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Taddeo di Bartolo
(1362-1422) pittore, nato a Siena; si
formò presso un pittore poco conosciuto, ma soprattutto
fu un seguace di Bartolomeo di Fredi. Lavorò presso il
duomo di Siena (1389), a S. Gimignano, a Perugia, a
Pisa, a Volterra, ma soprattutto a Siena, portando in
giro per l'Italia quello che fu propriamente il gusto
senese del suo tempo. Divenne capitano del popolo del
quartiere di S. Salvadore (1418). Non ebbe figli e
decise di adottare lo scolaro Gregorio di Cecco, che
ereditò insieme alla sua vedova tutti i suoi beni.
Opere: affreschi di S. Gimignano, Croce dipinta,
polittico, etc.
OPERE |
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Tadolini
Adamo (1788-1868) scultore, nato a Bologna e
morto a Roma. Si formò presso l'Accademia di Bologna,
conseguendo nel 1813 una pensione per recarsi a Roma,
dove completò i suoi studi. Fu l'allievo del grande Canova ed il più importante continuatore dello stile del
maestro. Opere: Ganimede, Baccante, statua di S. Paolo
in piazza di S. Pietro a Roma, statua di S. Francesco di Sales sempre in S. Pietro a Roma, etc.
OPERE |
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Taeuber-Arp Sophie
(1889-1943) scultrice-pittrice, nata
a Davos. Si formò a Monaco. Sposò Arp nel 1921, entrando
quindi a far parte del movimento dadaista. Insegnò arte
alla scuola d'Arti e Mestieri di Zurigo (1916-19). Fu la
fondatrice della rivista "Plastique" (1937-39). E' stata
un'interprete estremamente significativa
dell'astrattismo geometrico, lasciando numerosi
acquerelli, pitture ad olio, tempere, nonché opere
dadaiste, come le marionette dada.
OPERE |
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Tatlin Vladimir (1885-1956) scultore, nato a
Mosca, dove si formò presso l'Accademia, collaborando
con il Larionov,
e quindi iniziando come pittore, ma fondamentale fu
l'incontro con Picasso avvenuto a Parigi nel 1912, che
influenzò notevolmente la sua produzione artistica.
Tornò in Russia l'anno successivo, con l'unico intento
di dedicarsi alla scultura, realizzando quadri
polimaterici. Progettò il monumento per la Terza
Internazionale, monumento di genere astratto.
OPERE |
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Tessin
Nicodemus
detto il Vecchio (1615-1681)
architetto, nato a Stralsund e morto a Stoccolma. Viene
considerato uno degli architetti svedesi più importanti
del suo secolo. Lavorò per il cancelliere Axel
Oxenstierna, ed ottenne la nomina di architetto reale (1646).
Fu in Italia fra il 1651 ed il 1652. Divenne l'architetto
di Stoccolma nel 1661; mentre divenne l'architetto del
castello nel 1671, ed insignito del titolo nobiliare nel
1674. Opere: palazzi del conte Bonde e del barone Baath
eseguiti a Stoccolma, molti castelli, palazzi eseguiti
in città ed in campagna, etc.
OPERE |
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Tessin
Nicodemus detto il Giovane (1654-1728)
architetto, nato a Nyköping e morto a Stoccolma; figlio
di Nicodemus il Vecchio e presso cui si formò. Visse in
Italia, a Roma, tra il 1673 ed il 1678; visse anche in
Inghilterra e Francia (1680). Lavorò anche per la corte
reale di Stoccolma, divenendo uno degli architetti
svedesi più rappresentativi del suo tempo. Opere: molti castelli,
progetti, chiese per la nobiltà del tempo (Stoccolma),
etc. • Ricordiamo anche il figlio,
Carl Gustav (1695-1770), il quale si
occupò soprattutto di politica, in quanto
dirigente della nobiltà svedese e fondatore della Reale
Accademia del Disegno, che poi diverrà Accademia di
Belle Arti (1735). Si dedicò anche all'arte ed
all'architettura.
