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Raffaello Sanzio
(1483-1520)
pittore-architetto, nato ad Urbino e figlio del pittore
Giovanni Santi, il quale fu protetto e lavorò
alla corte dei duchi Federigo e Guidobaldo da Montefeltro,
in collaborazione con l'Evangelista di Piandimeleto. L'artista si formò proprio presso il
padre, rimanendo sotto la guida dell'Evangelista anche
dopo la sua morte. Quando aveva solo diciassette anni
dipinse a Perugia il famosissimo "Perugino". Nel
1500 collaborò con l'Evangelista alla pala d'altare
del Beato Nicola da Tolentino, quindi visse a Città
di Castello tra il 1501 ed il 1502, quando si dedicava
anche allo Stendardo. Si trasferì a Firenze nel
1505, lavorando per il Gonfaloniere Pier Soderini e per
altri. Nel 1508, a Roma, eseguì alcuni dipinti in
Vaticano, dove già erano attivi altri importanti
pittori; un anno più tardi inizierà ad affrescare le
Stanze Vaticane. Fu protetto dal Bramante, dal Papa
Giulio II ed altri, che lo ammirarono come una sorta di
divinità. Alla morte del Bramante, gli successe in
quanto architetto presso la Fabbrica di S. Pietro,
divenendo quindi commissario delle antichità.
Innumerevoli furono le richieste che si susseguirono da
tutte le parti. Fu amico del Bembo, del Castiglione, e
si fidanzò con la nipote del cardinale, Maria Bibiena,
morta prima delle nozze. Raffaello, morì a soli 37 anni,
al culmine della fama dopo alcuni giorni di malattia e
quindi sepolto nel Pantheon, là dove venne anche posta
la lapide della fidanzata. Opere: Madonnina in casa
Santi (affresco), Stendardo della Carità per
Città di Castello, Sogno del cavaliere, Incoronazione
del Beato, Le tre grazie, S. Michele,
la Crocifissione, Madonna fra i Santi Girolamo
e Francesco, Il Cristo benedicente, La
pietà, Lotta di S. Giorgio col drago,
ritratti di Angelo e Maddalena Doni, Sacra
Famiglia dell'Agnello, La Madonna del cardellino,
Fede, Speranza, Carità, Sacra Famiglia
Canigiani, Ritratto del Cardinale Alidosi,
Madonna di Foligno, Il Profeta Isaia,
ritratto del Papa Giulio II, La Fornarina,
Madonna della seggiola, ritratto di Leone X,
affreschi della stanza dell'Incendio di Borgo in
Vaticano, ritratto del cardinale Bibbiena,
affreschi delle Logge Vaticane, Trasfigurazione,
etc.
OPERE |
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Rastrelli
Bartolomeo (1700-1771)
architetto, nato a Parigi e figlio dello scultore
Bartolomeo Carlo. Seguì il padre in Russia, dove visse
partecipando anche all'attività del padre. Si formò in
Francia e in Italia, ma svolse la propria attività gran
parte in Russia, dove ebbe grande successo soprattutto
durante il regno di Elisabetta. Diffuse quello che fu il
gusto occidentale nell'architettura russa, addestrando
molti allievi architetti, che continuarono lo stile del
maestro definito "barocco Rastrelli". Opere: palazzo
Stroganov,
convento Smolnyij a Pietroburgo, palazzo di
Carskoe Selo, etc.
OPERE |
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Rauch
Christian Daniel
(1777-1875) scultore, nato ad Arolsen e
morto a Dresda. Si formò a Berlino. Visse a Roma tra il
1804 ed il 1811 dove subì l'influenza dell'arte del
Canova ed altri. Tornato a Berlino realizzò la sua prima
opera importante, il sarcofago della regina Luisa.
Viene considerato tra i rappresentanti più importanti
del
classicismo tedesco. Opere: oltre a quelle
citate, il
busto di Goethe,
monumento di bronzo di Blücher,
etc.
OPERE |
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Redon
Odilon (1840-1916) pittore, nato a Bordeaux. Fu uno
straordinario incisore e litografo. I soggetti che amava
rappresentare erano soprattutto figure femminili
inquietanti e fiori particolari (Simbolismo).
