Kebheka è un portale d'arte, ma anche una galleria virtuale a disposizione di artisti/autori esordienti e non. Ottime opportunità espositive - anche gratuite - praticità di lettura ed approfondimenti teorico-tecnici ne "il glossario di Kebheka", grazie al contributo, alle segnalazioni dei nostri visitatori.

 home    @

 lettura

 scheda

 la tua arte

 immagine

 studio

 progetto

 vernissage

 glossario

 segnala

 eventi

 libri

 poesie

 gallery

 premi

 tecnica

 teatri

 concorsi

 anatomia

 dizionario

 colori

 fumetto

 riviste

 editoria

 arte&Co.

 scuole

 cinema

 scrittori

 aforismi

 musei

 critici

 città

 artisti

 gallerie

 aste

 fiere

 storia

 caratteri

 mercatini

 gif

 video

kebheka.it

 
 
 
.
 

Dizionario dei Colori pagina  2  |   Segnala una tecnica   |   Segnala un errore  |  pagine> 1 |  2

 

.

azzurro    bianco    bruno    giallo    rosso    verde    violetto    nero/grigio

.

 

Segue:  CLASSIFICAZIONE E PROPRIETÀ >

 

.

 azzurro

 

L'azzurro è uno dei colori più importanti. È una tinta fredda; per contrasto ravviva i colori a cui è accostato. Mescolato al giallo dà il verde; mescolato al rosso, il viola; è il colore complementare dell'arancio. I colori azzurri - fatta eccezione del Lapislazzuli e l'indaco naturale - sono minerali artificiali. Nella tecnica ad affresco, l'azzurro non può essere usato che a tempera, poiché poco lega con la calce, fatta eccezione per il cobalto, e si consiglia la sua applicazione dopo una base di marrone, che andrà per contrasto a far risaltare la tinta. Il grande Michelangelo usava applicarlo su basi chiare (bianche), pratica riscontrata anche nel primo Rinascimento.

L'azzurro di cobalto (ossido di cobalto). Colore straordinario e solido; importantissimo per la resa di un paesaggio. Può essere mescolato con tutti i colori solidi ed i bianchi, con i quali si otterranno gradazioni estremamente luminose; mentre con i gialli si ottengono verdi abbastanza solidi e belli. Sotto l'azione della luce tende a scurire, è quindi consigliato mescolarlo con un po' di blu di Prussia. Se invece lo si vorrà correggere, bisognerà mescolarlo con un po' di terra verde> vale anche per l'oltremare. Per la pittura ad affresco si consiglia il cobalto rispetto all'oltremare artificiale, poiché più solido.

Azzurro celeste (stannato di cobalto); azzurro ceruleo (zincato di cobalto).

L'azzurro oltremare (allumina carbonato di soda e zolfo). Lo troveremo in commercio del tipo oltremare chiaro, medio e scuro. Può essere naturale ed artificiale. Il tipo naturale si ricava dal lapislazzuli (pietra preziosa); quello artificiale può sostituirlo tranquillamente, garantendo una buona fissità e costo accessibile. È un colore resistente alla luce e può essere mescolato con gli altri colori fissi, fatta eccezione per quelli che contengono piombo, come il bianco di piombo, il giallo di cromo, il bianco d'argento. Sarà invece sconsigliato nelle tempere a base d'aceto, poiché si altera. Va altresì ricordato che l'aceto è utile per evitare che la colla, contenuta nel colore, si coaguli con il freddo. Per quanto riguarda l'affresco, sarà utile evitare l'azzurro oltremare artificiale, perché tende a sbiadirsi ed a sparire del tutto. Si consiglia sostituirlo con il blu cobalto, lo smaltino o il lapislazzuli.

L'azzurro di smalto o smaltino, veniva adoperato fin dall'antichità. Durante il periodo romano c'era l'uso di polverizzato sugli intonaci, e vi aderiva senza l'ausilio della colla, dando al tutto un tono gradevolmente opaco. Per l'affresco, per affidabilità lo si consiglia insieme al blu cobalto ed al lapislazzuli, evitando quindi l'oltremare. Come il lapislazzuli ed il nero, non trattiene l'acqua, quindi per la pittura ad affresco lo si dovrà adoperare mescolato con la colla, dunque> a tempera o all'uovo.

L'azzurro di lapislazzuli o oltremare naturale. Viene ricavato dalla pietra di lapislazzuli, pietra preziosamente azzurra e velata d'oro. Trovasi nel Tibet, in Siberia, in Persia, in Cina ecc.; si presenta di diverse gradazioni, dal celeste al grigio azzurro passando per l'oltremare.  Nella pittura ad affresco lo si consiglia al posto dell'oltremare, proprio perché più affidabile, ma come lo smaltino ed il nero, va adoperato misto a colla, per via del fatto che non trattenga l'acqua.