OPERE |
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Testa
Pietro (1611-1650) pittore, nato a Lucca; si trasferì a
Roma, dove si formò presso il Domenichino ed il Pietro
da Cortona. Realizzò diversi dipinti in ambienti
religiosi e privati senza ottenere il successo sperato;
mentre nel campo dell'incisione eccelse, ricevendo
commesse anche dalla Francia. Morì in circostanze
tragiche a Roma. Opere: incisioni con S. Girolamo,
l'Adorazione dei Magi, la Pestilenza, il S. Erasmo, etc.
OPERE
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Thorvaldsen Bertel (1770-1844) scultore, nato e morto a Copenaghen; figlio di un artigiano presso cui si
formò, imparando a scolpire il legno, per poi passare
all'Accademia e vincere nel 1789 una medaglia per
un'opera, un bassorilievo di marmo; mentre nel 1791 gli
fu conferita quella d'oro sempre per un bassorilievo,
conseguendo anche una borsa di studio per continuare gli
studi a Roma. Si trovava in Italia nel 1796; visitò
Palermo, Napoli, ma fu anche a Malta per poi tornare a Roma quando
imperversava l'arte del Canova, che ammirò fortemente.
La sua prima opera indipendente è del 1801. Tra il 1803
ed il 1818 lavorò per Luigi di Baviera, realizzando il
restauro delle statue di Egina (1812). Divenne
professore delle accademie di Firenze e di S. Luca a Roma,
dove avviò anche uno studio molto frequentato dagli
artisti. Tornò a Copenaghen nel 1819, per poi recarsi in
Germania ed in Polonia. Gli fu affidato l'incarico di
costruire il monumento di Pio VII dopo la morte
di quest'ultimo,
anche se dovette affrontare numerosi contrasti a causa
della sua religione protestante. Lavorò anche per Luigi
di Baviera tra il 1824 ed il 1830. Fece ritorno a Roma
nel 1841. Opere: Ebe, Leone, Venere, Giasone,
Bassorilievo con Amore in riposo, monumento funebre per
la baronessa Schubart, il Pastorello, ritratto della
Contessa Osterman, tomba del cardinale Consalvi,
statua
di Corradino di Svevia, il Vulcano, etc.
OPERE |
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Tiepolo Giambattista (1696-1770), pittore, nato a
Venezia e morto a Madrid. Si formò presso il Bencovicli,
il Piazzetta (considerato in quel periodo il pittore
veneziano più importante) e poi presso il Ricci. Sposò
la sorella del pittore Francesco Guardi. Si affermò in
concomitanza all'arcivescovado di Udine, ottenendo
grande successo lavorando a Milano, a Bergamo, a
Venezia, a Vicenza ed altre città, ma anche dall'estero
gli furono rivolti degli inviti, molti dei quali
rifiutati come quello da parte di Pietroburgo. Lavorò a
Würzburg in Baviera; mentre a Venezia ricordiamo i
complessi di palazzo Rezzonico e di palazzo Lavia, come
anche altri lavori eseguiti fuori dal contesto cittadino. Fondò anche
l'Accademia. Nel 1762 si recò in Spagna, già ormai in
età avanzata; qui svolse una importante attività. Con
l'avvento dell'arte del Menges, vennero eliminate dal
palazzo reale tutte le opere del Tiepolo e quindi
vennero allontanati anche i figli. Opere: il Martirio di
S. Bartolomeo a Venezia, affreschi di palazzo Dolfin
a
Venezia, Storia biblica, affreschi con La caduta di
Lucifero, affreschi del palazzo Archinti a Milano,
affreschi della villa di Biron, affreschi a palazzo Dugniani e Clerici,
affreschi della villa Soderini,
affreschi di palazzo Labia a Venezia, decorazioni della
villa Pisani a Stra, Sacrificio d'Ifigenia,
Nascita di Anfitrite, Sacra Famiglia, Martirio di S. Agata,
Crocifissione, etc.