Opere:
Omaggio a Goya
ed a Flaubert, A Edgar Poe, Il sogno, etc.
OPERE |
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Rembrandt van Rijn
(1606-1669)
pittore, nato a Leida da una famiglia molto povera. Su
volere del padre si iscrisse all'Università di Leida per
la letteratura, ma l'artista mostrava più interesse per
la pittura che per gli altri studi, decidendo di
frequentare un modesto pittore, il Jacob van Svanenburgh.
Si trasferì ad Amsterdam nel 1627 dove frequentò lo
studio del pittore Pieter Lastman, già frequentato da un
suo amico, Jean Lievens, che pare abbia incitato proprio
il Rembrandt ad intraprendere la carriera artistica. A
questo periodo appartengono numerosi autoritratti,
nonché ritratti di famigliari, ed una notevole e
crescente abilità nella tecnica dell'incisione e
dell'acquaforte. In seguito alla morte del padre,
avvenuta nel 1631, decise di vivere ad Amsterdam, dove
ebbe subito successo e dove fu ospitato da un amico, un
mercante d'arte, Hendrick van Uylenburg, che lo segnalò
a numerose famiglie benestanti della città. Per la
corporazione dei chirurghi, dipinse nel 1632 la
celeberrima Lezione di anatomia. Nel 1634 sposò
Saskia van Uylenburg, la quale posò anche per molte
delle sue opere. Negli anni che seguirono, l'artista,
dopo la nascita dei figli decise di acquistare una
lussuosa abitazione, per la quale fu costretto ad
indebitarsi, incrementando questo sperpero con
l'acquisto di opere d'arte, gioielli ed altro
(1636-1639). Fu questo un periodo di grande attività ed
ispirazione, infatti va ricordato il ritratto della
madre, dipinto un anno prima della sua morte, nonché
molte scene bibliche. A causa di una
salute precaria, la moglie morì, proprio quando
completava il quadro "La ronda di notte", la cui
destinazione sarebbe stata la sala delle riunioni delle
guardie civiche. Dopo la morte della moglie e quella dei
quattro figli, gli rimase solo un figlio, Tito, di nove
mesi. Quello che seguì fu un periodo di grande
delusione, incomprensione soprattutto da parte di chi
fino a quel momento lo aveva osannato, arrivando al
1657, anno in cui dovette vendere parte della sua
collezione e far fronte ai sequestri. Fu costretto a
lasciare la sua casa e quindi a vivere presso una
locanda, dove a prendersi cura del figlioletto e
dell'artista, c'era una giovane domestica, Hendrickje
Stoffels, che cercò di portare in qualche modo
ordine negli affari dell'artista; nonostante le gravi
controversie in patria, Rembrandt continuava ad essere
ammirato all'estero, infatti lavorò per il mecenate
marchese Antonio Ruffo, ed anche il cardinale Leopoldo
de' Medici. Nel 1662 moriva la Hendrickje, dopo avergli
dato una figlia Cornelia; morì anche il figlio Tito nel
1668, un anno più tardi morirà anche l'artista ad
Amsterdam, dopo aver dipinto un autoritratto. Opere:
S. Paolo in carcere, ritratto ella madre e dei
famigliari, Autoritratti, Sacra Famiglia, La lezione di
anatomia, Sacrificio di Abramo, Danae, La casa
del falegname, Donna col ventaglio, Redentore tra
afflitti e ammalati (acquaforte), Deposizione
della Croce.
Ponticello di Six (acquaforte), la Betsabea,
Il paesaggio con rovine, etc.