L'azzurro di Prussia (cianuro di ferro). Come prima cosa va sottolineato il fatto che sia velenoso e che presenti diversi difetti. Bisogna adoperarlo con cautela, poiché tinge facilmente, alterando anche le tinte con cui è stato mescolato, e questo inconveniente si acuirà se lo si mescola con il bianco d'argento e quello di zinco, con le terre naturali ed i gialli di cadmio, con il verde smeraldo ed il rosso di Venezia; quindi si consiglia di mescolarlo con i gialli di cromo, ovviamente per ottenere quei verdi indispensabili per la resa di un paesaggio; mentre per ottenere dei toni scuri, lo si può mescolare alla lacca di garanza scura. Non garantisce abbastanza affidabilità, proprio perché si altera sotto l'effetto della luce, tendenza che potrà essere corretta aggiungendo, quindi mescolandolo con il blu cobalto. Nelle tempere a base di aceto si altera. Consigliato nell'acquerello.

Indaco. È un colore azzurro di origine vegetale, utilizzato fin dall'antichità. La pianta che lo genera è l'Indigofera tinctoria, ed appartiene alle leguminose. La si trova in America centrale, in Cina, in Africa, in India etc. La si estrae dalla pianta attraverso un processo di macerazione delle foglie (secche) o della pianta stessa. Viene adoperato soprattutto nell'acquerello, poiché se mescolato con olio, perde notevolmente. Non è un colore molto fisso. È quindi sconsigliato nella pittura ad olio.

.

 

.

bianco

 

Il bianco è  per antonomasia la mancanza di ogni colore e mentre gli altri colori tendono a sbiadire, il bianco puro o mischiato ad un po' di giallo mantiene intatte le sue proprietà. Rientra tra le tinte chiare o le mezze tinte, ma se unito ad altri colori tenderà ad indebolire la loro vivacità. Per contrasto, invece, può essere utile a rinforzare la tinta a cui viene accostato. Il Tiziano, come anche il Rubens, non lo amavano particolarmente, nella fattispecie riferito anche alla resa delle ombre (come anche isolassero quei pennelli venuti a contatto con il bianco); mentre, per Ingres, il suo uso era basilare proprio per la resa delle ombre; ma l'artista fu essenzialmente un grande disegnatore e pittore, non un superlativo colorista. Il bianco, come appena descritto, tende a snervare i colori a cui viene mescolato, ma come base al dipinto li renderà estremamente luminosi, come insegna il grande Leonardo. La pratica appena descritta, la si può riscontrare già al tempo dei Greci, quindi come base atta a ricevere il rosso ed il nero. Per la pittura ad affresco, i Bizantini si avvalevano di calce spenta, poi seccata al sole, cotta e quindi macinata> ovvero bianco di S. Giovanni; se non erano provvisti di calce spenta, usavano dei calcinacci, che pulivano, pestavano e macinavano fino a quando quello che risultava fosse un pasta malleabile. Come anche in antichità si utilizzasse il bianco tratto dal marmo polverizzato o da guscio d'uovo pestato a lungo fino a renderlo fine, e lo stesso per i gusci di ostrica.

Bianco d'Argento (carbonato di piombo). Detto anche bianco di piombo, di Krems, biacca o cerussa. È molto velenoso, quindi si consiglia di non inalarlo o manipolarlo direttamente. In passato, molti artisti creavano il loro bianco mescolando - nelle stesse parti - il bianco d'argento con della creta. Rispetto al bianco di zinco è più resistente, ed essicca più velocemente. Se mescolato ad un olio seccativo (olio di lino), quando sarà asciugato risulterà estremamente resistente, quindi più solido rispetto agli altri bianchi, come dimostrano i quadri dei grandi maestri del passato, dove lo troviamo protetto dagli agenti atmosferici, e quindi non annerito. Essendo a base di piombo, oscurerà i colori in cui troviamo presenti i solfuri> come il vermiglione, e quelli a base di cadmio, per i quali si consiglia di adoperare il bianco di zinco. Alcuni difetti del bianco d'argento, posso essere corretti aggiungendogli del bianco di zinco> 1^ parte di bianco di zinco, 3 di bianco d'argento. Per l'abbozzo si consiglia di iniziare col bianco d'argento e continuare con il bianco di zinco; mentre si otterrà una buona imprimitura inserendo nel bianco d'argento un po' di olio di lino. Per quanto concerne la pittura ad affresco, si consigli di non avvalersi del bianco d'argento, poiché annerisce, rendendo la pittura irriconoscibile, come dimostrano le opere del Cimabue (>gli affreschi eseguiti nella Chiesa superiore di S. Francesco, anneritisi a causa dell'uso del bianco d'argento da parte del maestro); •si consiglia a tal fine - per la pittura ad affresco - il bianco di S. Giovanni. Nella pittura a tempera con base a colla ed eseguita sul muro, non lo si sconsiglia, come anche il bianco di zinco; •quindi si consiglia il bianco di Spagna, anche detto di Meudon, Biancone, di Champagne. Sulla tela, come anche sulla carta, non si consiglia il bianco Meudon; •mentre sono consigliati il bianco d'argento ed il bianco di zinco. Per la pittura ad Encausto si consiglia il bianco d'argento o biacca, renderà la pittura più luminosa e solida. Un altro consiglio, utile per rendere l'olio di lino più seccativo, è quello di aggiungervi un po' di bianco d'argento, e quindi esporlo al sole.

