!”

…Con la voce narrante “ Ogni testa ha la sua croce, il Corpo e il suo Supplizio…quello che sappiamo di essere, un corpo, e quello che siamo realmente, un’ombra.” E ancora “…per quanto si possa scappare o dimenticare, non andremo mai abbastanza lontano da noi stessi.”

Rosaria non ho mai avuto la possibilità di parlare con l’autore di un libro prima d’ora. Per me è strano. In genere instauro un rapporto tra me e il libro. Personale, mio. Non ho mai contemplato la possibilità di parlare con l’autore realmente. Perciò ora mi trovo in difficoltà. Non ho domande da farti o meglio ne avrei molte, ma preferisco non portele, mi sento frenata da una sorta di pudore, nei tuoi confronti e nei miei, dettata sia dalla profondità del libro che dalla sua complessità. Quello che ho capito, ho capito. I dubbi che mi restano, le cose che non ho capito, non me la sento di chiederle a te, sarà la vita che mi aiuterà. Rosaria ora il tuo libro è “mio”. Ti dico solo che attendo con ansia il tuo prossimo libro. E soprattutto di dico grazie. E’ stato un bel viaggio.

Ti abbraccio, Silvia

 

Ho letto il tuo libro Rosaria! Purtroppo non posso farti la recensione, non ne sono capace e non mi avventurerei in una cosa così, ma posso dirti che mi hai stupito! Che eri intelligente e una persona profonda, lo avevo già notato leggendoti nel blog, ma a questi livelli? Confesso che non è stato facile leggere il tuo libro, ho affrontato una lettura molto bella e con frasi profonde che riguardano la vita, l'Arte, la dedizione, la ricerca... Finora ho letto pochi libri in lingua italiana, ma mi incuriosisce mettermi alla prova. Sei una scrittrice straordinaria e nello stesso tempo donna moderna, spiritosa e alla mano. Sono fiera di averti conosciuto e di aver letto il tuo libro. Grazie!

Sanja

 

Cara autrice, ho letto il suo libro: un vero pugno nello stomaco. Mi ha lasciato però col mistero dell'uomo normale, quello che chiama l'insignificante. Ma chi è? E' forse il padre di Nora? Comunque complimenti, scrive molto bene. Non leggevo un libro così ben scritto da molti anni.

Franco

 

Da "La nostra Libreria". Ho da poco letto un romanzo avvincente e vorrei segnalarlo. L'ho scoperto in un portale d'arte www.kebheka.it; il romanzo si intitola "NORA DAREN - il Corpo, il suo Supplizio" edizioni BASTOGI / scrittrice Maria Rosaria Cofano. La sua particolarità è il modo in cui parli dei gemelli, ed essendo un gemello del segno dei gemelli... non potevo che leggere questo libro, che mi ha lasciato senza fiato... www.lanostralibreria.it

 

Questo è un libro che sarebbe piaciuto a Sir Alfred Joseph Hitchcock. Complimenti. E' una trama che meriterebbe l'attenzione di un regista importante. Riccardo F.

 

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Dove troverete NORA DAREN ...

   

www.kebheka.it/lettura   www.watchlocalvideos.com   www.controluce.it   SEGNALANORA DAREN AD UN AMICO   

www.webster.it   www.libreriauniversitaria.it   www.lanostralibreria.it   www.wuz.it   shopping.multiplayer.it  

libri.kelkoo.it   www.webster.it   www.unilibro.it   www.lacaverna.it   digilander.libero.it   www.iwow.it/libri  

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www.specchiomagico.net   viaggidialex.altervista.org/libri-viaggio.html   www.steppa.net   www.bol.it/libri/  

xoomer.alice.it   www.consigliamoci.it   www.specchiomagico.net   www.bastogi.it   www.videomix.cz      

www.kebheka.it   www.trovaprezzi.itwww.iwow.it   digilander.libero.it/Tracciatori

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Progetto: Ideazione e sviluppo - struttura, grafica, contenuti - ad opera di M. Rosaria Cofano (in arte Kebheka; pres.te Ass.ne Culturale KebhekaVG); pertanto, è vietato un qualsiasi utilizzo delle opere, dei testi o parte di essi, se non espressamente autorizzato dall'autore del progetto.

 

  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  18-06-10