OPERE |
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Reni
Guido (1575-1642) pittore, nato a Calvenzano (Bologna) e
morto a Bologna. Entrò giovanissimo nella bottega del
Calvaert, segnalato dal marchese Bolognini. Ammirò il
Carracci. Il Cavalier d'Arpino, nemico del Caravaggio,
appoggiò la sua affermazione a Roma, segnalandolo alla
corte pontificia, nonché all'aristocrazia. A causa di un
diverbio con il tesoriere pontificio tornò a Bologna
intorno al 1610, per poi tornare a Roma quando Paolo V
lo invitò accogliendolo con tutti gli onori. Lavorò
presso la cappella Paolina. Tornò a Bologna per
altre commissioni, e successivamente accettò di lavorare
per il cardinale Aldobrandini a Ravenna (1620), ma non
accettò di lavorare a Napoli. Nel 1627 tornò a Roma, ma
era già vittima del gioco, e quindi i debiti lo
costrinsero a lavorare in maniera frettolosa,
danneggiando così la fama acquisita. Opere:
decorazioni del Palazzo pubblico a Bologna, il
Bacco, S. Paolo nel deserto, Concerto
d'Angeli,
Strage degli Innocenti, Madonna della Pietà,
le Fatiche di Ercole, Madonna del Rosario,
Venere e Amore, etc.
OPERE |
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Renoir
Pierre Auguste
(1841-1919)
pittore, nato a Limoges e morto a Cagnes (Nizza). Fin
dalla tenera età visse a Parigi. Iniziò come apprendista
decoratore di porcellane, per poi frequentare la Scuola
di Belle Arti e guidato dal Gleyre. La sua prima
esposizione si ebbe nel 1864, con l'opera "Esméralda",
da lui distrutta. Fu amico del Bazille, e rimase molto
suggestionato dall'arte di Manet e Monet, prendendo
quindi parte nel 1874 a quello che era il gruppo
impressionista e le loro iniziative. Compì numerosi
viaggi intorno al 1881; visitò l'Algeria, ma anche molte
città italiane come Venezia e Roma, etc.; proprio
durante uno di questi viaggi conobbe la sua futura
sposa, Chatou Alice Charigot. Espose al
Salon nel 1890, mentre nel 1892 a Durand-Ruel,
ottenendo un grande successo, che gli fece dimenticare
la miseria passata. Una grave forma di artrite ad una
mano, non lo condizionò nell'arte, poiché continuò a
dipingere legando il pennello a quella "mano" che non
voleva saperne. Opere: la Baigneuse au griffon,
La Loge, ritratto di Wagner,
Les Demoiselles de village, Nont Neuf,
La première sortie,
Jeune fille au chapeau de paille, Jeanne
Samary, la Balançoire, Baigneuse, Paul
Durand-Ruel, Torse de femme, etc.
OPERE |
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Ribalta Francisco (1564-1628)
pittore, nato a Salsona e morto a Valencia. Iniziò la
sua formazione a Salsona, che poi completò in
Italia presso la scuola dei Carracci. Tornato in
Spagna lavorò per le chiese di Valencia. Opere:
Cristo morto, Alma en pena, S. Francesco,
Retablo di Porta Coeli, etc.
OPERE |
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Ribera Jusepe de, anche detto
Spagnoletto (1588-1652) pittore, nato a Jativa
(Spagna). Si formò all'Università di Valencia, guardando
con ammirazione anche l'arte di Francisco Ribalta -
all'epoca osannato - per cui decise di abbandonare gli
studi universitari e divenire allievo del maestro, che
seguì in Italia, precisamente visitando Roma e quindi
ottenendo il soprannome di Spagnoletto; volse poi
a Parma, dove ammirò il Correggio, per poi tornare a
Roma e quindi visitare Napoli intorno al 1616. Proprio a
Napoli si stabilì, affermandosi nel campo artistico, e
mettendo su famiglia. Ricordiamo tra i suoi figli la
Maria Rosa, rapita da Don Giovanni d'Austria. Ottenne il
titolo di cavaliere di Napoli, divenne membro
dell'Accademia di S. Luca di Roma. Morì in miseria a
Posillipo. Opere: la Visione di S. Francesco d'Assisi,
la Crocifissione di S. Andrea, molti
Martirî
di S. Bartolomeo, di S. Sebastiano, di S.
Girolamo; la Sibilla, la Maddalena,
etc.