Bianco di S. Giovanni. È il bianco consigliato per eseguire un affresco. Occorrerà macinarlo abbastanza a lungo, fino a vederlo divenire di un bianco intenso.

Bianco di Champagne (carbonato di calcio). Come il bianco di Spagna, il Biancone ecc. è una creta bianca (carbonato di calcio), ottenuta da conchiglie, poi macinate ed essiccate, la cui polvere è consigliata per la pittura a tempera di colla; a tal fine non si consigliano il bianco d'argento ed il bianco di zinco; •il bianco d'argento - sciolto nella colla - è utile per preparare l'intonaco atto a ricevere la pittura a tempera sul muro.

Bianco di Meudon (carbonato di calcio) anche detto bianco di Spagna, bianco di Champagne ecc. Viene utilizzato soprattutto per preparare l'intonaco, quindi per la pittura a tempera eseguita sul muro.

Bianco di Spagna (carbonato di calcio), anche chiamato di Champagne o Meudon etc. Nella preparazione di una tela atta a ricevere la pittura a tempera, non lo si consiglia, poiché soggetto a rammollirsi, soprattutto se in precedenza mischiato a colla; sconsigliato, e per gli stessi motivi, anche il gesso di Bologna; •si consiglia il caolino (un gesso molto sottile).

Bianco di zinco (ossido di zinco). Non cambia i colori in senso negativo, ma non è molto coprente ed essicca lentamente. Se esposto all'aria, è meno resistente del bianco d'argento. Particolarmente indicato per rendere un cielo, un fiore, una nevicata ecc., per via della freschezza dei toni chiari che si possono ottenere. Sarà opportuno mescolare il vermiglione ed i gialli di cadmio sempre con questo bianco. Un consiglio per renderlo più coprente è quello di iniziare l'abbozzo con il bianco d'argento per poi proseguire con quello di zinco. Utile sarà, per agevolare l'essiccazione, aggiungervi dell'olio seccativo.

Bianco solfogeno, poco utilizzato. È un bianco molto chiaro e poco seccativo; una volta asciugato non è molto luminoso.

Bianco di titanio (ossido di titanio). Asciuga molto lentamente; è pastoso e può essere utilizzato in sostituzione della biacca.

Bianco di barite (solfato di bario). Può essere considerato in sostituzione del bianco d'argento. Non è velenoso ed è insolubile.

Bianco di Firenze (carbonato di calcio), anche chiamato gesso di Firenze; utilizzato per preparare la base atta ricevere la pittura a tempera eseguita sul muro.

Bianco di china. Ha caratteristiche di ossido di zinco più dense. Viene usato nella pittura ad acquerello.

Bianco misto. Si ottiene quando si mescola il bianco di zinco con il bianco d'argento.

.
 

bruno

 

Il colore Bruno può essere di tipo minerale ed artificiale; mentre il bruno di seppia è per l'appunto di origine animale.

Bruno di seppia.  Tra i Bruni è l'unico che provenga dal regno animale. La sua gradazione è bruno-nerastra, ma con sfumature dorate. Viene prodotto da un cefalo, il quale, per mimetizzarsi nell'acqua propaga un liquido colorato, una sorta di inchiostro appiccicoso, che poi viene estratto dagli intestini dell'animale quando è stato appena pescato; quindi lo si fa seccare al sole. Verrà poi trattato con il carbonato di potassio, filtrato per dividere la parte insolubile, quindi sottoposto a decantazione. È soprattutto consigliato per la pittura all'acquerello, non a quella ad olio, perché non resiste alla luce e le sue proprietà vengono meno quando viene mescolato con l'olio.

Bruno di Van Dyck (solfato di ferro calcinato). È un colore solido e lo si ottiene da un insieme di terre. Si potranno ottenere, prima di tutto un bel nero caldo, poi, se mescolato con il bianco d'argento, alcuni toni grigi anche luminosi.

Bruno di Marte (ossido di ferro). È un colore molto solido, tra i bruni migliori, ed è consigliato per la pittura ad olio.

