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Introduzione.
L'astronomo inglese, Isacco
Newton, sostenne che la luce del
sole non fosse monocromatica
(<cioè costituita da un solo
colore). Attraverso l'ausilio di
un prisma di vetro, interposto
nel raggio solare, riuscì
a dimostrare come andassero a
formarsi un insieme di luci
colorate (alias: spettro di
Newton), con la conseguente
distinzione di sette colori: il
rosso, l'arancio, il giallo, il
verde, il bleu di Prussia o
cianico, il bleu indaco, il
violetto; quindi ridotti per
semplificazione a sei: rosso,
arancio, giallo, verde azzurro,
violetto. |
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Per quanto concerne la
Tinta o
Tono, la prima si
riferisce alla differenza di
colore; il secondo, alla sua
gradazione chiaroscurale. Se
invece parliamo di
Tinta calda o
Tinta
fredda, nonché
Tinta neutra, già
nella loro menzione, è facile
individuare una distinzione
cromatica in funzione di quanto
ci apprestiamo a realizzare. La
Tinta calda, è una tinta accesa,
come il giallo ed il rosso. La
Tinta fredda, è quella in cui
rientrano colori come il verde,
l'azzurro e quindi il grigio
ottenuto mescolando il nero con
il bianco. La Tinta neutra, è
per l'appunto, quella in cui
rientrano il nero, il bianco e
le varie gradazioni di grigio. |
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È quindi basilare distinguere i
colori in
principali
e
secondari. I
colori principali
sono il rosso, il giallo,
l'azzurro, dalla cui mescola si
ottiene il grigio. I
colori secondari
sono il risultato della mescola
di due colori principali, quindi
l'arancione (ottenuto
mescolando il giallo ed il
rosso), il viola (ottenuto
mescolando il rosso e
l'azzurro), il verde (ottenuto
mescolando l'azzurro ed il
giallo). Vi sono, poi, i
colori complementari,
quelli che si ottengono
mescolando un colore
principale con uno
secondario. |
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colori minerali,
colori vegetali,
colori animali. |
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I
colori
minerali,
sono delle sostanze colorate che
ci derivano dalla natura, in
forma di sali, ossidi, solfuri
ecc., quindi dai metalli e
principalmente dal ferro; e
quelli a base di ferro risultano
innocui, mentre il rame,
l'arsenico, il mercurio o il
piombo, sono velenosi. La loro
formazione la si deve ai
processi geologici e poiché si
presentano allo stato roccioso o
terroso, la sostanza colorata è
la risultante di un processo
chimico. Rientrano tra i
colori minerali di
provenienza naturale,
tutte le terre,
ovvero la
terra di Siena,
la
terra di Cassel,
la
terra d'ombra,
la
terra verde,
il
bitume
o
asfalto, l'ocra rossa o
gialla ecc., ed anche il
lapislazzuli, alias
azzurro oltremare naturale.
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Rientrano tra i
colori minerali
artificiali,
quelli con base metallica, e
quindi ottenuti attraverso un
processo chimico; come i
vari bianchi, ovvero il
bianco di zinco, la
biacca; poi i
rossi a base di ferro, come
il
rosso di Venezia
o quello indiano ed
altri; i
verdi ossidi di cromo, i gialli di cadmio
o di zinco, gli
azzurri di Parigi, di oltremare
o
di cobalto, ecc., escluso il
Lapislazzuli (ovvero
oltremare naturale); il
bruno
trasparente, di
Van Dyck, di
Marte, e tutti i
colori di Marte, fatta eccezione per il bruno di
seppia poiché proveniente per
l'appunto dal regno animale.