OPERE |
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Ricci
Marco (1676-1729) pittore, nato a Belluno e morto a
Venezia. Figlio di un pittore e nipote di Sebastiano
Ricci, che lo allevò a Venezia. A causa di una rissa
si rifugiò a Spalato, rimanendovi per quattro anni.
Tornò a Venezia, dove collaborò con lo zio, dandogli
numerose preoccupazioni a causa del suo temperamento
impetuoso. Sempre con lo zio collaborò all'estero, a
Londra, per poi fare ritorno a Venezia. Si occupò anche
di incisione e di caricature. Si suicidò a Venezia.
Opere: il Miracolo di Mosé, alcune scene di
bufere e tempeste di mare, vedute di Venezia,
etc.; molte delle sue opere furono il frutto della
collaborazione con lo zio.
OPERE
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Ricci Sebastiano (1659-1734) pittore, nato a Belluno e morto a
Venezia. Giovanissimo si trasferì a Venezia, dove si
formò sotto la guida di maestri non molto conosciuti e
quindi soprattutto in maniera individuale. La sua fu una
vita piuttosto turbolenta, infatti fuggì a Venezia a
causa di un delitto d'amore come anche più tardi fuggì a
Torino per un'altra vicenda passionale. Quando fu a
Parma, Ranuccio Farnese, gli diede l'opportunità di
studiare a Firenze e a Roma, e poi in Lombardia dove
subì l'influenza dell'arte del Magnasco. Tornò a Venezia
dopo circa vent'anni. Agli inizi del '700 lavorò a
Belluno. Lavorò anche a Vienna, a Londra, infatti in
Inghilterra i suoi quadri, raffiguranti storie profane e
bibliche, suscitarono grande interesse (1701-1703). Fu
anche a Parigi intorno al 1717 dove ottenne un titolo
accademico; mentre a Bologna ottenne la nomina di
accademico della Clementina (1723). Aprì uno
studio a Venezia, molto frequentato dall'aristocrazia
del tempo e da ogni parte d'Europa gli venivano
commissionate opere, tanto da essere considerato l'unico
all'altezza di ritoccare le opere del Tintoretto e del
Veronese presso il Palazzo ducale a Venezia. Opere: il
Santo Vescovo, Pietà, Angelo custode,
l'Ascensione di Cristo, Fatiche di Ercole, pala
della Vergine di S. Giorgio Isola, la
Resurrezione, pale per la Venaria Reale, Salomone
che parla al popolo, cartone per il mosaico per la
facciata di S. Marco a Venezia, il Miracolo di S.
Francesco, etc.
OPERE |
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Rigau
y Ros Hyacinthe, anche chiamato Rigaud
(1659-1743) pittore, nato a Perpignano e morto a Parigi.
Nel 1681 si trovava a Parigi, mentre quattro anni più
tardi vinse il Gran premio di Roma, ma preferì
rinunciare a trasferirsi in Italia, divenendo quindi il
ritrattista ufficiale di Luigi XIV. Fu anche ritrattista
dell'aristocrazia del tempo e personalità rilevanti.
Opere: ritratto di Filippo V e di Luigi XIV, del
Girardon, del Coysevox, del De Boulogne,
del La Fontaine, del Racine, etc.
OPERE |
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Rippl-Ronai Jozsef
(1861-1930)
pittore, nato a Kaposvar (Ungheria). Studiò arte a
Monaco, per poi passare a Parigi dove entrò a far parte
del gruppo degli impressionisti (1887); poi entrò a far
parte dei Nabis (1895-02). Viene considerato uno
dei pittori più importanti della pittura ungherese del
suo tempo, ma si occupò anche di incisione e fu anche
critico d'arte. La sua ultima produzione artistica è
espressione di un'esperienza divisionista.
OPERE |
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Robert Hubert (1733-1808) pittore,
nato e morto a Parigi. Si formò presso lo Slodtz, per
poi trasferirsi a Roma intorno al 1754, ottenendo cinque
anni più tardi un posto presso l'Accademia di Francia.