Bruno trasparente (ossido di ferro calcinato).

Bruno di Bitume, chiamato anche Asfalto o Mummia. È un fossile che si estrae da una pietra calcarea che può essere facilmente fusa.

Bruno di Robbia. È un colore di origine vegetale, e viene estratto dalla radice della Robbia.

Bruno Aloe. È un colore di origine vegetale, e si ottiene dal succo estratto da un legno indiano, per l'appunto l'Aloe.

Bruno Vibert. Come quello di Marte, è tra i bruni migliori ed è consigliato per la pittura ad olio.

Bruno Bistro. Viene ottenuto mescolando fuliggine, acqua, gomma arabica.
 

Rientrano tra i colori bruni anche le seguenti Terre:

Terra di Siena naturale. Rientra tra i colori Bruni, per via della gradazione che si ottiene se la mescoliamo con dell'olio, e cioè una tinta che ricorda il legno di noce. I migliori giacimenti si trovano appunto nel senese. È un colore abbastanza solido.

Terra di Siena bruciata. È un colore solido, ma altererà quelle tinte ottenute mescolandola con le varie gradazioni di giallo di cadmio ed il blu di Prussia. La Terra di Siena bruciata è la Terra di Siena naturale per l'appunto bruciata. Oltre a rientrare tra i colori Bruni, rientra anche tra i Rossi per via della sua colorazione rossastra.

Terra di Cassel (lignite terrosa). È di colore bruno piuttosto scuro e caldo; abbastanza stabile.  Se messa allo stato puro è ancora più resistente, mentre se verrà mescolata ai bianchi, tenderà a scurire; quindi la si consiglia per i toni scuri.

Terra d'ombra naturale (silico colorato del ferro e del manganese). È di tonalità bruna tendente al verde; risente della luce, soprattutto se la si mescola coi bianchi. I giacimenti si trovano anche in Italia, come in Sardegna, Sicilia, ecc.

Terra d'ombra bruciata. Si ottiene attraverso calcinazione della Terra d'ombra naturale, rispetto a cui è più solida e con tonalità più calda.

.
 

giallo

 

Il Giallo è un colore principale. Viene subito dopo il bianco, in quello che è l'ordine cromatico. Serve per rendere gli effetti di luce, nonché ottenere tinte calde se lo uniamo al rosso, il cui colore intermedio è l'arancione. Si dividono in tre categorie:

Gialli Minerali, ovvero le Ocre.

Ocre gialle. Terre argillose, contenenti ossido di ferro e proprio a seconda dell'ossido di ferro che contengono, possono essere di un colore giallo o brunastro più o meno caldo. Venivano utilizzate fin dall'antichità. Possono essere mescolate con i bianchi ed altri colori che contengono ferro, e danno garanzia di stabilità. Per verificare le Terre e le stesse Ocre, basterà aggiungere una piccola quantità del colore in polvere in po' di alcol; se si scioglieranno tingendolo, allora avremo a che fare con un colore trattato; se invece l'alcol rimarrà intatto, allora la nostra Ocra o Terra, sarà veramente naturale. Ve ne sono in commercio svariate ed anche con nomi differenti, che derivano dalla loro preparazione o nella fattispecie provenienza.

Gialli Minerali artificiali, Gialli di cadmio.

Gialli di cadmio (solfuro di cadmio). Sono colori molto solidi; vanno mescolati solo con il bianco di zinco, poiché anneriscono  con il bianco d'argento. Danno dei verdi molto brillanti se mescolati agli azzurri; invece con il rosso vermiglione degli arancioni notevoli; se verranno poi mescolati alla lacca, potranno ottenersi gialli molto luminosi, ma che anneriranno progressivamente. Le sue gradazioni sono: giallo di cadmio chiaro, medio, scuro, limone.

Il Giallo di cadmio chiaro altera le tinte quando viene mescolato con la terra d'ombra, la terra di Siena bruciata, il nero avorio, il violetto di cobalto, il blu di Prussia, il rosso indiano.

Il Giallo di cadmio scuro altera le tinte quando viene mescolato con il blu di Prussia e la terra di Siena bruciata.

Il Giallo limone, colore delicatamente luminoso, la cui solidità molto dipende dalle proporzioni della mescola per ottenerlo, poiché è il risultato dell'unione del cadmio di zolfo e di zinco. Essendo un solfuro, come tutti i cadmi, dovrà essere mescolato solo con il bianco di zinco; non va mescolato con il blu di Prussia e gli altri colori contenenti per l'appunto il blu di Prussia. È anche consigliato per mescolare il verde Veronese, non lo altera.