OPERE |
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Tiepolo Giandomenico
(1729-1804) pittore, nato e morto a
Venezia e figlio di Giambattista, presso cui si formò
divenendone anche collaboratore. Artista ingegnoso e
precoce (firmò in collaborazione con il padre un
affresco eseguito nella villa Valmarana nel 1737); ma la
sua prima opera è del 1745. Seguì il padre a Würzburg
insieme anche al fratello Lorenzo ed altri artisti
collaboratori, per poi passare in Spagna, dove dopo la
morte di Giambattista, avvenuta a Madrid, tornò a Venezia.
Lavorò a Genova nel 1783, e nel 1784 a Venezia. Si occupò
anche di incisione. Opere: Via Crucis, decorazione della
Scuola di S. Giovanni Evangelista a Venezia, pale di Aranjuez eseguita in collaborazione, come anche il
soffitto presso il palazzo reale di Madrid, almeno cento
statue che riproducono le opere del padre, dipinti
eseguiti nel pallazzo Ducale di Venezia, etc.
OPERE |
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Timomaco di Bisanzio
(secolo I a.C.) pittore, nato a
Bisanzio; la sua produzione artistica si affermò
all'epoca di Giulio Cesare, con le due tavole, una Medea ed
un Aiace, che Cesare volle collocare nel tempio di Venere Genitrice. Opere:
Oreste ed Ifigenia in Tauride, Gorgone, Medea che medita l'uccisione
del figlio (incompiuta), etc.
OPERE |
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Timoteo (secolo IV a.C.) scultore greco. Lavorò ad
Alicarnasso presso il Mausoleo. Opere: Artemide,
simulacro d'Esculapio, statua di Leda col cigno, etc.
OPERE |
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Tintoretto, Jacopo Robusti
(1518-1594) pittore, nato e
morto a Venezia. Il suo soprannome deriva dal mestiere
del padre per l'appunto tintore di panni. Lavorò presso
la bottega del Tiziano, da cui venne cacciato dopo pochi
giorni, senza però perdere la grande ammirazione nei
confronti del maestro. Si appassionò all'arte del
Michelangelo e frequentò molti pittori veneziani. Fino
al 1548 ci furono da parte sua grande studio e ricerca,
espressi con l'opera "Miracolo dello schiavo".
Sposò Faustina dei Vescovi nel 1555; ebbe sette figli,
tra cui ricordiamo la sua prediletta, Marietta, che il
pittore vestiva da maschietto e che portava con sé, ma
soprattutto indirizzandola all'arte, tanto che venne
chiamata la Tintoretta, per via della fama che riuscì a
conquistarsi, ricevendo richieste anche dall'estero, ma
che il Tiziano cercò di evitare, facendole sposare un
gioielliere veneziano. Molti personaggi importanti, ma
anche prìncipi e sovrani, visitavano lo studio del
maestro per commissionargli ritratti ed opere, che
l'artista accettava, ma rifiutando qualsiasi onore o
carica pubblica conferitagli. Non amava viaggiare, mentre
apprezzava la solitudine e la compagnia dei figli. Venne
indetto un concorso dalla scuola di S. Rocco, nel 1564,
per decorare le sale, ma l'artista, anzitempo, regalò
alla confraternita un quadro, e divenendone confratello
l'anno successivo, mentre aveva già iniziato i lavori,
poi
finiti nel 1587. Sempre in questo periodo lavorava
presso la scuola di S. Marco, su richiesta di Federico Gonzaga, collocando
a Mantova le opere terminate nel
1580. Sempre nel 1580 risulta fra i membri del governo
della scuola di S. Rocco. Nel 1585 eseguì i ritratti
degli ambasciatori giapponesi a Venezia; quindi fu la
volta della decorazione di Palazzo Ducale. La morte
improvvisa della figlia Marietta (1590) peggiorò
il suo carattere, fino a morire di per un attacco di
febbre quattro anni dopo la
figlia, quando nel 1594 realizzava i due grandi quadri
per la chiesa di S. Giorgio Maggiore. Venne
sepolto in S. Maria dell'Orto, tomba dei Vescovi,
appartenente alla famiglia della moglie dove già era
stata sepolta la figlia. Opere: Madonna, Ultima Cena di
S. Marcuola, Adultera, pala del Miracolo dello Schiavo,
pala di S. Marziale, Caino e Abele, Creazione degli
uccelli, S. Giorgio e la Principessa, Mosè che fa
scaturire le acque, la Presentazione al Tempio, Martirio
di S. Paolo, Deposizione dalla Croce, ritratto di
Niccolò Priuli, di Jacopo Sansovino, di Alvise Cornaro,
Ritrovamento del corpo di S. Marco, Trafugamento del
corpo di S. Marco, la Pietà; pitture della scuola di S.