Sempre a Roma seguì il Pannini e fu anche influenzato
dall'arte del Piranesi, nella fattispecie per la pittura
di rovine antiche; fu soprannominato "Robert des
ruines", anche se dipinse giardini e monumenti. Nel
1765 fece ritorno in patria, divenendo conservatore
dei quadri del museo reale e quindi occupandosi
direttamente della galleria del Louvre. Opere:
Il porto di Ripetta, Incendio dell'Opera, disegni dei
giardini e Bagni di Apollo a Versailles, Veduta
del Campidoglio, etc.
OPERE |
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Rodin
Auguste (1840-1917) scultore, nato a Parigi e morto a Meudon. Studiò presso la scuola di disegno per
artigiani, ma non fu ammesso alla Scuola di Belle Arti,
e per vivere divenne ornamentista. Preso dalla vocazione
religiosa entrò nel convento dei padri del SS.
Sacramento, che poi abbandonò; decise quindi di
frequentare il corso diretto dal Barye presso il museo,
guardando con interesse anche l'arte del Carpeaux e
divenendo aiutante del Carrier-Belleuse, presso cui
lavorò per circa vent'anni, poiché la miseria gli
impediva di realizzare le proprie opere. Fu a Firenze
intorno al 1875, ma tornò in patria nel 1877, quando
espose al Salon una statua "Age d'airain",
che destò molto interesse e ricevendo anche numerose
commissioni; quindi svolgendo un'attività intensa fino
alla morte, ma prima di allora, intorno al 1909, va
ricordata un'esposizione in cui presentò almeno 168
lavori. Opere:
St. Jean- Baptiste prêchant,
L'Homme qui marche, il Victor Hugo, il
Balzac, Ugolino, il Bacio, Paolo e
Francesca; ritratti di Legros e Becque,
Mme Rodin, Gustave Gefroy, Papa Benedetto
XV, etc.
OPERE |
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Rodriguez Ventura
(1717-1785)
architetto, nato a Ciempozuelos (Madrid) e morto a
Madrid. Si formò presso il Sobrogo e collaborò anche con
il Sacchetti e lo Juvarra alla costruzione del
Palazzo reale di Madrid. Ottenne la carica di
capomaestro della fabbrica, ma lavorò anche a Valladolid,
Malaga, Saragozza, Pamplona, etc. Opere: lavori
presso il Palazzo Reale di Madrid, Convento di S.
Gil, vestibolo della cattedrale di Pamplona,
chiesa degli Agostiniani a Valladolid, tempio
di S. Felipe Neri a Malaga, teatro di Palencia,
etc.
OPERE |
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Rosa
Salvatore (1615-1673) pittore, nato ad Arenella (Napoli)
e morto a Roma. Studiò dapprima letteratura e poi si
dedicò alla pittura ed anche alla musica. Si formò
presso lo studio dello zio pittore, e poi presso il
Francenzago (cognato). Fu ammiratore del Van Laer,
quando fu a Roma. Lavorò presso i Medici a Firenze
intorno al 1640, probabilmente per eludere le invettive
provocate dalle sue satire, in quanto, per attirare
l'attenzione, era solito mascherarsi con caricature
napoletane recitando in maniera improvvisata e quando
nel 1639 si trovava a Roma. Era solito frequentare
poeti, e quindi si diede anche a quest'arte. Si sposò
nel 1649 a Roma, vivendo a Trinità dei Monti, fatta
eccezione per qualche piccolo viaggio intrapreso. Ebbe
anche molti problemi con l'Inquisizione, in seguito alle
sue posizioni politiche espresse in versi. Opere:
Allegoria della Pace, le Tentazioni di Sant'Antonio,
la Congiura di Catilina, Battaglia, Madonna
del Suffragio, la Disputa di Gesù, etc.
OPERE |
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Rosselli Cosimo (1439-1507)
pittore, nato e morto a Firenze. Fu collaboratore del
Neri di Bicci, per poi passare al servizio del Papa a
Roma, dipingendo nella Cappella Sistina in
collaborazione con altri artisti (1481). Opere: Sant'Anna,
l'Adorazione del vitello d'oro, affreschi nel
convento di S. Ambrogio a Firenze, l'Incoronazione
della Vergine, Adorazione dei Magi, etc.