I Gialli di cadmio per ottenere i toni del verde; basterà mescolare il giallo di cadmio con il verde smeraldo a cui si aggiungerà un po' di bianco, per evitare che col passare del tempo il verde smeraldo incupisca il giallo. • Si otterranno in tal modo gradazioni di verde molto resistenti, dunque la necessità di non far mancare sulla nostra tavolozza il giallo di cadmio.

I Gialli di cromo (cromato di piombo). Le sue gradazioni sono: cromo chiaro, medio e scuro. Rispetto ai gialli di cadmio sono meno solidi, poiché tendono a scurire sotto l'azione della luce; come anche se mescolati con il blu di Prussia, e malgrado i verdi luminosi che si otterranno, questi tenderanno a scurire; lo stesso se mescolati col bianco d'argento. • Si consigliano i gialli di cadmio per le proprietà succitate.

Il Gialli di zinco (cromato basico di zinco). Certamente non sono paragonabili ai gialli di cadmio, ne ai gialli di cromo, poiché colorano in maniera assai scarsa. Se mescolati al blu di Parigi, potranno ottenersi i verdi di zinco, che sono di tono freddo. Non è molto consigliato, per via dei numerosi difetti che potrebbero concorrere a rovinare il dipinto.

Il Giallo di Napoli. Viene prodotto in laboratorio, mescolando il carbonato di piombo, l'antimonio ed altri composti. La sua solidità (<resistenza) dipende dal modo in cui sarà stato fabbricato. Viene adoperato per rendere l'incarnato e gli effetti di luce. Può essere mescolato con i bianchi, ma non con quei colori a base di ferro (<es. le ocre, le terre, etc.); come pure non si dovranno utilizzare per la sua mescola, attrezzi in ferro, ché lo renderebbero verdastro. • Si potrà ottenere un giallo di Napoli più resistente, mescolando il giallo di cadmio, l'ocra gialla, il bianco di zinco.

Il Giallo di barite (cromato di barite). È un giallo sbiadito, piuttosto neutro, quindi poco utile alla nostra tavolozza.

Il Giallo di Marte (ossido idrato di ferro ed alluminio). Pur essendo incluso tra i gialli, per via della sua tonalità piuttosto intermedia, ovvero tra la Terra di Siena naturale e quella bruciata, potrebbe rientrare tranquillamente tra i colori bruni. Se sottoposto a calcinazione, si otterrano i seguenti colori di Marte: violetto, bruno, rosso, arancio; trattasi di colori molto solidi, ma soprattutto se mescolati coi bianchi.

Giallo di stronziana (cromato di stronzio). È un giallo dai molti difetti e paragonabili al giallo di cromo. Se preparato accuratamente, può essere consigliato.

Giallo di cobalto anche detto Aureolina (idrato doppio di cobalto e potassio). La sua solidità dipende dal modo in cui sarà stato prodotto. Come tonalità, tende al limone e lo si consiglia per i toni chiari, poiché annerisce quelli scuri. • Si ottengono verdi molto luminosi e forti, se mescolato con il verde smeraldo.

Rosso di Saturno detto anche Minio (ossido di piombo). È un giallo dalla tonalità aranciata, utile  per rendere tramonti a tinte forti. Altera i colori se viene mescolato con la terra di Siena naturale e bruciata, il viola di cobalto, il rosso indiano, il giallo di cadmio; il blu ceruleo, di Prussia e l'oltremare; il bianco di zinco, d'argento e di piombo. Non è molto consigliato.

 

Gialli Vegetali e Sintetici

Giallo indiano (acido euxantinico ed ossido di magnesia). È un colore naturale, originario dell'India, dalla tonalità calda e luminosa. È probabile che sia prodotto dal succo di una pianta ricca di magnesio, o da una secrezione generata dall'intestino dell'elefante od il cammello, quindi fossilizzata. Per le sue proprietà, qualora fosse venduto naturale, sarebbe estremamente costoso; quindi più accessibile se prodotto artificialmente, perdendo, però, molte delle proprietà di resistenza. Viene utilizzato per le velature sui verdi; se mescolato con il blu di Prussia darà dei colori molto forti.

Le Lacche. Sono colori trasparenti, dove la componente colorata viene fissata a sostanze inerti, infatti la trasparenza caratteristica delle lacche, si ottiene proprio da queste sostanze quando vengono investite dalla luce; ed a seconda delle sostanze colorate che vi troviamo all'interno, avremo lacche gialle, rosse etc.

La lacca gialla. È un colore che si ottiene dal catrame e come tutte le altre lacche asciuga molto lentamente. Rispetto alle altre lacche è la più solida.

La gomma gutta. È un colore che si ottiene dal succo seccato al sole, di una pianta chiamata Guttaferra, originaria della Cambogia. Come tonalità tende all'arancione, luminoso e trasparente, ma poco solido, poiché oscurirà sotto l'azione della luce.