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Appartengono ai
colori vegetali
quelle sostanze coloranti di
provenienza vegetale, ottenute
facendo bollire la parte della
pianta in cui sono presenti;
come lo
zafferano, il
nocciolo di pesca, le
noci
ecc. Rientrano tra i colori
vegetali il
verde vescica, l'indaco,
il
nero di vite,
la
lacca di garanza,
la
gomma gutta,
il
bruno di robbia
ecc. Sono questi colori
consigliati più per dare le
velature, poiché soggetti al
cambiamento di tono se esposti
alla luce, ed anche costituiti
da una mediocre corposità e
solidità. |
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Appartengono
ai
colori animali
quelle
sostanze coloranti che provengono dagli animali; come la
lacca di cocciniglia, il
nero di seppia, di
avorio, di
osso ed il
carminio ecc. |
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•Sia i
colori vegetali che quelli animali,
possono essere artificiali; derivano dal catrame e
quindi forniti dai fenoli, l'anilina, dall'antracene
ecc.. Il loro uso è soprattutto industriale, poiché poco
consono alla pittura ad olio per via della loro
solubilità nell'acqua e nell'olio. |
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Cosa si intende per
solidità dei colori?
La resistenza di alcuni colori
quando vengono conservati per
diversi anni sotto l'azione
della luce in un luogo asciutto,
quindi la garanzia di durabilità
di un colore rispetto all'altro. |
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Rientrano tra i
colori
solidi,
ovvero quelli che garantiscono
stabilità: gli AZZURRI:
blu cobalto, oltremare, ceruleo;
i BIANCHI: bianco d'argento,
di zinco, di titanio; i
BRUNI: bruno trasparente, di
Marte, la terra di Siena
naturale, la terra di Cassel, la
terra d'ombra bruciata o
naturale;
i GIALLI: i gialli di cadmio,
di Marte, di zinco, di cobalto,
le ocre gialle; i ROSSI:
il rosso di cadmio, il
vermiglione, di Venezia, di
Pozzuoli, quello indiano, la
lacca garanza, la terra di Siena
bruciaya, il rosso di Marte;
i VERDI:
il verde cobalto, lo smeraldo, il permanente, il
verde di cromo, la terra verde;
il VIOLETTO:
il violetto di Marte, quello
minerale, di cobalto; i NERI: il
nero vite, il nero avorio. |
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Rientrano tra
i
colori non solidi,
ovvero quelli che non danno una
consistente garanzia di resistenza, gli AZZURRI:
il blu di Prussia, l'indaco;
i BRUNI: come l'asfalto
seppia ed il bruno Van Dyck;
i GIALLI: come quello di
Napoli (che se prodotto in maniera ottimale, può
tranquillamente garantire abbastanza solidità), quello
di cromo, quello indiano, il giallo di cadmio limone, il
giallo di cromo limone, quello di zinco, quello di
spincervino, l'arancio di cromo, la gomma gutta, la
lacca;
i ROSSI: come quello di
cromo, quello di Saturno, il carminio, la lacca di
geranio e quella carminata; i VERDI:
come quelli di cromo (che sono
costituiti dal blu di Prussia ed il giallo), la lacca
verde chiaro e scuro, il verde di Prussia, il verde
oliva, il verde Veronese, il verde vescica e quello
malachite. |
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Come effettuare le mescolanze?
Prima di tutto bisogna conoscere le proprietà dei
colori, poiché un utilizzo sconsiderato porta alla
conseguente alterazione della loro composizione. Il
consiglio più opportuno, è quello di limitare la
tavolozza ai colori necessari, evitando quelli non
solidi. Gli artisti del passato, e quindi molti dei
dipinti che hanno lasciato, sono la dimostrazione di una
giusta conservazione, dovuta essenzialmente al fatto che
la loro tavolozza fosse costituita da un numero limitato
di colori. È consigliato mescolare colori solidi (tra
quelli già menzionati) o colori della stessa natura:
mescolare colori di proprietà diverse può anche creare
favolose gradazioni, ma con durata assai limitata. |
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Alcuni
colori e reazione
quando vengono mescolati
ad altri |
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L'Azzurro
di Prussia è molto sensibile alla luce
(quindi tende a scurire) e prevale sugli altri colori.