OPERE |
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Rossetti Dante Gabriele
(1828-1882) pittore, nato a
Londra e morto a Birchington. Figlio di Gabriele
Rossetti, si formò presso il padre. Compose giovanissimo
alcuni poemi. Fu guidato dal Cary, ma frequentò anche l'Antique
School della Royal Academy di Londra, per poi
frequentare lo studio del Madox Brown. Nel 1848 fondò la
"Pre-Raphaelite Brotherhood", con la collaborazione di
pittori-amici come Millais e Hunt. Sposò la modella
Elizabeth Eleanor Siddal, quando la donna era già
gravemente malata (1860). Dopo la morte della modella (1862),a causa di un parto prematuro, il Rossetti continuò a
lavorare nonostante i suoi tormenti, la malinconia, le
manie di persecuzione, uno squilibrio mentale che
intorno al 1872 lo portò all'insonnia, alle
allucinazioni a cui poneva rimedio con il cloralio (anestetico). Gli
furono sempre vicini gli amici più cari come Hall Caine.
Venne colpito da una paralisi intorno al 1881 e dopo
alcuni mesi morì. Opere: Ecce Ancilla Domini, Il
laboratorio, Come s'incontrarono, Il sogno di Dante,
Venus Verticordia, etc.
OPERE |
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Rosso
Fiorentino, Giovanni Battista di Jacopo (1494-1540)
pittore, nato a Firenze e morto a Parigi. Si formò
presso Andrea del Sarto. Risultava iscritto alla corporazione
dei pittori nel 1516, mentre l'anno successivo eseguì
nel chiostrino dell'Annunziata di Firenze un affresco
chiamato l'Assunta. Lavorò anche a Roma, nel 1524 in
Santa Maria della Pace, ma tre anni dopo, a causa del
sacco, si rifugiò a Borgo S. Sepolcro. Lavorò anche ad
Arezzo e per Francesco I a Parigi (1530) da cui
ricevette riconoscimenti e privilegi come un canonicato
nella Saint-Chapelle. Mentre lavorava a Fontainebleau
con la collaborazione del Cellini ed il Primaticcio
(1532-1540), fondò la Scuola di Fontainebleau. Opere:
l'Assunta, Madonna e Santi, Deposizione nel sepolcro per
Borgo S. Sepolcro, affreschi della galleria di Francesco
I a Foinebleau, etc.
OPERE |
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Roualt Georges
(1871-1958) pittore, nato a Parigi. Si
formò presso il Delaunay e poi con il Moreau, Matisse,
Guèrin ed altri, per poi frequentare la Scuola di Belle
Arti. Gli venne assegnato il premio Chenavard nel 1894,
mentre l'anno successivo espose al Salon degli artisti
francesi, quadri con soggetti religiosi e mitologici, e
questo fino al 1901. Si appassionò anche all'acquerello
ed al guazzo. Espose al Salon degli Indipendenti tra il
1902 ed il 1912, divenendo anche uno dei membri
fondatori del Salon d'Automne. Nel 1913, il mercante Vollard, acquistò tutta la sua produzione pittorica. Tra il
1917 ed il 1927 realizzò la serie chiamata "Miserere et
Guerre", esposta nel 1948 in quanto "Miserere";
appartengono a questo periodo alcune opere illustrate
ed eseguite per il Vollard. Volse poi alla pittura ad olio,
tra il 1918 ed il 1930, prendendo ispirazione dalla
Passione di Cristo. Opere: Filles, Juges, Rosa la Rosse,
Miserere et Guerre, Tabarin, etc.
OPERE |
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Rousseau Henry, anche chiamato Il Doganiere (1844-1910)
pittore, nato a Laval e morì a Parigi. Prese parte alla
campagna del Messico, in quanto clarinista del
reggimento. Visse gran parte della sua esistenza a
Montmartre, e nel 1886 espose agli Indépendants dove
attirò l'attenzione dell'Apollinaire e del Guillaume, ed
ottenendo un grande consenso di
pubblico. Opere: Pastorale, Le tigre et le cavalier,
Leone che aggredisce un'antilope, Visione di una foresta
vergine, etc.