Stille di grano. Viene estratto da una pianta chiamata Ramnigina ed originaria della Spagna, la Francia, etc., la quale viene poi mescolata ad altre sostanze come la soda etc. Non resiste sotto l'azione della luce, quindi non è consigliata.

Riepilogo: sono consigliati i gialli di cadmio, le ocre, ed i gialli di Marte.
.
 

rosso

 

Il Rosso è un colore molto importante per la nostra tavolozza, e si presenta di diverse specie, come il vermiglione, il carmino, il rosso di cadmio, le lacche rosse; senza dimenticare le terre rosse o ocre rosse, ovvero il rosso di Venezia, il rosso di Pozzuoli, il rosso indiano, il rosso inglese, il rosso di Marte ecc.

Rosso vermiglione anche detto cinabro (solfuro di mercurio), già presente in natura, in giacimenti che si trovano in Giappone, Cina, Spagna, Italia ecc.. È un colore usato fin dall'antichità; ottimo coprente. Quando viene mescolato con il bianco si ottengono gradazioni di rosa molto calde; come anche con le lacche si possano rendere al meglio dipinti di genere floreale. Se applicato puro sarà ancor più resistente (<a dimostrazione di ciò, la brillantezza inalterata dei dipinti de grandi maestri del passato, che per l'appunto lo applicarono allo  stato puro). • Annerisce se mescolato con colori che contengono piombo, ovvero i gialli di cromo, il giallo di Napoli, il bianco d'argento. Quando viene mescolato al giallo la sua tinta diventerà ancora più calda; mentre, se mescolato all'azzurro, diventerà estremamente freddo. Dà maggiore freschezza se accostato al verde, anche se nel rendere un paesaggio è preferibile non abusarne: potrebbe incupirne la luminosità.

Rosso di cadmio (solfuro di cadmio). È l'unico rosso che possa sostituire il cinabro o vermiglione; resiste alla luce e se mescolato ad altri colori non crea intolleranze; infatti può essere mescolato con il bianco d'argento ed il giallo di Napoli e di cadmio. Altri rossi minerali che potrebbero sostituire il rosso di cadmio o il rosso cinabro, sono il rosso di cromo ed il rosso antimonio, ma non danno garanzia di stabilità, quindi si alterano.

Rosso di carminio, carminio naturale o cocciniglia. Si estrae dal corpo seccato di un insetto - precisamente la femmina - chiamato Cocus cacti, che per l'appunto vive sui cactus che si trovano in Messico, nelle Isole Canarie, etc.; poiché costoso e poco fisso, lo si può sostituire con la lacca di garanza carminata, molto più resistente.

Lacche rosse. Sono colori trasparenti, dove la componente colorata viene fissata a sostanze inerti. Quelle più utilizzate sono quelle di garanza o anche dette lacche di Alizarina, nome che deriva dalla sostanza colorata che viene estratta da una pianta che appartiene alla famiglia delle Rubiacee, la Rubia Tinctorum. Le lacche naturali hanno gradazioni che vanno da un rosa pallido ad un rosso molto cupo, e proprio quelle scure sono meno resistenti. Se mescolate con il bianco di zinco, si otterranno tinte fresche e limpide, ed anche abbastanza resistenti. Come anche se mescolate al violetto ed il blu di cobalto, o l'oltremare, con il rosso cinabro o i cadmi, daranno tinte straordinarie. Sono estremamente importanti in pittura per via del fatto che siano utilizzare per rendere una velatura, proprio perché la loro trasparenza permette di raggiungere tale effetto che altrimenti sarebbe poco riuscito con colori comuni.

Le terre rosse. Contengono ferro, e sono: le ocre rosse, il rosso di Venezia, il rossi inglese, il rosso Indiano, il rosso di Pozzuoli, il rosso di Marte, il Caput Mortum, poi la terra di Siena bruciata etc.; sono resistenti, quindi danno garanzia di stabilità.

Il rosso inglese, colore molto solido, deve essere adoperato con parsimonia, poiché tinge notevolmente.

Il rosso Indiano, pur essendo un colore molto solido, si altera se mescolato con il rosso Saturno ed il giallo di cadmio chiaro.

Il rosso di Marte, è un'ocra artificiale, che si ottiene per calcinazione del giallo di Marte; ovviamente possiede le caratteristiche di tutti i colori di Marte.

La Terra rossa o ocra rossa, è estremamente solida, un po' più smorzata del rosso inglese, ma con proprietà similari.

La Terra di Siena bruciata. La sua particolare colorazione si ottiene mescolando ossido idrato di ferro e manganese; è una terra calcinata, molto resistente, non imitabile e se mescolata al nero darà bruni molto belli. Proprio per questo motivo, può essere considerata anche tra i bruni.