Il consiglio è quello di mescolarlo con l'azzurro di
cobalto
o bianco di zinco; è un colore che si presta per le
velature. |
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La
terra di Cassel
ed il
nero, usati puri non
asciugano facilmente; mentre, si faciliterà
l'asciugatura se li mescoleremo con un po' di cobalto. |
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Il
giallo di cadmio ed
il
verde
smeraldo, tendono ad
inglobare le altre tinte, vanno, quindi miscelati con un
po' di bianco. Il giallo
di cadmio chiaro, tende ad alterare le tinte,
soprattutto se viene mescolato con il rosso indiano,
il nero avorio, la terra di Siena, il
blu di Prussia, il violetto di cobalto, la
terra d'ombra. Va ricordato che il
giallo
di cadmio medio, altera anche
gran parte dei colori menzionati, fatta eccezione per il
nero avorio ed il
rosso indiano. Il
giallo di cadmio scuro, modifica le tinte
se viene mescolato con il blu di Prussia e la
terra di
Siena bruciata.
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Le
terre, come la
terra di Siena bruciata o naturale,
vanno usate con moderazione, poiché mutano di tono
portando anche gli altri colori - con i quali sono state
mescolate - ad incupirsi. |
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Il
bianco d'argento è
preferibile non mescolarlo con il vermiglione, il giallo
di cadmio, la lacca di garanza; invece si
consiglia il
bianco di zinco. |
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Il
giallo di Napoli
o il
viola di cobalto non
possono essere mescolati con colori che contengono
ferro. |
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La
lacca di garanza, se
mescolata con il bianco
d'argento o altri colori,
viene praticamente annullata; è
quindi preferibile adoperarla da
sola e per velare le parti
bianche. |
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Consiglio: Molti dei
colori che troviamo in commercio
sono artificiali, quindi il più
delle volte non danno garanzia
di resistenza, che potrebbe
sicuramente essere dimostrata
attraverso un processo
chimico, ma un metodo antico -
ed infallibile - è quello di
esporre il colore all'azione del
sole, quindi all'aria per la
durata di un'intera estate. Se
le sue proprietà non avranno
subito palesi cambiamenti a
livello di consistenza e tinta,
allora ne considereremo
l'utilizzo. |
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Colori a calce: nella
pittura etrusca ed in quella
romana, il latte di calce veniva
adoperato per l'Affresco, quindi
non solo per preparare
l'intonaco, ma anche all'interno
dei colori; e questa pratica la
si riscontrerà anche durante il
Rinascimento; mentre con la
colla venivano mescolati i
colori più brillanti.
L'applicazione dei colori a
calce prima e dopo quelli
a colla, rendeva la pittura
più duratura. |
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Colori morti: sono
il bianco ed il nero usati per l'abbozzo, atto a
ricevere il colore.
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Colori a gomma
o a
colla: Acquerello e
Tempera. |
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Colori a cera:
Encausto. |
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Colori soffiati:
colori in polvere spruzzati attraverso un fissatore. |
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Colori con sabbia:
con base di sabbia; utilizzati
per preparare gli intonaci>
pittura a Tempera ed Affresco. |
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Colori minerali:
quindi con base minerale; in
quanto pittura minerale o
al silicato (o stereocromia)
viene considerata surrogato
dell'Affresco ed utilizzata
soprattutto per gli esterni
rendendoli più resistenti ai
cambiamenti climatici. |
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Colori ad olio:
quindi con base oleosa (Pittura ad olio). |
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Colori all'uovo:
quindi contenenti uovo (Pittura all'uovo e tempera al
rosso d'uovo). |
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Colori per l'Affresco:
Tecnica dell'Affresco. |
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Colori opachi: o
meglio Pittura opaca> Affresco, Tempera, Cera. |
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Segue:
Dizionario dei colori
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