OPERE |
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Rubens Pieter Paul
(1577-1640) pittore, nato a Siegen in
Westfalia e morto ad Anversa. Il padre, giurista
d'Anversa, durante le persecuzioni del duca d'Alba, fu
costretto a fuggire dalla città, e dopo la morte del
padre, la famiglia tornò ad Anversa dove il giovane
Rubens entrò a far parte della Scuola parrocchiale di Notre-Dame, dove divenne amico del Moretus. La vedova
e contessa di Lalaing lo assunse come paggio intorno al 1590.
Inseguendo la propria vocazione artistica, si formò
presso il Verhaegt ed il Van Noort, ed ancora il Voenius.
Gli venne assegnato il titolo di maestro ad Anversa nel
1598, divenendo anche collaboratore del Van Veen. Visitò
l'Italia nel 1600, per poi rimanervi fino al 1608,
lavorando per i Gonzaga a Venezia. Lavorò anche a
Genova, a Roma, dove conobbe il Caravaggio ed il
Carracci. Svolse per i Gonzaga anche missioni
diplomatiche. Tornò in patria nel 1608 in seguito alla
morte della madre, dove gli arciduchi Alberto ed
Isabella gli proposero di stabilirsi ad Anversa, e dove
l'anno successivo sposò Isabella Brant, che gli diede
tre figli. Nel pieno della sua fama si occupò della
costruzione del suo palazzo, dove fu circondato da
numerosi collaboratori ed allievi. Dopo la morte della
moglie avvenuta nel 1626, l'artista continuò i suoi
viaggi diplomatici in Olanda, a Parigi,
a Londra e Madrid ecc.. Si risposò nel 1830 (all'età di
cinquantadue anni) con la diciottenne
Elena Forment, che lo ispirò divenendo anche la sua
modella e che gli diede molti figli. Va ricordato il
postergale di S. Idelfonso, a cui si dedicò fino al
1632 e che viene considerato uno dei suoi capolavori.
Si trasferì vicino Vilvorde, dove acquistò un castello
feudale di Steen e che poi divenne la sua casa estiva. Fu insignito
di numerosi titoli ed onorificenze. Opere: Cristo morto,
Adorazione dei Pastori, Adorazioni dei Magi, la Pesca
Miracolosa, Decorazione della nuova chiesa dei Gesuiti
ad Anversa, Autoritratto con Isabella Brant, Romolo e
Remo, Il Trionfo di Sileno, il Giardino d'Amore,
Caccia
al cinghiale, Elena Forment con pelliccia, molti quadri
di nudi, la Grande Kermesse, etc.
OPERE |
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Rude François
(1784-1885) scultore, nato a Digione e morto a
Parigi. Si formò a Digione, frequentando i i corsi serali
dell'Accademia. Si trasferì a Parigi nel 1807, dove
frequentò lo studio di Cartellier; gli fu assegnato il
Gran premio della scultura nel 1812. Durante il viaggio
Bruxelles, in cui accompagnò in esilio un amico, il Frèmiet, conobbe il David, divenendone anche
collaboratore; quando tornò in patria nel 1830, il
governo gli commissionò quattro rilievi per l'arco
dell'Etoile. Eseguì numerosi ritratti e statue di
persone illustri, conseguendo numerosi riconoscimenti.
Opere: decorazioni eseguite nel Théâtre de la
Monnaie
a Bruxelles, Il piccolo pescatore napoletano che gioca con
una tartaruga, statua del maresciallo di Sassonia,
Napoleone che si desta alla gloria, Amore dominatore,
etc.
OPERE |
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Ruysdael Salomon
(1600-1670) pittore, nato a Naarden e
morto ad Haarlem. Prese parte alla corporazione dei
pittori di Haarlem. Fu allievo di Van de Velde, e grande
stimatore dell'arte di Van Goyen. Eseguì soprattutto
paesaggi e scene campestri di dimensioni assai
contenute e conservate in illustri gallerie irlandesi.
OPERE |
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A-B-C-D-E-F-G-H-I-J-K-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V-W-X-Y-Z |
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