.
 

verde

 

Il verde, che si ottiene mescolando il giallo e l'azzurro, è un colore secondario. Ve ne sono di svariati, ma le categorie, in cui si divide, sono quattro: Verdi naturali, Verdi vegetali, Verdi chimici, Verdi composti.

 

Verdi naturali

Terra verde o anche detta verde di Verona (silicati ferrici). È un verde molto solido, ma con scarse proprietà coloranti (tinta spenta) quindi viene usato per rendere le lontananze e per quelle parti fredde dell'incarnato. Si presta ad essere mescolato con gli altri colori fissi e tutti i bianchi.

Verde malachite. Si trova in natura, in quanto pietra, soprattutto sui monti Urali e la pietra, macinata fino a divenire polvere, veniva adottata nei tempi passati; oggi sostituita con un verde artificiale, che porta lo stesso nome e possiede gli stessi difetti di quello naturale, e cioè non resiste alla luce.

 

Verdi vegetali, lacche verdi

Verde vescica. Il colore si ottiene da un arbusto, ed il succo della pianta, trattato con la gomma arabica, viene fatto evaporare per poi addensarsi; successivamente, il composto viene inserito nella vescica di maiale, dunque il nome. È un verde trasparente e caldo, quindi più una lacca, che però  risente dell'azione della luce. In generale le lacche verdi hanno le stesse proprietà delle lacche gialle, e molte di esse vengono preparate con colori che derivano dal catrame; proprio perché ci siano diverse fabbricazioni e composizioni chimiche, il consiglio è quello di vagliarle, ovvero  esporle alla luce per un determinato periodo, e quindi constatarne la reazione.

 

Verdi chimici

Verde Paolo Veronese (arseniato di rame). È un verde chiaro e luminoso, ma non stabile sotto l'azione della luce, come anche non si possa mescolare ad altri colori, poiché svariate sono le alterazioni che creerebbe nel composto; caratteristica che si acuisce ancor più quando viene mescolato con gli ossidi di ferro, con i bianchi d'argento e di piombo, coi gialli di cadmio, il blu ceruleo, il blu di Prussia, il blu cobalto, e con maggiore riferimento alla pittura ad olio.

Verde di cobalto. È un colore solido. Si ottiene mescolando l'ossido di cobalto con l'ossido di zinco; è mescolabile con tutti i colori fissi e coi bianchi, ma non va mescolato con colori che contengano ferro. Molto indicato per il paesaggio.

Verde ossido di cromo (ossido di cromo anidro). Come solidità può essere paragonato al verde smeraldo, ma è meno vivace. Viene anche chiamato verde di cromo inglese ed è adoperato per il paesaggio, soprattutto per attenuarne i toni.

Verde smeraldo (ossido di cromo idrato). Si ottiene dal processo di calcificazione di un miscuglio contenente bicromato potassico e acido borico. È il verde dal tono migliore, il più solido dei colori chimici, ed è molto consigliato in pittura. Mescolato coi bianchi da ottime tinte, estremamente luminose; come anche se mescolato ai gialli di cadmio, il blu oltremare o cobalto; mentre non va mescolato al blu di Prussia.

 

Verdi composti

Verde di cadmio. La sua composizione è la stessa del verde permanente.

Verde permanente. Si ottiene mescolando il verde ossido di cromo ed il giallo di cadmio, a cui bisognerà aggiungere un po' di bianco, così da evitare che il verde, col passare del tempo possa incupire il giallo. Quello che risulterà sarà un colore molto solido (resistente); è consigliato in pittura.

Verde di zinco. Si ottiene mescolando il giallo di zinco ed il blu di Prussia. È un verde freddo e non abbastanza colorante. Rispetto ai cinabri, è più resistente agli agenti atmosferici, ma col tempo il blu tende a prevalere sul giallo, e poi non ha l'intensità dei cinabri. È consigliato relativamente.

Cinabro verde. Si ottiene mescolando il giallo di cromo ed il blu di Prussia, e se ne ottengono di varie tinte, tutte solide, molto coloranti e calde. Hanno una buona resistenza se sottoposti all'azione della luce; possono essere tranquillamente mescolati ad altri colori, ovviamente ai bianchi, tranne il bianco d'argento.

.
 

violetto

 

Il violetto è un colore che si ottiene mescolando l'azzurro ed il rosso, ed ha il giallo come colore complementare. Quelli chimici sono molto luminosi, luminosità che non potrà ottenersi direttamente sulla tavolozza.

Violetto di cobalto (arseniato cobalto magnesiaco). Il colore per precipitazione risulta rosa, a caldo diventa violetto chiaro, e con l'aumento della temperatura dà un violetto sempre più scuro. È un colore fisso e può essere mescolato con il bianco, dando tonalità molto luminose, superando anche la vivacità dei colori all'anilina. Può essere mescolato con le lacche di garanza, con il blu cobalto o oltremare, mentre si deteriora con i colori a base di ferro. È il più consigliato nella pittura ad olio.