Rocco: la Crocifissione, soffitto con scene dell'Antico
Testamento, Fuga in Egitto, la Strage degli innocenti,
Allegorie dell'Anticollegio presso il Palazzo
Ducale: Arianna, Bacco e Venere, le Tre Grazie con
Mercurio, Pallade che scaccia Marte, la Fucina di
Vulcano, etc.
OPERE |
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Tiziano
Vecellio (1477-1576) pittore, nato a Pieve di
Cadore, poi trasferitosi a Venezia quando aveva nove
anni. Si formò presso la bottega del Sebastiano Zuccato, per
poi passare a quella di Giovanni Bellini, dove divenne
amico del Giorgione, e quando dipinse il "Fondaco
dei Tedeschi", collaborò anche con il Tiziano. La corte pontificia lo richiese come
pittore intorno al 1513, ma l'artista rimase a lavorare
presso il Palazzo ducale a Venezia. Lavorò per la corte
di Ferrara (1516), realizzando i Baccanali destinati
ai camerini di Alfonso I d'Este; nel 1518 eseguì a
Venezia l'Assunta, lavorando anche a Conegliano, a
Treviso etc. Lavorò per il duca d'Urbino nel 1532 (per
circa quarant'anni). Carlo V lo fece cavaliere dello Speron d'oro. Divenne nel 1516 il
pittore ufficiale della
Serenissima e quindi successe al Bellini, e fu conteso da tutte le corti, da Ferrara a
Roma. Si sposò, ebbe tre figli tra cui Lavinia, che
raffigurò in un ritratto. Fu amico dell'Aretino e del Sansovino,
formando con loro la celeberrima triade, venerata dai
veneziani. Nel 1530 gli moriva la moglie Cecilia. Fu a
Roma nel 1543, quando consegnò il ritratto di Paolo III;
tornò a Roma nel 1545, su invito del Pontefice e del Bembo. La sua fama raggiunse anche l'estero, ricevendo
l'invito di Carlo V ad Augusta, dove eseguì molti
dipinti per la corte imperiale (1547-48). Nel 1550, in
Germania lavorò per Filippo d'Austria, poi divenuto
Filippo II. Si dedicò all'arte fino alla fine
dei suoi giorni. La morte sopravvenne a causa della
peste a Venezia nel 1576, anno in cui si dedicava alla
Pietà dell'Accademia di Venezia, terminata da Palma il
Giovane. Opere: l'Adultera, Madonna,
affreschi con tre scene dei tre miracoli del Santo,
Sacra Famiglia, le Tre Età, la Salomè, il
Concerto,
Madonna e Santi, l'Annunciazione, Eleonora Gonzaga, la
Venere col cagnolino, ritratto di Pietro Lando,
Natività, ritratto di Francesco I, l'Aretino,
Adone e
Venere, Ecce Homo, Martirio di S. Lorenzo, Educazione di
Amore, etc.
OPERE |
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Torrigiani
Pietro
(1472-1528) scultore, nato a
Firenze, dove era solito frequentare il giardino Mediceo
di S. Marco e dove si dice che abbia rotto il naso a
Michelangelo durante un diverbio, ed in
conseguenza di ciò costretto ad abbandonare Firenze nel 1492,
per rifugiarsi a Bologna e poi a Roma dove ricevette
ordinazioni da Alessandro VI. Trascurò l'arte per
dedicarsi alla milizia, ma riprendendo a dipingere
quando visse in Inghilterra (1510). Lavorò anche in
Spagna, a Granata e Siviglia dove morì. Opere: busto di
Alessandro VI, decorazioni presso l'appartamento Borgia
in Vaticano, S. Girolamo, etc.
OPERE |
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Toulouse-Lautrec Henri de (1864-1901) pittore, nato ad Albi,
in una famiglia di conti di Tolosa. A causa di due incidenti
che gli spezzarono le cosce, la sua crescita si arrestò,
rendendolo deforme per il resto della a vita. A
Parigi, intorno al 1882, frequentò lo studio del pittore Bonnat e poi del Cormon, dove conobbe il Bernard ed
anche Van Gogh. Visse a Montmartre (1886), dove dipinse
scene della vita dei quartieri, esponendo dopo tre anni
presso il Salons des Indépendants. Fu un assiduo
frequentatore di luoghi malfamati e del Moulin Rouge. Si
dedicò anche alla litografia a colori (1892). Fra il
1893 ed il 1897 visitò Bruxelles, Londra, l'Olanda, etc.,
ma a causa dei gravi problemi che aveva con l'alcool si
ritirò presso un sanatorio, morendo presso il castello
Malromé, dove venne accudito dalla madre. Opere: La
contessa de Toulouse- Lautrech, Al Moulin de la Galette,
Al Moulin Rouge, Il letto, Donna che si aggiusta la
calza, La toletta, Il palco, Chilperic,
Saletta privata
al Rat Mort, etc.
OPERE
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Tribolo, Niccolò Pericoli (1500-1550) architetto-pittore-scultore, nato e morto a Firenze. Fu
molto influenzato dal Sansovino e poi dal Michelangelo.
Lavorò a Roma, dove realizzò le statue per il monumento
di Adriano VI; lavorò anche a Bologna, tra il 1525
ed il 1531; sempre a Bologna tra il 1536 ed il 1537. Lavorò
anche a Loreto e poi a Firenze fino alla fine dei suoi
giorni. Opere: monumento a Bartolomeo Barbazza,
Traslazione della Santa Casa, fontane per le ville della
Petraia e del Castello a Firenze, etc.
OPERE |
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Tura Cosmè (1429-1495) pittore, nato e morto a Ferrara, dove
si formò guardando l'arte fiamminga; continuò la sua
formazione a Padova presso la bottega dello Squarcione,
guardando la scultura del Donatello ed i dipinti del
Mantella, del Castagno. Visse a Venezia nel 1457, dove
lavorò presso la corte di Ferrara, per il duca Borso. Si occupò della
decorazione della biblioteca dei Pico, ovvero i
signori della Mirandola (1465). Tornò a
Ferrara nel 1467, lavorando per la famiglia d'Este.
Opere: Madonna, ritratto di Ercole I d'Este, di Lucrezia, di Isabella d'Este,
la Pietà, il Musico, Annunciazione, S. Giorgio, etc.
OPERE |
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Turner Joseph Mallord William (1775-1851) pittore, nato
e morto a Londra, e figlio di un barbiere. Iniziò a
studiare a Brentfors e quindi a Malton occupandosi di
disegni architettonici (1788). Nel 1790 entrò alla Royal
Academy dove tenne la sua prima esposizione. Tre
anni più tardi aprì uno studio, dove si occupava di
disegno
topografico e strinse amicizia con il Girtin ed il
Cozens, che influenzarono notevolmente la sua carriera,
e così ricercando nuove suggestioni
coloristiche da apportare ai propri disegni ed esponendo
questa sua ricerca alla Royal Academy, dove fu molto
apprezzata (1799). Lo stesso anno divenne socio dell'Accademia,
mentre nel 1802 ne divenne membro effettivo. Visitò Parigi,
la Svizzera, l'Olanda, la Germania, l'Italia etc. (1817-19); proprio in
Italia tornò per trovare ispirazione. Opere: il Molo di
Calais, Esperidi, La bottega del fabbro,
Pioggia,
Tramonto del sole a Venezia, etc. OPERE
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*Quanto elencato è stato raccolto
attraverso segnalazione od elenco/catalogo, visionabile da chiunque. |
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