Violetto minerale (fosfato di manganese). Come stabilità, dopo il violetto di cobalto, è quello più consigliato. Nasce dalla fusione a caldo di una mescola costituita da acido fosforico e pirolusite.  Aggiungendo ferro al manganese, potranno ottenersi gradazioni diverse; quindi può essere mescolato anche con colori che contengono ferro, anche se non si otterrà quella vivacità di tinta che si raggiunge con il violetto di cobalto mescolato al bianco.

Oltremare violetto. Si ottiene variando gli elementi che danno il blu oltremare. Non  è molto coprente, anche se resistente alla luce. È consigliato relativamente.

Violetto di Marte.  È un colore molto stabile, come tutti i colori di Marte. Non è un colore luminoso, poiché è similare alla Terra di Siena bruciata. È scarsamente consigliato.

Lacche violette. Molte derivano dal catrame e sono quindi non stabili (non resistono alla luce).  Si consiglia soprattutto la garanza viola, che si ottiene calcinando la robbia e le cui proprietà sono direttamente riconducibili alle altre lacche di garanza di tonalità scura.

.
 

nero  -  grigio

   

Il nero è l'opposto del bianco, ed emblematico dell'assenza di luce. Mescolato ad altri colori li rende più scuri, e generalmente sporchi. Può essere ottenuto mescolando il blu di Prussia, il giallo e la lacca di robbia; ed ancora con l'oltremare, l'asfalto e la lacca di robbia. Utilizzandolo come proplasma, ovvero fondo (<vedi pittura romana, pittura medioevale, e primo Rinascimento), esalta i colori, lo stesso se accostato ad essi. Usato nella pittura ad olio, asciugherà lentamente e quindi si consiglia di aggiungere del seccativo (o cobalto), che però comprometterà la solidità del colore. Non è consigliato nella pittura ad affresco, fatta eccezione per il nero di quercia (o carbone di quercia); è preferibile applicarlo a tempera, come già in uso presso i romani. Non è consigliato nell'affresco il nero ottenuto mescolando la Terra di Siena bruciata con l'oltremare. Nella pittura i neri più consigliati sono il nero vite ed il nero avorio.

 

Nero Vite

Il nero vite, viene ottenuto dai tralci di vite bruciati; e quindi carbonizzati e macinati, daranno una polvere nera bella e da cui si otterrà un colore stabile, resistente agli alcalini. Come tonalità tende all'azzurro, quindi meno caldo del nero avorio; se mescolato al bianco si otterranno grigi molto utili per la resa di un paesaggio.

 

Nero Avorio

Il nero avorio, proviene dal regno animale ed è ottenuto dall'avorio sottoposto a calcinazione. È un bellissimo nero caldo, resistente e coprente, più consigliato del nero vite. Può essere mescolato con molti colori, tranne con il blu di Prussia ed il giallo di cadmio chiaro, poiché tenderà ad alterare i colori. Si otterranno grigi caldi se mescolato al bianco, che però avranno l'inconveniente di incupirsi col tempo. Asciuga lentamente e per questo si consiglia di aggiungere del seccativo o cobalto.

Ricordiamo anche il nero di Seppia (o Bistro); il nero Quercia, ottenuto bruciando il legno di rovere; il nero Pesco, ottenuto dai noccioli di pesca sottoposti a calcinazione.

 

Bistro

Il Bistro è un colore bruno che si ottiene mescolando della fuliggine con acqua e gomma arabica. Viene adoperato soprattutto per realizzare bozzetti di nudo o anche le linee più imponenti di un quadro. Ne fecero largo uso grandi artisti come Raffaello, Michelangelo, e quindi ebbe larga diffusione fino al secolo XVII, per poi essere sostituito dal nero seppia.

 

azzurro  bianco  bruno  giallo  rosso  verde  violetto  nero/grigio

 

pagine> 1 |  2

Segue:  CLASSIFICAZIONE E PROPRIETÀ >

*Quanto elencato è stato raccolto attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque.

 
.

  spazi espositivi>>>  immagine (spazio per artisti/autori non iscritti regolarmante)

 

   Vernissage (spazio pittura)         areaLETTURA  (spazio letteraio/poetico)

 Occupa questo spazio

   COME INSERIRE UN  BANNER  SUL NOSTRO PORTALE ?  CONTATTACI

 
  
 
 
   

   "NORA DAREN - il Corpo, il suo Supplizio" di Maria Rosaria Cofano - edizioni Bastogi

   
 

 

  kVG  - Ass. ne Cult. le - Per artisti/autori esordienti - progetto  - Ultimo aggiornamento:  20-06-10